BOLZANO - È ripresa nella tarda mattinata di oggi, in Consiglio provinciale a Bolzano, la trattazione dei disegni di legge provinciale sovrapartitici aventi come oggetto la democrazia diretta, interrotta l’8 ottobre scorso. Si tratta dei disegni di legge 6/23, Modifiche alla legge provinciale 3 dicembre 2018, n. 22, “Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica”, riguardo all’ammissibilità delle richieste di referendum sulle leggi sulla forma di governo ai sensi dell’articolo 47 dello Statuto di autonomia, e alla nuova composizione della Commissione per i procedimenti referendari (Grüne Fraktion – Gruppo verde – Grupa vërda, Team K, Die Freiheitlichen, Süd-Tiroler Freiheit, JWA Wirth Anderlan, Wir Bürger – Noi cittadini – Nëus Zitadins, Partito Democratico – PD – Demokratische Partei) e 7/23, Modifiche alla legge provinciale 3 dicembre 2018, n. 22, “Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica”: semplificazione della raccolta delle firme e introduzione di un sistema online per la loro consegna (Team K, Grüne Fraktion – Gruppo verde – Grupa vërda, Die Freiheitlichen, Freie Fraktion, Süd-Tiroler Freiheit, JWA Wirth Anderlan, Partito Democratico – PD – Demokratische Partei e Wir Bürger – Noi cittadini – Nëus Zitadins). Il dlp 6/23, come aveva spiegato Brigitte Foppa (Gruppo verde) nella seduta di ottobre, prevede che anche i referendum sulle forme di governo siano ammissibili e interviene sulla composizione della commissione per i procedimenti referendari, prevedendo che sia composta da docenti universitari/universitarie, avvocati/avvocate ed ex giudici costituzionali dei magistrati, in modo da evitare di ritrovarsi davanti alle stesse persone in caso di ricorso al TAR. La consigliera ha aggiunto oggi che sulla commissione si era cercato di trovare una soluzione di compromesso condivisa con la maggioranza, e si era anche trovata, ma questo non era successo in relazione alle materie su cui è consentito il referendum, materia disciplinata nello Statuto e interpretata in passato in maniera restrittiva tanto da limitare persino un referendum sul Consiglio dei cittadini per il cima. In Trentino, i temi della democrazia diretta sono ampliamente discussi, cosí come è ampliamente discussa la questione del suicidio assistito proprio perché portata avanti con iniziativa popolare. Il dlp 7/23, aveva riferito Alex Ploner (Team K) nella stessa seduta di ottobre, prevede la raccolta digitale delle firme necessarie per chiedere l’indizione di un referendum, e ne abbassa il numero a 8.000 firme per svolgere un referendum propositivo, 5.000 firme per un referendum consultivo e 2.500 firme per un’iniziativa popolare: attualmente, infatti, mentre a livello nazionale, per indire un referendum serve lo 0,1% degli aventi diritto al voto, in Alto Adige servono le firme del 2%. Le proposte si richiamano a quelle di Iniziativa per più democrazia. Oggi egli ha ripercorso la cronistoria del disegno di legge, uno dei primi di cui si era parlato in commissione legislativa già nel 20109, e aggiunto che nel programma di governo si sostiene l’importanza della democrazia diretta, ma poi ci si tira indietro. Di recente era stata approvata la legge sul voto elettronico del pres. Kompatscher, ma senza disciplinare le modalità ma anzi rinviando a norma di attuazione. Ci si era confrontati con la consigliera Deeg ed erano stati promossi anche incontri con rappresentanti dei Comuni, ma non erano emerse soluzioni. La stessa maggioranza avrebbe potuto presentare propri emendamenti, dimostrando così ai cittadini che il tema le stava a cuore: “Bisogna assumersi la propria responsabilità davanti ai cittadini: il Team K mantiene la parola”.
Di seguito, è stato votato - con voto nominale su richiesta di Foppa - il passaggio alla discussione articolata dei due disegni di legge: il passaggio alla discussione articolata del dlp 6/23 è stato approvato con 18 sì e 16 no, quello del dlp 7/23 è stato respinto con 18 no e 17 sì.
È quindi iniziata la discussione articolata del dlp 6/23:I primi 2 articoli sono stati respinti senza discussione né emendamenti con 18 no e 17 sì, l’articolo 3 è stato respinto, pure senza discussione né emendamenti, con 17 sì e 17 no. Non è stata quindi necessaria una votazione finale complessiva, perché il disegno di legge è risultato conseguentemente respinto.
È quindi ripresa a trattazione del disegno di legge provinciale n. 2/23: Scuola plurilingue come offerta supplementare (presentato dai conss. Foppa, Oberkofler e Rohrer); (inizio trattazione il 05/02/2026 - continuazione il 07/05/2026 - continuazione), sospesa il 7 maggio: come risulta dalla relazione accompagnatoria, la proposta mira a integrare l’offerta scolastica esistente da un’offerta plurilingue, se ce n’è richiesta; il diritto all’insegnamento nella madrelingua sancito dall’articolo 19 dello Statuto resterebbe immutato per alunne e alunni di madrelingua tedesca e italiana nelle relative scuole.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), sostenendo di essere stata molto toccata da quanto successo prima in merito ai precedenti disegni di legge, ha ricordato quanto era stato detto in merito alla proposta di modello scolastico plurilingue, tra cui che si vuole scardinare la madrelingua e che non è un interesse della popolazione: ma secondo l’ASTAT, ben il 70% della cittadinanza sarebbe a favore. Era anche stato detto che lo stesso Gentile si rallegrerebbe della proposta: “Per capire fino a che punto si è arrivati”, e che il tedesco standard è già una seconda lingua. Foppa ha chiesto se l'introduzione della scuola paritaria nelle valli ladine avesse forse compromesso la madrelingua ladina, aggiungendo che i ladini hanno invece risultati migliori all’’esame per il patentino, e contestato le affermazioni secondo cui la proposta sarebbe un progetto di eliminazione della popolazione tedesca. Ha ricordato di essere stata assimilata alla strega di Hänsel e Gretel che attira in fallo con la prospettiva del plurilinguismo pari alla casetta dei dolci. Tutto questo era stato detto su un modello didattico che merita di essere approfondito: una mentalitá anacronistica e inaccettabile. La proposta non toglie nulla a nessuno, ma dà un'ulteriore possibilitá a chi la vuole: non riconoscere le possibili soluzioni non è accettabile, anche vista la forte pressione sulle scuole tedesche di iscrizione di bambini di lingua italiana. Con la scuola plurilingue non ci sarebbero più bambini di altre lingue nelle classi, cosa sempre contestata dai patrioti. È stato detto che la scuola plurilingue la possono fare gli italiani, “ma non è questo il punto”. Si potrebbe realizzare la proposta come progetto pilota, ma nemmeno questo si vuole fare. Il plurilinguismo nasce quando è desiderato dalle famiglie e accolto dalle scuole – e da ciò si sviluppa poi un progetto pedagogico.
L’ass. Philipp Achammer è intervenuto per aggiornare sullo stato dei lavori e ha spiegato, tra le altre cose, che non vi era ancora stata una replica della Giunta provinciale. Si sarebbe voluto esprimere una posizione in merito.
Il presidente Angelo Gennaccaro ha ricordato, tra l’altro, che il disegno di legge provinciale era stato presentato dalla consigliera Foppa e che, per questo motivo, non era prevista una replica della Giunta ma della presentatrice stessa. Sven Knoll ha chiarito l’affermazione di Foppa secondo cui lui l’avrebbe definita una strega: la sua argomentazione gli aveva ricordato la storia di Hänsel e Gretel, non Foppa stessa. Il passaggio al dibattito atricolato del disegno di legge provinciale n. 2/23 è stato respinto con 10 voti favorevoli, 24 contrari e 1 astensione, e con ciò l’esame del disegno di legge si è concluso.
È quindi ripresa la trattazione della mozione n. 377/26: Semafori con segnale acustico (presentata dai conss. Zimmerhofer, Knoll, Atz e Rabensteiner il 10/02/2026); (inizio trattazione l'11/03/2026 - continuazione), con la quale Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) chiedeva di impegnare la Giunta provinciale, in stretto contatto con l'Unione ciechi e ipovedenti, con l'ufficio per i trasporti ovvero con l'ufficio tecnico competente, a concordare un segnale acustico unico da applicare in futuro a tutti i semafori di nuova realizzazione o già esistenti; 2. di procedere con i lavori di adeguamento in stretto contatto con il Consorzio dei Comuni, considerato che in alcuni casi sono coinvolte anche le amministrazioni comunali. La discussione era già iniziata l’11 marzo scorso. Il proponente l’aveva sospesa durante la sua trattazione su proposta dell’assessore Alfreider, che aveva suggerito di trovare una formulazione condivisa con la Giunta provinciale. Finora, ha spiegato Zimmerhofer, non ne ha ancora ricevuta alcuna.
L’ass. Daniel Alfreider ha detto che il suo Dipartimento è a buon punto nella formulazione e chiesto di sospendere ancora la mozione.
Paul Köllensperger (Team K) ha sostenuto la mozione , ribadendo alcune osservazioni giá fatte: il segnale acustico è già previsto come obbligatorio da una legge statale, così come l’eliminazione delle barriere architettoniche. Per questo motivo non ha bisogno di incontri con l’Unione Ciechi, perché tutto è già regolato nei dettagli. Ciò che si potrebbe introdurre, invece, è che la Provincia vigili affinché i Comuni applichino realmente queste norme.
Bernhard Zimmerhofer ha accolto la proposta dell’ass. Alfreider e sospeso la mozione.
Si è quindi passati alla mozione n. 146/24: Stipendi dei politici: serve una soluzione locale, organica e trasparente (presentata dai conss. Zimmerhofer, Knoll, Rabensteiner, Atz, Colli, Wirth Anderlan e Holzeisen il 10/09/2024), con la quale Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) chiedeva di invitare la Giunta provinciale 1. a trasferire al Consiglio provinciale la competenza in materia di stipendi e pensioni dei componenti del Consiglio stesso; 2. a regolamentare in modo trasparente gli stipendi, che non possono essere adeguati in corso di legislatura; 3. a equiparare i consiglieri ai “normali” lavoratori per quanto riguarda il sistema pensionistico, come avviene nel Land Tirolo; 4. a consentire a tutti i partiti rappresentati in Consiglio provinciale di beneficiare dell’assegnazione del 2 per mille in sede di dichiarazione dei redditi; 5. a sostituire il finanziamento “occulto” dei partiti con una nuova regolamentazione che sia trasparente. Il consigliere spiegava nelle premesse che agganciare gli stipendi dei politici della Regione a quelli dei funzionari pubblici è un fatto che indigna i cittadini: essi non riescono più a capire quanto un consigliere percepisce realmente, chi paga questo denaro e quanto dev’esserne restituito in forma di tasse. Il problema si trascina da anni e va risolto in modo trasparente e organico, a livello locale, agire con trasparenza avvicinerà la popolazione.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto che la competenza non è della Giunta, ma del Consiglio provinciale.
Questa posizione è stata condivisa da Paul Köllensperger (Team K), che ha ritenuto la mozione confusa; si è detto però d’accordo al passaggio della competenza dal Consiglio regionale a quello provinciale. In quanto al 2 per mille, la competenza è statale: lui condivide la proposta, che però andrebbe inoltrata a Roma. Sulle difficoltà relative al sistema pensionistico era stata chiara anche Luisa Gnecchi. In quanto al finanziamento dei partiti, bisogna decidere come procedere, in particolare in merito ai contributi privati: ci vorrebbe una discussione più ampia. Il Team K avrebbe approvato i punti 1 e 2, eliminando il riferimento alla giunta provinciale, ma sarebbe meglio una riformulazione.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ribadito che la Giunta provinciale non può intervenire su determinati punti: le proposte andrebbero fatte in maniera corretta. quanto proposto al punto 1 è comunque condivisibile.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), co-firmatario, ha ricordato la commissione costituita sul tema, in cui si era lavorato in modo costruttivo.Anche gli esperti avevano invitato ad attivarsi anche per l’equiparazione dei consiglieri agli altri lavoratori in quanto a trattamento pensionistico. In quanto alla trasformazione in voto, si sa che i voti finiscono in un cassetto: meglio incaricare la Giunta, alla quale si puóchedere conto dello stato delle cose. In quanto al finanziamento occulto dei partiti, oggetto della commissione d’inchiesta, bisogna interrogarsi sui contributi pubblici ottenuti da aziende che finanziano le campagne elettorali e sulla rappresentanza di certi interessi. Anche qui ci vorrebbe più trasparenza. se la materia passasse al Consiglio provinciale questo sarebbe garantito.
Il vicepresidente del Consiglio Arnold Schuler ha detto nel 2008 il compenso netto di un consigliere era di 6.800 €, poi c’era stata una leggera diminuzione, mentre l’inflazione è aumentata. Rappresentare il tutto in maniera aperta è sensato. Una cosa è l’entità dei compensi, una cosa è la competenza in merito. Attualmente, la disciplina è della legge regionale, e la Giunta provinciale non ha la competenza per assegnare l’incarico al Consiglio provinciale. È anche compito dei consiglieri presentare disegni di legge. Sarebbe opportuno concordare tutto con i colleghi del Trentino. Egli ha quindi chiesto di ritirare la mozione, altrimenti si sarebbe dovuto votare contro, perché si creerebbero aspettative disattese. Zimmerhofer ha detto che le critiche erano giustificate, e ha ritirato la mozione per riproporre in futuro.
La segretaria questora Rieder ha quindi chiesto un’interruzione per l'opposizione. La seduta riprende alle 14.30 con la trattazione delle proposte della maggioranza.
Ultimo aggiornamento:
11/06/2026 19:32:10