ROVERETO (Trento) - «Da oggi questi spazi e questi laboratori portano il nome di Valentino Braitenberg. Non è solo un omaggio formale: è la chiusura di un cerchio. Perché il luogo in cui lavoriamo ogni giorno — questo intero polo di Rovereto, le scienze cognitive, il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e, in fondo, lo stesso CIMeC — sono esistiti ed esistono in parte anche grazie a lui». Le parole del neuroscienziato Giorgio Vallortigara riassumono il tono dell’omaggio sincero, affettuoso e solenne andato in scena a Rovereto, con l’intitolazione degli spazi di ricerca dell’Università di Trento a Manifattura al neuroscienziato Valentino Braitenberg.

Il nuovo nome –
Braitenberg Brain Research Hub – è un riconoscimento a una figura chiave delle scienze cognitive a Rovereto e conferisce un'identità forte alle attività UniTrento nel campo delle neuroscienze, celebrando la sua visione interdisciplinare capace di intrecciare neuroscienze, robotica e impatto sociale. L’intitolazione degli Edifici 10 e 14 assume un valore particolare nel centenario della nascita di Braitenberg, celebrato nel corso del 2026 anche attraverso iniziative promosse a Rovereto e a Tubinga.
Alla cerimonia hanno preso parte le autorità accademiche, provinciali e del Comune di Rovereto, insieme a tante persone che hanno conosciuto e apprezzato Valentino Braitenberg di persona o per l’eredità scientifica e umana che ha lasciato. In prima fila a raccogliere simbolicamente l’omaggio al padre, anche la figlia,
Carla Braitenberg.
Foto ©UniTrento ph. Matteo Festi e 5K videoproduction.
«Intitolare questo hub a Valentino Braitenberg significa riconoscere la strada fatta dall'Ateneo a Rovereto e rinnovare la nostra vocazione alla ricerca interdisciplinare» ha commentato il rettore Flavio Deflorian nel suo intervento. «Nel 1998 è stato piantato qui il seme che ha portato alla nascita e alla crescita d'eccellenza del polo di scienze cognitive. Dedicare questo luogo a Braitenberg rende omaggio a una figura chiave per il nostro Ateneo e per la città stessa: un pioniere capace di anticipare di decenni i dibattiti sull'intelligenza artificiale e sul dialogo tra neuroscienze e tecnologia. Facciamo nostra la sua eredità e a chiunque vivrà questi spazi auguro di non perdere mai quel "piacere di capire" che per lui rappresentava la vera essenza della ricerca e il motore del progresso scientifico.»
«La storia e la grandezza di Rovereto si intrecciano da sempre con le traiettorie di persone che non sono necessariamente roveretane o trentine da generazioni, ma che per le contingenze della vita si sono trovate in una città attenta alla conoscenza e pronta ad abbracciare progetti visionari» ha detto la sindaca del Comune di Rovereto Giulia Robol nel suo intervento. «Valentino Braitenberg si è trovato qui quasi per caso e la città ha avuto il merito di accoglierlo, insieme a tante altre figure straordinarie con cui si è creato un vero e proprio cenacolo di confronto e crescita. L’intitolazione di oggi riconosce lo sforzo di una comunità che sa accogliere il sapere e le sfide del futuro, coltivando il coraggio di avviare percorsi ambiziosi e facendo della memoria un'esperienza viva per orientare le scelte di domani.»
«Oggi completiamo idealmente il percorso iniziato lo scorso 25 giugno con l'evento dedicato a Valentino Braitenberg e con la mostra al Museo di Scienze e Archeologia. Questa intitolazione non significa solo rendere omaggio a una delle menti più brillanti e visionarie delle neuroscienze e della cibernetica del Novecento, ma consente di attribuire un'identità precisa a uno spazio pubblico, tracciare una rotta e offrire un modello a cui ispirarsi. Grazie allo sforzo congiunto tra Provincia Autonoma, Università di Trento e Trentino Sviluppo, gli Edifici 10 e 14 saranno luoghi in cui si coltiverà il sapere, attirando talenti da tutto il mondo e consolidando il ruolo di Rovereto come punto di riferimento per la ricerca e l’innovazione», così, il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, Achille Spinelli.
«Oggi raccogliamo l’eredità di Braitemberg e la proiettiamo verso il futuro» ha aggiunto Gianluca Esposito, direttore del nuovo Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive, struttura che nei giorni scorsi ha visto riunirsi al suo interno le varie linee di ricerca e didattica dell’Ateneo a Rovereto. «È il primo giorno di quello che potremmo definire “DiPSCo 2.0”: una comunità più ampia e integrata, capace di riunire le diverse anime delle scienze psicologiche, cognitive e neuroscientifiche. Il Braitenberg Brain Research Hub avrà il compito di rendere visibile la continuità tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che saremo.