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Trento Film Festival, assegnati altri due riconoscimenti speciali

Si tratta del Premio Museo etnografico trentino San Michele e il Premio Amelia de Eccher

TRENTO - Consegnati altri due dei quattordici riconoscimenti speciali offerti da associazioni o enti partner del Festival, attribuiti da giurie indipendenti. Il Premio Museo etnografico trentino San Michele Premio Amelia de Eccher – per donne di cinema e di montagna cinepresa.

Il Premio Museo etnografico trentino San Michele, istituito dal METS Museo Etnografico trentino San Michele per l'opera cinematografica che "con rigore documentario etno-antropologico meglio sappia rappresentare gli usi e i costumi delle genti di montagna", è stato attribuito a Pestiferus Lupus di Luca Jankovic e Ludovico Serra (Italia/2025/54'). Questa la motivazione della giuria, presieduta da Ezio Amistadi e composta da Armando Tomasi e Luca Faoro: «“Io ho idea che qualcuno ha in testa che la montagna deve diventare un museo, un parco da venire a visitare. Invece no. Noi ci abitiamo, ci viviamo tutto l’anno. E' la nostra casa”.
E' nelle parole del parroco della piccola comunità di Forno che si rivela il senso profondo di un’opera in cui il ritorno del pestiferus lupus si fa simbolo e metafora di una montagna che non puo$ essere solo la proiezione di un immaginario costruito e coltivato altrove».

Il Premio Amelia de Eccher – per donne di cinema e di montagna è un riconoscimento istituito da Riccarda de Eccher in memoria di Amelia de Eccher: per le donne, da entrambi i lati della cinepresa. In quest’edizione del Trento Film Festival ad aggiudicarselo è Fémene di Elena Goatelli (Italia/2026/61'): «La giuria all’unanimità conferisce il premio alla regista Elena Goatelli per il suo documentario Fémene , che convince per aver messo al centro le donne di diverse generazioni con un racconto ricco di informazioni ed emozioni sulla condizione femminile tra le montagne del Trentino e nella società italiana. Le microstorie intime e personali confluiscono in un racconto corale in cui emerge con chiarezza la soggettività politica delle donne, attraverso temi che spaziano dall'educazione alla famiglia, dai rapporti di genere all'aborto, dalla situazione lavorativa alla dipendenza economica, con uno sguardo attento, sensibile e capace di ironia, senza mai essere superficiale», hanno scritto le giurate Linda Cottino, Bruna Proclemer e Ingrid Runggaldier.
Ultimo aggiornamento: 28/04/2026 00:17:46

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