CAPO DI PONTE (Brescia) - È la
Pieve di San Siro, edificio romanico di straordinario valore storico e spirituale, a
Cemmo di Capo di Ponte (Brescia), nel cuore del sito
Unesco di Valle Camonica, a ospitare dal
28 marzo al 17 maggio 2026 la mostra
"Terre rupestri e Terremobili" di
Tullio Pericoli che propone un dialogo tra il passato e il presente, tra l’archeologia e l’arte contemporanea e conduce il pubblico in un viaggio nel tempo tra segni, paesaggio e identità, attraverso una nuova chiave di lettura del patrimonio storico-artistico in forte connessione con i cambiamenti geopolitici attuali.

L’esposizione, che coniuga il linguaggio artistico contemporaneo con il patrimonio millenario dell’arte rupestre di Valle Camonica presenta 31 opere pittoriche nelle quali il pittore e disegnatore italiano reinterpreta i segni antichi delle incisioni rupestri come movimento, memoria e trasformazione della terra
(photo credit Davide Bassanesi).
L’incontro tra il linguaggio artistico contemporaneo e il patrimonio millenario dell’arte rupestre di Valle Camonica è il sostrato su cui è nato e si è costruito un evento espositivo che vede al centro il pittore e disegnatore Tullio Pericoli (Colli del Tronto - Ascoli Piceno 1936).
L’iniziativa, promossa e curata dall’
Associazione culturale d’ADA in collaborazione con l’artista, grazie al sostegno dei main sponsor Gruppo industriale Lucefin e El.da Srl, di Fondazione Comunità Bresciana, Comunità Montana e Sito UNESCO di Valle Camonica, Comune di Capo di Ponte e Fondazione Valle dei Segni, media partner Sky Arte, testimonia quanto i segni rupestri, alla base della nostra cultura visiva, continuino a ispirare la creatività contemporanea in un’ottica di reinterpretazione artistica, sociologica e antropologica.

La
rassegna presenta 31 olî su tela nei quali Tullio Pericoli reinterpreta i segni antichi delle incisioni come movimento, memoria e trasformazione della terra. Le opere nascono dall’incontro di
Tullio Pericoli con i graffiti di età del Ferro, che lo hanno affascinato al punto da divenire la matrice creativa sulla quale realizzare la serie di lavori dedicati al tema delle “Terremobili”, ovvero una interpretazione originale sulla fragilità dei nostri scenari naturali, che trae ispirazione dal segno primordiale e archetipico delle mappe del parco archeologico, in particolare quella di
Bedolina a Capo di Ponte.
I dipinti esposti a Cemmo sono caratterizzati da una notevole forza espressiva, dove segno e colore conducono a una composizione formale che dà vita a dipinti in continuo movimento, creando una sorprendente vicinanza tra quei segni primordiali e alcune terribili immagini di oggi.
L’allestimento si caratterizza per un approccio minimalista, concepito per preservare l’equilibrio originario della Pieve senza alterarne l’identità, attraverso strutture espositive, essenziali e leggere, quasi invisibili, che accompagnano lo sguardo del visitatore, nel pieno rispetto della sacralità dello spazio, lasciando emergere le opere di Pericoli in tutta la loro forza espressiva.
Elemento centrale del progetto è la soluzione illuminotecnica, pensata anche in chiave narrativa. Fasci di luce calibrati con precisione valorizzano le superfici pittoriche, creando raffinati giochi di chiaroscuro che esaltano dettagli e contrasti senza mai risultare invasivi. La luce, infatti, non sovrasta ma rivela, contribuendo a definire un equilibrio tra rigore architettonico e sensibilità contemporanea.
In questo contesto, la mostra costruisce la propria identità come intervento misurato e coerente: le opere non interrompono il silenzio della Pieve, ma lo animano, instaurando un dialogo profondo con lo spazio. All’interno della chiesa, essenziale e materica, i dipinti sembrano trovare una collocazione naturale, come se fossero da sempre destinati a questo luogo. Nulla interferisce con la relazione tra segno e pietra, lasciando che sia proprio questo dialogo a generare significato e a trasformare la visita in un’esperienza intima e contemplativa.
Completa il percorso espositivo una videoproiezione sulle pareti dell’abside della Pieve, dove il racconto visivo di Tullio Pericoli viene enfatizzato dall’atmosfera austera e sacrale dell’antico edificio.
Durante le giornate inaugurali di sabato 28 e domenica 29 marzo, si terrà una serie di visite guidate all’esposizione a cura del Gruppo FAI Valle Camonica e Sebino. All’inaugurazione di sabato 28 marzo, ore 11.30, saranno presenti Tullio Pericoli e Salvatore Settis. La giornata si terrà con l’accompagnamento narrativo del gruppo FAI di Valle Camonica Sebino.
Tutti i fine settimana, negli orari di apertura della mostra, il pubblico potrà usufruire di un accompagnamento critico al percorso con giovani laureate e laureande in Storia dell'Arte.
La Federazione Guide Turistiche di Valle Camonica organizzerà delle visite guidate infrasettimanali che comprenderanno la Pieve di San Siro, la mostra di Tullio Pericoli, il Parco archeologico di Seradina e Bedolina e il Museo Mupre a Capo di Ponte. Per informazioni e prenotazioni: Infopoint di Capo di Ponte; Whatsapp 334.6575628; infopointcapodiponte@gmail.com.
L’evento vede il coinvolgimento anche della Direzione Regionale Musei Lombardia, attraverso un percorso di visita in collegamento con il Mupre, Museo della Preistoria di Capo di Ponte e il parco archeologico di Seradina e Bedolina. Catalogo Moebius con saggio critico di Salvatore Settis.
TULLIO PERICOLI. Terre rupestri e Terremobili
Cemmo di Capo di Ponte (BS), Pieve di San Siro (via Pieve di San Siro)
28 marzo – 17 maggio 2026
Orari Sabato e domenica, 10-19
Gli altri giorni, su prenotazione
Ingresso gratuito