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Valle Camonica, rintracciato dalla Polizia Stradale responsabile di un incidente. Un arresto della Mobile

giovedì, 2 settembre 2021

Berzo Inferiore – Nel corso della settimana gli equipaggi di vigilanza stradale della Sezione Polizia Stradale hanno contestato 919 infrazioni al Codice della Strada di cui 71 per mancato uso delle cinture di sicurezza, 46 per uso del telefono cellulare durante la guida, durante i controlli 13 conducenti sono stati trovati positivi allʼalcoltest. Personale in abiti civili è stato dislocato nelle aree di sosta autostradali della provincia per rendere sicura la sosta dei turisti in transito. 18 gli incidenti rilevati di cui uno mortale.

Incidente stradale in Valle Camonica, rintracciato il responsabile
Il Distaccamento Polizia Stradale di Boario rintraccia l’autore di un incidente stradale datosi alla fuga. L’incidente avvenuto nel mese di luglio sulla SPBS510 nella galleria San Carlo (comune di Marone) era stato denunciato il 19 luglio al Distaccamento Polizia Stradale di Darfo Boario Terme dal conducente di un Autocaravan Mercedes residente a Berzo Inferiore che nel pomeriggio del 17 luglio, mentre viaggiava con la moglie e i tre bambini all’interno della galleria S. Carlo, veniva urtato violentemente sulla parte anteriore spigolo sinistro e sulla fiancata sinistra da un veicolo Audi che gli invadeva la corsia di marcia.

Subito dopo l’incidente l’Audi si era velocemente dileguata facendo perdere le proprie tracce. Unico elemento a disposizione degli agenti della Stradale di Darfo il modello del veicolo riconosciuto dalla controparte. Nei giorni successivi all’incidente gli uomini della Polizia Stradale, per individuare elementi utili alle indagini, avevano cercato testimoni e visionato alcuni video delle telecamere presenti riuscendo ad acquisire le targhe di tutte le Audi transitate verso la Valle Camonica (totale 15 autoveicoli di marca Audi). I poliziotti effettuavano quindi un controllo sia sui veicoli Audi per i riscontri sui danni alla carrozzeria compatibili con il sinistro stradale sia presso le carrozzerie presenti sul territorio per la eventuale sostituzione dei pezzi danneggiati. La svolta alle indagini veniva data dal titolare di una carrozzeria che aveva ancora in officina le parti del veicolo sostituite e grazie alla fattura di riparazione è stato possibile individuare il proprietario del veicolo e poi il responsabile dell’incidente. Il conducente dell’Audi residente a Roma, non ha potuto che ammettere le proprie responsabilità.

La Polizia Stradale ricorda che l’articolo 189 del Codice della Strada prevede che l’utente della strada, in caso d’incidente comunque ricollegabile al proprio comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito delle lesioni.

Sono gravi le conseguenze giuridiche previste per il conducente che fugge dopo aver provocato lesioni, sarà infatti denunciato per omissione di soccorso e fuga, due reati che, al di là delle conseguenze penali ed amministrative, denotano anche la mancanza di senso di civiltà e correttezza nonché della capacità di assumersi le proprie responsabilità. 
E’ un dovere morale, oltre che giuridico espressamente previsto dal codice della strada, quello di fermarsi dopo aver provocato un incidente e soccorrere sempre gli eventuali feriti.

Modifica l’auto per nascondere 3 kg di cocaina e 120mila euro, arrestato un 25enne dalla Polizia di Stato

Al confine tra le provincie di Brescia e Bergamo, la Polizia di Stato di Brescia ha arrestato un “corriere della droga” sorpreso con oltre 3 chili di cocaina e 122mila euro in contanti.

L’attenzione del personale della Squadra Mobile, impegnato in specifici servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, è stata attirata da un cittadino marocchino che transitava ad andatura sostenuta alla guida di una Volkswagen Touran.

Fermato il veicolo, nonostante a un primo controllo non si fosse evidenziato nulla di anomalo, gli agenti si sono insospettiti per l’atteggiamento nervoso assunto dal conducente, e hanno ritenuto opportuna una ispezione più approfondita nei locali della Questura.

L’intuito degli investigatori si è rivelato esatto. Non senza stupore, infatti, i poliziotti si sono ritrovati davanti a una scena da film, scovando dei doppi fondi ricavati sotto i sedili anteriori, che il 25enne marocchino aveva celato mediante un ingegnoso meccanismo elettronico azionato con un magnete.

I cartelli internazionali di trafficanti mettono in campo strategie sempre più elaborate per eludere i controlli e assicurare la droga da immettere sui mercati. Non è un caso se gli schemi di distribuzione sono in continua evoluzione e spesso altamente sofisticati; attraverso le ingenti quantità di denaro di cui dispongono i trafficanti hanno modo di assumere i migliori cervelli nei settori giuridico, finanziario, logistico e chimico. Nei piani d’azione di alto livello, l’occultamento delle sostanze rappresenta uno degli elementi cruciali. Un sistema di trasporto ingegnoso e studiato al dettaglio è indispensabile per il trasporto dei grossi quantitativi di droga, che a scadenze fisse partono dai luoghi di produzione per arrivare a quelli di trasformazione e consumo.

Specie nei lunghi tragitti, le tecniche utilizzate per nascondere la droga sono le più varie. Fra i nascondigli più ricorrenti i doppifondi delle valigie, i vani realizzati nei serbatoi e nei cruscotti delle auto, i containers, i barattoli per le conserve e la frutta sciroppata, i tubetti per i dentifrici e le creme, le intercapedini realizzate nelle suole e nei tacchi delle scarpe, o così come individuato a Brescia attraverso un sistema ibrido tra tecnologia e creatività.

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I vani scoperti all’interno del veicolo dalla Sezione Antidroga della Mobile bresciana erano, difatti, completamente nascosti e invisibili anche a un occhio esperto. Ricavate nello spazio sottostante i sedili anteriori, mediante una modifica della carrozzeria, le cavità erano accessibili esclusivamente azionando un ingegnoso sistema idraulico di sollevamento a comando elettromagnetico. In pratica, dopo aver aperto il vano portaoggetti lato passeggero (per alimentare elettricamente il sistema) ed inserita la chiave d’accensione, lo spostamento del magnete sul cruscotto, ha permesso al sedile di sollevarsi, svelando un vano nel quale erano alloggiate quattro buste di nylon termosaldato, contenenti tre chilogrammi di cocaina; cambiando posizione al magnete si è azionato il meccanismo per far alzare il sedile passeggero che conteneva, nel vano nascosto, la somma di 122mila euro.

Un contegno molto sofisticato e costoso certamente realizzato da professionisti. Ora sono in corso le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Brescia, per ricostruire eventuali altre attività illecite realizzate con questo tipo di congegno. Dopo la convalida dell’arresto al cittadino marocchino è stata applicata la custodia cautelare presso il carcere Nerio Fischione di Brescia.



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