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La Polizia di Stato di Bolzano sventa una truffa

Vittima un'anziana, denunciate due persone

BOLZANO - I fatti si sono verificati lo scorso 19 febbraio, quando una signora, accompagnata da un suo conoscente, si è recata in Questura a Bolzano per denunciare agli Agenti della Squadra Mobile che la mattina del 18 febbraio 2026, è giunta sul suo telefono un sms, apparentemente proveniente da una nota società pay tech, che offre soluzioni di pagamento digitale per banche, imprese, istituzioni e Pubblica Amministrazione, riportante la comunicazione di una richiesta di autorizzazione di pagamento di 1.130 euro, con l’invito di chiamare un numero telefonico indicato nel messaggio stesso, qualora tale richiesta di autorizzazione al pagamento, non fosse stata effettivamente inoltrata dall’interessata.
Detta utenza, da accertamenti successivi svolti dalla Polizia, è risultata essere intestata ad uno degli indagati.

La signora ha contattato per tanto questo numero telefonico, apparentemente proveniente dalla pay tech, dove una voce maschile chiedeva qual era il suo problema. La stessa ha riferito all’operatore che era giunto il messaggio di cui sopra e questi le ha chiesto se nell’arco della mattinata fossero stati effettuati dei pagamenti. La donna ha risposto negativamente, quindi l’operatore ha chiesto qualche informazione sulla sua residenza. La stessa ha riferito di essere di Bolzano e l’interlocutore l'ha invitato a chiudere la chiamata, in quanto sarebbe stata immediatamente contattata dai Carabinieri.

Poco più tardi la denunciante ha ricevuto una telefonata, apparentemente riconducibile ai cCarabinieri, dopo di che è stata ricontattata, tramite una videochiamata a mezzo Whatsapp, dove è apparso il logo dei Carabinieri e la telecamera dell’interlocutore non proiettava alcuna immagine, da una utenza risultata intestata, anche questa, ad uno dei due indagati.

La medesima voce maschile si è presentata come un maresciallo dei carabinieri, il quale ha riferito che era in corso un’indagine sul personale infedele della banca, dove era giacente il conto corrente della signora. Quindi il sedicente carabiniere ha iniziato ad informarsi sulla sua situazione finanziaria, chiedendole se altre persone avessero la firma sul conto corrente, se avesse in essere altri conti correnti, infine quale fosse il saldo del suo conto corrente e se nella banca avesse più conti, giustificando il tutto per accertamenti di indagine.
L’uomo quindi ha fornito alla donna un iban e un nominativo, risultato poi essere quello di uno dei due presunti truffatori.


Il sedicente maresciallo ha riferito alla signora che per salvaguardare i suoi risparmi, avrebbe dovuto spostare l’intero importo sul predetto conto corrente, che era intestato ad un collaboratore della sua banca, per evitare truffe dopo di che, una volta terminati gli accertamenti, la somma sarebbe state riaccreditata sul suo conto corrente.
Quindi la signora è stata invitata ad eseguire l’operazione con un bonifico istantaneo, con una causale credibile, intimandole di non rivelare nulla agli impiegati della banca, in quanto potevano essere collusi anche loro.
Quindi la donna si è portata presso la filiale della sua banca, dove ha effettuato un bonifico del valore si 35.000 euro a favore del conto corrente intestato al presunto truffatore.
Una volta rincasata le è venuto però il dubbio di avere subito un raggiro e per tanto si è rivolta ad un suo conoscente, il quale l'ha accompagnata in Questura, dove i fatti accaduti sono stati narrati al personale della Squadra Mobile.
Venuti a conoscenza di quanto sopra, i poliziotti hanno effettuato immediati accertamenti in merito all’iban utilizzato per la truffa, constatando al fatto che lo stesso era stato acceso tramite filiale on-line di un Istituto di Credito, a favore di uno dei due malfattori.
Pertanto la Polizia ha provveduto ad informare l’Istituto di Credito in questione, che a seguito della richiesta ha inserito un blocco preventivo sul predetto iban e ha congelato la somma di 29.000 euro, ancora presente, poiché evidentemente 6.000 euro erano già stati prelevati dai malviventi
Successivamente, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, si è notificato all’Istituto di Credito il sequestro preventivo del conto corrente e della somma depositata, a tutela della signora, mentre i due presunti malfattori, cittadini italiani, sono stati denunciati ai sensi degli articoli 61 n.5 e 640 del Codice Penale (truffa aggravata).

La Polizia di Stato ritiene opportuno richiamare l’attenzione dei cittadini su alcune fondamentali misure di prevenzione da adottare contro le truffe: diffidare delle richieste urgenti di denaro o gioielli: nessuna forza dell’ordine o autorità giudiziaria chiede telefonicamente la consegna di contanti o preziosi per risolvere presunti problemi giudiziari di familiari; non fornire dati personali o bancari al telefono: codici, password, numeri di carte di credito o coordinate bancarie non devono mai essere comunicati a sconosciuti; verificare sempre l’identità dell’interlocutore: in caso di telefonate sospette, riagganciare e contattare direttamente il numero ufficiale dell’ente o del familiare coinvolto; non aprire la porta a sconosciuti: anche se si qualificano come appartenenti alle forze dell’ordine o ad altri enti, è sempre possibile chiedere di mostrare il tesserino attraverso lo spioncino e contattare il numero unico di emergenza per verifica; coinvolgere familiari o vicini di fiducia: parlare con persone di riferimento prima di prendere qualsiasi decisione può evitare gravi conseguenze.
Segnalare immediatamente ogni tentativo di truffa: anche se non andato a buon fine, informare tempestivamente le forze dell’ordine aiuta a prevenire ulteriori episodi.

Le truffe fanno leva su emozioni come paura, urgenza e senso di protezione verso i propri cari. È fondamentale mantenere la calma e prendersi il tempo necessario per verificare ogni informazione ricevuta. La collaborazione dei cittadini rappresenta uno strumento essenziale per contrastare questi fenomeni: segnalare situazioni sospette e diffondere la consapevolezza, soprattutto tra le persone più vulnerabili, contribuisce a rafforzare la sicurezza dell’intera comunità.
Ultimo aggiornamento: 23/02/2026 14:05:03

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