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Bressanone: armi prodotte con stampanti 3D a scuola

Carabinieri smantellano sodalizio di giovanissimi

BRESSANONE (Bolzano) - Una complessa e delicata attività d’indagine, condotta dai carabinieri della Stazione di Bressanone, ha permesso di sventare un pericoloso fenomeno di criminalità giovanile all'interno di un istituto scolastico locale. L'operazione, conclusa nelle ultime ore, ha portato al deferimento di due minori coinvolti in quella che era diventata una vera e propria filiera di produzione e compravendita di armi bianche.

L'indagine è scattata a seguito di una segnalazione qualificata circa la presenza di un gruppo di giovanissimi dediti ad attività illecite. Gli accertamenti hanno svelato una realtà inquietante: la fabbricazione di tirapugni in plastica rigida realizzati mediante l'utilizzo di moderne stampanti 3D.

Le perquisizioni, effettuate con estrema cautela per tutelare la sensibilità dei minori coinvolti, hanno permesso di rinvenire prove schiaccianti: in minore di soli quindici anni è stato trovato in possesso della stampante 3D utilizzata per la manifattura delle armi. Il giovane è stato deferito per la violazione dell'art. 695 c.p. (fabbricazione abusiva di armi); un minore infraquattordicenne è stato trovato in possesso di un tirapugni già ultimato.
Essendo minore di anni quattordici e quindi non imputabile, è stato segnalato alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni per la violazione dell'articolo 697 codice penale,

La stampante e i manufatti sono stati sequestrati. L'attività investigativa ha inoltre accertato che il gruppo aveva tentato di intimidire uno studente che aveva provato a segnalare le attività illecite ai propri docenti.

Il comandante della Compagnia carabinieri di Bressanone, ha dichiarato: "Il brillante risultato operativo odierno è la diretta consegna della rapida sinergia comunicativa tra gli istituti scolastici del territorio e l'Arma dei Carabinieri. Desidero sottolineare la proattività della direzione scolastica, che ha attivato immediatamente i nostri militari non appena ha avuto sentore di atti intimidatori nei confronti di uno studente coraggioso.
Il rischio legato all'uso improprio delle stampanti 3D è oggi paragonabile a quello delle droghe sintetiche fatte in casa: così come si possono sintetizzare sostanze pericolose partendo da farmaci comuni, oggi è possibile realizzare artefatti letali, come i tirapugni, grazie a modelli digitali reperibili online a costi irrisori. In assenza di una regolamentazione europea più stringente, l’unica arma di difesa che abbiamo è la supervisione dei genitori nei confronti dei figli, anche se giovanissimi o semi-imputabili. Quella che a qualcuno potrebbe sembrare una 'ragazzata' è stata in realtà un'operazione di rassicurazione sociale fondamentale. Siamo riusciti a tranquillizzare tante famiglie preoccupate per l'incolumità dei propri figli e questo dà il vero valore al nostro lavoro quotidiano: la prossimità e la tutela della comunità partendo dai banchi di scuola".
Ultimo aggiornamento: 23/02/2026 14:44:10

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