BOLZANO - La Compagnia carabinieri di Bolzano, al termine di una tempestiva e articolata attività investigativa, ha individuato e denunciato due soggetti ritenuti responsabili, in concorso, di truffa e tentata truffa ai danni di due signore anziane residenti nel capoluogo altoatesino.

L’episodio trae origine da una richiesta di intervento pervenuta alla Stazione carabinieri, a seguito della quale è stato ricostruito un raggiro riconducibile al noto modus operandi del cosiddetto “finto appartenente alle forze dell’ordine”. Le vittime sono state contattate telefonicamente da un uomo che, qualificandosi falsamente come operatore di polizia – presso la Questura di Bolzano, le ha indotte a consegnare informazioni e a predisporre la verifica dei propri beni preziosi, prospettando inesistenti attività investigative.
Nel corso dell’azione delittuosa, uno dei malviventi è riuscito ad introdursi presso l’abitazione di una delle vittime e ad asportare diversi monili in oro e preziosi, per un valore complessivo di circa 50.000 euro, mentre un secondo tentativo, posto in essere con modalità analoghe ai danni della sorella, è stato sventato grazie alla prontezza della stessa, che rifiutava la consegna dei beni.
Le immediate attività di indagine, coordinate dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bolzano, hanno consentito di acquisire fondamentali elementi probatori attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti sul territorio.
Tali riscontri hanno permesso di identificare il veicolo utilizzato dai responsabili e di ricostruirne gli spostamenti.
Determinante si è rivelato il coordinamento su scala nazionale tra i diversi presidi delle forze di polizia: l’autovettura sospetta è stata infatti intercettata e fermata lungo l’autostrada A1 da personale della Polizia Stradale, che ha proceduto all’identificazione dei soggetti a bordo e al recupero della refurtiva, integralmente riconducibile a quella sottratta poco prima.
I due individui sono stati quindi denunciati all’Autorità Giudiziaria competente per i reati contestati, mentre i preziosi sono stati sottoposti a sequestro in attesa di restituzione alla legittima proprietaria.
L’operazione testimonia ancora una volta l’efficacia dell’azione sinergica tra i reparti territoriali e le articolazioni specialistiche delle forze di polizia, nonché l’elevato livello di attenzione dell’Arma dei Carabinieri nella prevenzione e repressione dei reati predatori, in particolare quelli che colpiscono le fasce più vulnerabili della popolazione.
Dichiarazione del Comandante della Compagnia Carabinieri di Bolzano, Ten. Col. Stefano Esposito Vangone: “L’esito dell’attività investigativa rappresenta il frutto della professionalità, della dedizione e del senso del dovere dei militari della Compagnia di Bolzano, che quotidianamente operano con competenza e spirito di servizio a tutela della collettività. Desidero esprimere il mio più sincero apprezzamento per l’impegno profuso da tutti gli operatori coinvolti e per la collaborazione interforze che ha consentito di raggiungere un risultato significativo in tempi rapidi. L’Arma dei Carabinieri continuerà a mantenere altissima l’attenzione su questo tipo di fenomeni, intensificando anche le attività di prevenzione e sensibilizzazione a favore dei cittadini”.
Le vittime hanno dichiarato: “Siamo grati per l’eccezionale e impressionante lavoro svolto dai Carabinieri di Bolzano, così come per la collaborazione tra le Forze dell’Ordine a livello statale. I Carabinieri sono intervenuti la sera stessa in tempi rapidissimi, assistendoci con massima professionalità e disponibilità, nonché pieni di comprensione dell’accaduto. Senza perdere neppure un secondo, hanno poi lavorato per tutta la notte per chiarire l’accaduto e per arrestare i malviventi. È ammirevole che, nel giro di poche ore, le Forze dell’Ordine non solo siano riuscite a fermare e arrestare i colpevoli, ma anche a recuperare l’intero bottino di gioielli rubati. Si tende a pensare di non poter mai diventare vittime di un simile inganno, ma la sicurezza e la familiarità dimostrate da veri professionisti sono sconvolgenti e, nel momento stesso, diventa molto difficile comprendere che si tratta di una semplice truffa. Ci auguriamo che la conoscenza di tali episodi continui ad essere diffusa e che l’intenso lavoro dei Carabinieri, nonché delle Forze dell’Ordine nel sensibilizzare su questi rischi venga sempre più apprezzato e riceva maggiore attenzione”.