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Sondrio: gli episodi all'istituto De Simoni diventano un caso nazionale

Intervento del coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti Umani

SONDRIO - Il coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime viva attenzione e profonda preoccupazione in merito ai fatti riguardanti una classe prima dell’Istituto tecnico “De Simoni” di Sondrio, dove numerose famiglie denunciano un clima caratterizzato da episodi di bullismo, intimidazione e aggressività tali da compromettere il benessere psicologico e la serenità degli studenti.

"Le vicende emerse non possono essere considerate semplici manifestazioni episodiche di conflittualità adolescenziale - sottolineano dal Coordinamento nazionale docenti delle disciplina diritti umani -. Quando all’interno di un contesto scolastico si diffondono paura, tensione costante, senso di insicurezza e progressiva sfiducia nei confronti delle figure adulte di riferimento, si rende evidente una frattura che coinvolge non soltanto i singoli comportamenti, ma la qualità stessa delle relazioni educative e della convivenza civile. Particolarmente allarmanti risultano le segnalazioni relative a comportamenti intimidatori, aggressioni fisiche e atteggiamenti reiterati di sopraffazione che avrebbero inciso profondamente sulla quotidianità scolastica di alcuni studenti, inducendo perfino diverse famiglie a valutare il trasferimento dei propri figli in altri istituti.
Una scuola percepita come luogo di vulnerabilità e non di crescita rappresenta un segnale che non può essere ignorato né minimizzato"

La funzione educativa delle istituzioni scolastiche non si esaurisce nell’applicazione di misure disciplinari, pur necessarie nei casi più gravi, ma richiede la capacità di costruire ambienti fondati sull’ascolto, sul rispetto reciproco, sul riconoscimento dell’altro e sulla presenza autorevole della comunità adulta. Ogni situazione di disagio protratto nel tempo evidenzia la necessità di un’azione condivisa e continuativa capace di intercettare precocemente segnali di fragilità, disorientamento e aggressività relazionale. In una fase storica in cui molti adolescenti sperimentano difficoltà nella gestione delle emozioni, nella costruzione della propria identità e nella percezione dei limiti, la scuola è chiamata a svolgere un ruolo centrale di orientamento umano e civile.

"La crescita delle giovani generazioni passa inevitabilmente attraverso la qualità delle relazioni che gli adulti riescono a promuovere, custodire e testimoniare quotidianamente - conclude il professor Romano Pesavento, presidente del Coordinamento nazionale docenti delle disciplina diritti umani - Il CNDDU ritiene indispensabile che ogni episodio segnalato venga affrontato con tempestività, equilibrio e trasparenza, garantendo piena tutela agli studenti coinvolti e favorendo il ripristino di un clima scolastico sereno e inclusivo. È altresì necessario rafforzare, in modo strutturale, percorsi educativi orientati alla responsabilità, alla cittadinanza consapevole, al rispetto della dignità umana e alla prevenzione di ogni forma di violenza e marginalizzazione. La scuola deve continuare a rappresentare il luogo in cui ciascuno possa sentirsi accolto, riconosciuto e protetto. Quando uno studente vive l’esperienza scolastica con timore o senso di solitudine, viene meno non soltanto una condizione essenziale per l’apprendimento, ma uno dei principi fondamentali su cui si fonda la convivenza democratica".
Ultimo aggiornamento: 11/05/2026 08:43:45

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