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Coppia di Pian Camuno arrestata per ricettazione di utensili

mercoledì, 19 maggio 2021

Pian Camuno – I carabinieri della Stazione di Artogne (Brescia) recuperano refurtiva per un valore di centomila euro e arrestano una coppia di cittadini romeni, lui 33 anni, lei 32 anni, residenti a Pian Camuno (Brescia).

L’ordinanza di applicazione delle due misure cautelari è stata emessa dal Gip del Tribunale di Brescia e il reato contestato è ricettazione in concorso.

Le indagini erano state avviate ad aprile del 2020: i militari avevano scoperto che marito e moglie si occupavano della “rivendita online” di utensili elettrici professionali, comunemente utilizzati per i lavori nei cantieri edili.

Le inserzioni, pubblicate sui social, hanno insospettito i militari che, dopo le preliminari verifiche, hanno deciso di avviare approfondimenti, risalendo ai coniugi romeni.

Dopo aver individuato la loro abitazione, hanno perquisito il garage e all’interno hanno sequestrato numerose valigie contenenti trapani, livelle laser, smerigliatrici e avvitatori di note marche del settore, il cui valore ammontava a circa centomila euro.

Le successive indagini hanno permesso di accertare che quegli attrezzi erano tutti di provenienza furtiva, frutto di colpi in numerose città del nord Italia e il garage della coppia romena era il “covo” ove la refurtiva era stata stoccata prima di essere venduta e spedita agli ignari acquirenti.

Dall’esame del computer e dei telefoni sequestrati agli indagati, sono spuntate migliaia di chat relative alle trattative di compravendita degli utensili da lavoro, comprensive di descrizione dei prodotti, fotografie e prezzo richiesto.

I carabinieri con un lavoro minuzioso hanno catalogato la refurtiva e gran parte della stessa è stata restituita agli aventi diritto, che nel frattempo avevano presentato denuncia di furto. Durante l’arresto i militari hanno nuovamente perquisito l’abitazione dei due, sottoponendo a sequestro una decina di attrezzi, oltre a 70 confezioni di spazzolini elettrici e circa 5000 euro in contanti, ritenuti di provenienza illecita. Il 33enne è stato associato in carcere a Brescia, mentre la moglie è ai domiciliari.




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