TRENTO - La Giunta provinciale ha definito i criteri del Bando Energia Sviluppo, la misura che sostiene gli investimenti delle imprese finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione dei consumi, con l’obiettivo di garantire un miglioramento energetico annuo di almeno il 2% delle unità operative interessate. Determinante, ai fini dell’accesso al contributo, sarà la diagnosi energetica pre-intervento da allegare alla domanda per certificare i risultati attesi.
Il bando, annunciato nei giorni scorsi dal presidente Maurizio Fugatti e dal vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli, finanzia investimenti compresi tra oltre 25mila euro e 500mila euro. Per le imprese che operano presso i committenti, il miglioramento energetico sarà calcolato sui consumi dei beni impiegati nell’attività economica. Gli investimenti potranno riguardare sia le unità operative sia il parco mezzi aziendale.
"Con il bando - ha affermato l'assessore Spinelli - confermiamo l'obiettivo di incentivare gli investimenti per ridurre i consumi e aumentare la competitività delle imprese, trasformando le attuali criticità dettate dalle tensioni globali in un’opportunità di sviluppo e resilienza economica.
L'intento è di migliorare la competitività del sistema economico trentino, accompagnando le imprese in un percorso di innovazione ed efficientamento, sostenibilità e tenuta occupazionale".
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'intervento prevede contributi a fondo perduto destinati a piccole, medie e grandi imprese attive sul territorio provinciale e iscritte nel Registro delle imprese entro il 30 novembre 2025. Potranno accedere al bando le realtà operanti nei settori dell’industria estrattiva e manifatturiera, delle costruzioni, del commercio all’ingrosso, dei trasporti e magazzinaggio, delle scuole guida e della gestione dei rifiuti. Saranno ammesse le iniziative avviate da a partire dal primo giugno 2026 e concluse entro 18 mesi dalla concessione dell’incentivo.
Tra le spese ammissibili rientrano interventi su fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature, mezzi di trasporto, programmi informatici, brevetti, licenze, consulenze tecniche e spese generali collegate al progetto. I soggetti beneficiari saranno tenuti al mantenimento del codice Ateco ammesso, alla permanenza dell’attività sul territorio provinciale, al non distoglimento dei beni agevolati, alla regolarità contributiva e all’applicazione ai dipendenti dei contratti collettivi individuati dalla Giunta provinciale.
L’agevolazione sarà concessa in regime “de minimis” con un contributo pari al 30% delle spese ammissibili. La percentuale potrà aumentare del 10% per le imprese energivore che nel 2025 abbiano sostenuto costi energetici superiori al 30% dei costi complessivi di produzione, oppure del 5% per le imprese che, entro la rendicontazione finale, concederanno a una Cacer, a una società Esco o a una Sgr il diritto di installare un impianto fotovoltaico sulla propria unità operativa.
La procedura di presentazione delle domande sarà automatica e affidata all'Agenzia provinciale incentivazione attività economiche (Apiae) attraverso una piattaforma informatica provinciale.