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Trento, 60 posti in più e Centro diurno Alzheimer: via ai lavori alla Rsa San Bartolomeo

Il nuovo volume sorgerà di fronte all’esistente, secondo i principi dell’approccio salutogenico

TRENTO - È stato consegnato oggi, alla Costruzioni Calzà Srl, il cantiere per l’ampliamento della Rsa San Bartolomeo che, a fine lavori, potrà contare su 60 posti in più e su un nuovo Centro diurno Alzheimer. Tutto questo consentirà, tra le altre cose, il trasferimento dei residenti della Rsa di Gabbiolo, ospitata in un edificio storico e dunque non del tutto adatto alle esigenze socio assistenziali delle RSA di oggi che ospitano persone con limitazioni sempre maggiori, e che tornerà tra le disponibilità del Comune di Trento. Ricordiamo che la Apsp Civica di Trento gestisce al momento 4 Rsa: oltre le due già citate, ci sono infatti la “Stella del mattino” di Gardolo e gli “Angeli custodi” di via della Collina. Gestisce inoltre la Casa soggiorno sempre in via della Collina, gli Alloggi protetti di via Molini e un Centro diurno Alzheimer.

La struttura di San Bartolomeo ha attualmente 124 posti convenzionati, cui se ne aggiungeranno, come detto, 60. Il nuovo volume sorgerà di fronte a quello esistente, ma sarà più basso e si integrerà perfettamente con l’area a parco.

Il momento della consegna del cantiere ha visto la presenza dei diversi attori coinvolti: la Civica con la presidente Michela Chiogna, la direttrice Francesca Galeaz e la direttrice lavori Silvia Filz; la ditta Calzà vincitrice dell’appalto, la Provincia con l’assessore Mario Tonina e il Comune col sindaco Franco Ianeselli. Ieri (mercoledì) il progetto è stato presentato ai lavoratori della Civica e ai rappresentanti dei Residenti.

La Presidente Michela Chiogna: «Questo progetto è partito in maniera forse un po’ inusuale, con un concorso di progettazione. Ha attraversato anche una serie di problematiche tra cui, su tutto, la pandemia e i conseguenti rialzi dei prezzi. Va detto che abbiamo coinvolto nella progettazione le persone che vivono la nostra casa e abbiamo anche fatto la scelta di avere un tecnico interno, l’ingegnera Filz, che seguirà il lavoro in prima persona. Vorrei anche dare una suggestione: questi nuovi posti consentono di spostare i residenti di Gabbiolo: struttura che non nasce come Rsa e dunque mostrava qualche difficoltà nella gestione di alcune attività. Eppure, ha funzionato per oltre 30 anni, e le persone ospitate là hanno sempre espresso grande soddisfazione. Per questo sarebbe bello poter ipotizzare un suo rilancio, magari in veste di Rsa leggera: modello di cui si parla da qualche tempo».

La Direttrice dell’Apsp, Francesca Galeaz: «Abbiamo cercato di condividere il più possibile, con lo staff, i residenti e i familiari, tutte le fasi progettuali. Sappiamo che avere un’area di cantiere davanti alla nostra Rsa porterà qualche difficoltà, ma continueremo a mantenere costantemente informati e partecipi tutti i nostri interlocutori, per portare avanti quella che è una grandissima opportunità per la nostra struttura».

Il Sindaco Franco Ianeselli: «L’ampliamento della Rsa San Bartolomeo rappresenta un passaggio importante per la città. L’invecchiamento della popolazione ci chiede strutture sempre più adeguate e servizi capaci di rispondere ai bisogni reali delle persone, con attenzione alle fragilità e maggiore domiciliarità per chi può continuare a vivere nella propria casa. Il compito della politica è anche quello di anticipare i bisogni e pianificare le soluzioni: per questo vogliamo lavorare a un piano per l’invecchiamento attivo. Siamo inoltre soddisfatti che per questa nuova struttura sia stato scelto il concorso di progettazione, un metodo sicuramente più impegnativo, ma che permette di far emergere le idee migliori».

Queste le parole dell’Assessore provinciale Mario Tonina: «Oggi diamo il via a un cantiere che rappresenta un pilastro fondamentale nel potenziamento della nostra rete di assistenza territoriale.
Con un investimento complessivo che supera i 10,3 milioni di euro — di cui quasi 10 milioni sostenuti direttamente dalla Provincia — non stiamo solo ampliando una struttura portandola a 185 posti, ma stiamo migliorando la tipologia di risposta di cura da dare ai nostri cittadini non più autosufficienti, con un lavoro corale che mette al centro il benessere psicofisico di ospiti e operatori che vivono quotidianamente la casa.

Ringrazio la Presidente Michela Chiogna e tutta l’Apsp Civica di Trento per l’impegno profuso. Questo progetto, che include anche un nuovo Centro diurno Alzheimer, dimostra come le risorse messe a disposizione dalla Provincia si trasformino in risposte concrete e d'eccellenza per le nostre comunità, inserendosi in un piano di ammodernamento che sta coinvolgendo molte realtà del nostro territorio».

La genesi del progetto presenta caratteri di innovazione già nella scelta delle procedure di gara oltre che nei contenuti progettuali. Si è infatti scelto di procedere con un concorso di progettazione che è stato pubblicato a dicembre 2019. Risultarono vincitori, a gennaio 2021, RTP Studio Azzali snc e ing. Roberta Re. La progettazione definitiva è stata approvata nel settembre 2021 e quella esecutiva nel dicembre 2024. La gara d’appalto è stata aggiudicata nel dicembre 2025. Costruzioni Calzà ha proposto un ribasso del 10,765% sull’importo complessivo (comprensivo degli oneri di sicurezza) a base d’asta: 8.104.078,09 €. L’importo da contratto è dunque 7.243.221,18 €, di cui 350 mila finanziati dalla Civica e il resto da contributo provinciale. L’inizio dei lavori è giovedì 5 marzo e la durata è stimata in 878 giorni. Questo percorso, frutto di un lavoro trasversale con gli uffici provinciali, in particolare con Marcello Guidi, gli uffici comunali, il pool di progettazione e il personale interno della struttura e con la collaborazione dell’università di Trento in particolare del prof. Rossano Albatici, si è svolto durante i duri anni del Covid.

Il progetto si ispira al concetto di “salutogenesi”, che propone un rovesciamento dell’approccio al tema della salute, chiedendosi non solo quali sono gli elementi che provocano l’insorgere di una malattia (approccio patogenico), ma anche quali sono i fattori generatori di salute (approccio salutogenico).

Diventano importanti, quindi, non solo aspetti biomedici e fisiologici, ma anche fattori ambientali, psicologici, emozionali, spirituali e sociali. Si tengono in considerazione il comfort dei residenti ma anche degli operatori e dei visitatori. Ne nasce una visione complessiva che integra fisico (struttura), spirito (luce) e ambiente (verde e vedute).

La progettazione del verde, internamente ed esternamente, è stata integrata con quella architettonica e ingegneristica. Il verde, infatti, attraverso il suo lento ma continuo processo di rigenerarsi e rinnovarsi, è in grado di suscitare un vero e proprio processo di salutogenesi; la trasparenza delle ampie vetrate scandite dagli elementi strutturali in legno lamellare, assieme all’inserimento di piante verdi anche internamente, consentirà di avere una percezione anche temporale degli ambienti, non più statica ma dinamica. Questa percezione unitaria diminuisce sensibilmente il problema del disorientamento degli utenti anziani e aumenta il comfort ambientale degli utenti.

Gli spazi interni, arricchiti di contrazioni ed espansioni, di linee rette e curvilinee, con un uso cosciente del colore e dell’arredo, scardinano la monotonia esperienziale tipica degli ambienti di cura permettendo di sperimentare situazioni ambientali sempre nuove.

La scelta dei materiali e delle forme ha tenuto in considerazione anche la componente di ottimizzazione dell’acustica dei luoghi. Negli ambienti di relazione, soprattutto i soggiorni e le sale da pranzo, dove la componente di dialogo e attività è più vivace, sono stati previsti dispositivi e materiali specifici atti ad attenuare il fenomeno del riverbero, migliorando il confort degli utenti, in particolar modo di quelli ipoacusici.

L’uso di materiali naturali per i letti e per gli arredi aiuta a ricreare un contesto familiare accogliente. La semplificazione dei percorsi si accompagna sempre a una forte caratterizzazione degli stessi in maniera che l’utente abbia sempre la possibilità di capire dove si trova.
Ultimo aggiornamento: 05/03/2026 17:57:36

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