TRENTO - I recenti dati resi noti dal
Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) dei
Carabinieri di Trento relativi all’attività del 2025 dipingono un quadro preoccupante sulla sicurezza alimentare nella nostra regione. Se da un lato è apprezzabile l’intensa e capillare azione di controllo delle Forze dell’Ordine, dall’altro i numeri emersi sono allarmanti e richiedono una riflessione profonda e un impegno rafforzato da parte di tutte le istituzioni.

• 12.800 chilogrammi (quasi 13 tonnellate) di alimenti sequestrati e sottratti al consumo.
• 387 sanzioni amministrative elevate, per un valore complessivo di circa 288.000 euro.
• 140 esercenti segnalati alle autorità competenti.
• 5 denunce all’Autorità Giudiziaria.
• 3 attività sospese o chiuse per gravi carenze igienico-strutturali: una malga, una mensa e una fattoria didattica.
Questi dati non sono semplici statistiche, ma raccontano di gravi carenze igieniche, della vendita di prodotti scaduti (in alcuni casi da mesi), della mancata applicazione dei protocolli HACCP e della conservazione inadeguata di alimenti.
Episodi che mettono a rischio la salute dei consumatori e minano la fiducia in settori vitali.
"Come Federconsumatori, e in particolare nella nostra realtà territoriale trentina, osserviamo con preoccupazione il ripetersi di certe criticità - commenta Pasquale Prete della Federconsumatori del Trentino -. Questi dati dimostrano come, accanto a una maggioranza di operatori corretti, permangano situazioni inaccettabili che vanno contrastate con determinazione. La nostra associazione è da sempre in prima linea nel raccogliere le segnalazioni dei cittadini e nel sollecitare interventi efficaci".
Federconsumatori esprime apprezzamento per il lavoro svolto dai Carabinieri del NAS. Tuttavia, questi risultati impongono di lanciare un appello alle istituzioni e al mondo della ristorazione e della distribuzione:
Potenziamento dei controlli: L’attività del NAS deve essere sostenuta e rafforzata, garantendo risorse adeguate per una vigilanza ancora più frequente e imprevedibile, soprattutto nelle strutture già segnalate o a rischio.
Tolleranza zero: Per le violazioni più gravi che mettono a repentaglio la salute pubblica, come la somministrazione di cibo scaduto o in condizioni igieniche critiche, devono essere applicate sanzioni veramente dissuasive e deve essere prevista la sospensione immediata dell’attività.
Informazione trasparente ai consumatori: I cittadini hanno il diritto di conoscere i risultati dei controlli. Sosteniamo iniziative che rendano più accessibili e comprensibili le valutazioni sull’igiene degli esercizi.
"I dati del 2025 confermano che non possiamo abbassare la guardia - conclude Pasquale Prete -. Federconsumatori continuerà a monitorare la situazione e a rappresentare le istanze dei consumatori, per tutelare la qualità e la sicurezza alimentare".