MILANO - Nella seduta di ieri il Consiglio regionale della Lombardia, presieduto da
Federico Romani, ha svolto il question time. Di seguito una sintesi del dibattito.
Rischio frane ed esondazioni sul fiume Oglio nel comprensorio Valle Camonica – Alto Sebino – Valle di Scalve
I Consiglieri del Gruppo Misto,
Massimo Vizzardi, Luca Ferrazzi e
Pietro Macconi, hanno chiesto alla Giunta come intenda procedere per garantire il potenziamento e l'adeguatezza dei sistemi di monitoraggio e allerta per la prevenzione e gli interventi in emergenza sul rischio frane ed esondazioni lungo tutta l'asta nord lacuale del fiume Oglio e dare risposta alle richieste contenute nella lettera presentata il 3 settembre scorso dai 17 Sindaci del territorio della bassa Valle Camonica, Val di Scalve e Alto Sebino, che complessivamente contano una popolazione di circa 70.000 abitanti. Nel documento si proponeva la realizzazione di un progetto integrato per la prevenzione e la gestione del rischio idrogeologico lungo il fiume Oglio, destinato a Enti locali e strutture di protezione civile, con stazioni meteo avanzate, sensori per il monitoraggio dei livelli del fiume e delle aree a rischio dissesto, telecamere in tempo reale e collegamenti satellitari. Sono, inoltre, previsti protocolli condivisi per la comunicazione dei rilasci idrici dagli impianti idroelettrici, interventi di manutenzione degli alvei e delle sponde e un programma coordinato di opere di mitigazione del rischio, definito in base alla gravità delle criticità e alla popolazione esposta.
Nella sua risposta
Mauro Piazza, Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio Regionale, ha precisato che Regione Lombardia e ARPA, in risposta alle sollecitazioni dei Sindaci, stanno potenziando il sistema di monitoraggio e allertamento dei rischi naturali attraverso la nuova piattaforma integrata sviluppata con ARIA, “
la quale combina sensori, radar e modelli previsionali con avvisi automatici. Parallelamente, le autorità territoriali di Brescia e Bergamo svolgono controlli, interventi di manutenzione e rimozione di materiale inerte nei corsi d'acqua più critici”. Per la gestione delle colate detritiche, ARPA monitora decine di frane e coordina, insieme alla Comunità Montana della Valle Camonica, una rete di sensori pluviometrici e idrometrici sostenuta con circa 1,5 milioni di euro. “
Tali azioni rientrano nella strategia regionale di adattamento climatico, puntando a un'integrazione sempre più efficace tra i dati previsionali, i gestori delle infrastrutture, come RFI ed ANAS, e la risposta operativa dei vari Enti locali”, ha concluso Piazza.
Sistema Informativo Socio Sanitario (SISS)
A seguito dei continui e ripetuti disservizi della piattaforma gestita dalla società regionale ARIA, che di recente ha registrato l'ennesimo blocco nel Bresciano, nel question time a firma di
Michela Palestra (Patto Civico) è stato chiesto
quali soluzioni correttive e modelli gestionali alternativi siano stati concretamente avviati per garantire la stabilità di un'infrastruttura così importante per la qualità dei servizi offerti ai cittadini lombardi.
“Durante il Consiglio regionale dello scorso maggio, l'Assessore al Welfare Guido Bertolaso aveva già riconosciuto la natura non episodica del problema, annunciando la valutazione di verifiche tecnico-giuridiche per superare l'attuale modello di affidamento” ha precisato
Michela Palestra.
I dati diffusi dalla Federazione italiana Medici di Medicina Generale e riportati nel documento evidenziano una situazione critica tra il 2024 e il 2025:
382 incidenti complessivi tra blocchi totali, rallentamenti e malfunzionamenti parziali;
5.051 ore totali di disservizio, pari a un problema tecnico quasi
un giorno lavorativo su due e quasi il 60% del tempo se si considerano solo i giorni lavorativi. I guasti hanno colpito 177 volte gli ospedali, 118 i medici di medicina generale, 74 le farmacie e 88 volte con ricadute dirette sui cittadini.
Secondo il Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio,
Mauro Piazza, “le criticità emerse negli ultimi anni sul SISS sono note e sono state oggetto di una approfondita analisi da parte della Direzione Generale Welfare. È opportuno distinguere il piano infrastrutturale da quello organizzativo e gestionale. Dal punto di vista tecnologico, l'infrastruttura regionale è stata progressivamente potenziata e il percorso di ulteriore rafforzamento prevede il trasferimento al Polo Strategico Nazionale, a partire dal prossimo 27 settembre. L'obiettivo è quello di ridurre il numero, la durata e la gravità dei disservizi attraverso un modello fondato sul monitoraggio continuo, sulla prevenzione, sulla presa in carico unitaria delle problematiche e su una maggiore capacità di intervento. Il Polo Strategico Nazionale rappresenta un passaggio tecnico e Regione Lombardia monitorerà con attenzione questa fase di transizione e giudicherà il nuovo assetto dai risultati che verranno”.
Tutela della salute e sicurezza dei lavoratori esposti al caldo estremo
Il question time a firma di
Paola Pizzighini (M5Stelle) ha chiesto se Regione Lombardia intende superare la gestione emergenziale delle ondate di calore e la grave crisi della sicurezza sul lavoro adottando un
Protocollo Quadro Regionale permanente per il Caldo, con l'obbligo di riorganizzazione dei turni e allestimento delle aree nei cantieri. Nel documento si è domandato, inoltre, se è previsto
un piano straordinario e urgente di assunzioni di ispettori e tecnici della prevenzione delle ATS, per garantire controlli capillari e continui per la tutela della salute dei lavoratori.
L'iniziativa muove dai dati di ARPA Lombardia, che certificano l'estate 2026 come
la più calda mai registrata dal 1951 sul territorio regionale, con un'anomalia media di +3,1 °C e picchi superiori ai 39 °C in pianura. I dati scientifici del progetto "Worklimate" (INAIL-CNR) dimostrano che nei giorni in cui si superano i 35 °C
il rischio complessivo di infortuni sul lavoro aumenta fino al 15%, a causa di colpi di calore, sincopi e cali di attenzione.
Nel corso dell'audizione dello scorso 7 settembre in
Commissione Speciale Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, le organizzazioni sindacali hanno denunciato la grave situazione lombarda:
75 lavoratori deceduti in Lombardia nel corso del 2026;
aumento del
10% di denunce di infortunio rispetto allo stesso periodo del 2025;
personale ispettivo dimezzato, dal 2010 a oggi i tecnici e medici dei servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle ATS (PSAL) si sono ridotti del 50%, rendendo quasi impossibili i controlli capillari sul territorio.
“Attualmente è in corso una revisione complessiva del Piano Caldo Nazionale, per definire un quadro organico di interventi per la prevenzione e la gestione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione e dei lavoratori – ha detto il Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio
Mauro Piazza -.
Per quanto riguarda la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, Regione Lombardia ha adottato specifiche ordinanze che prevedono, nei settori agricolo, florovivaistico, estrattivo e nei cantieri edili all'aperto, la sospensione delle attività lavorative nelle ore centrali della giornata nei giorni di rischio elevato per esposizione di calore. Si evidenzia, infine, che l'attività di vigilanza e controllo in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ha registrato un significativo incremento nell'attuale legislatura. In particolare, nel periodo 2022-2025 il numero dei controlli effettuati è aumentato di circa 15.000 unità (più 28% rispetto al periodo precedente). Regione Lombardia continuerà a consolidare le misure di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori, valorizzando il coordinamento con le future indicazioni nazionali che saranno definite nell'ambito della revisione del piano” ha concluso
Mauro Piazza.
Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA): adeguamento costi assistenza e definizione tariffe per persone affette da Alzheimer
Nell’interrogazione a firma di
Davide Casati (PD) è stato chiesto l'immediato
adeguamento delle tariffe delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e la definizione di quote specifiche per i pazienti affetti da Alzheimer in fase avanzata o gravi patologie neurodegenerative. In particolare, si intendeva sapere
quali azioni regione Lombardia intende avviare entro i 90 giorni stabiliti dal TAR per aggiornare i costi standard delle prestazioni residenziali e per fissare tariffe ad hoc che azzerino la compartecipazione economica a carico delle famiglie lombarde.
L'iniziativa fa seguito alle
sentenze di agosto 2026 pubblicate dal TAR Lombardia, che hanno accolto i ricorsi di diciannove enti gestori. Il Tribunale Amministrativo ha dichiarato illegittima l'inerzia e il "silenzio-inadempimento" di Regione Lombardia, imponendo un
ultimatum perentorio di 90 giorni per provvedere all'aggiornamento tariffario, pena la nomina di un commissario ad acta.
“
Secondo la giurisprudenza più recente, quando la prestazione socio-assistenziale è inscindibile da quella sanitaria, come nei casi complessi di Alzheimer, il costo dovrebbe essere interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Il mancato recepimento di questo principio da parte della Regione sta generando gravi difficoltà” ha spiegato
Davide Casati.
“Regione Lombardia ha già intrapreso negli ultimi anni un percorso di incremento delle risorse destinate al settore sociosanitario. Solo negli ultimi due anni sono stati stanziati oltre 70 milioni di euro per le unità di offerta sociosanitaria prevalentemente a beneficio delle RSA. Occorre evidenziare che il TAR non si è pronunciato sul merito delle questioni prospettate, né ha individuato specifiche soluzioni tariffarie da adottare, ma solo sul dovere dell'Amministrazione di concludere il procedimento affidando alla competenza regionale le valutazioni di merito e le conseguenti determinazioni amministrative. La Commissione Salute ha stabilito la costituzione di un gruppo di lavoro interregionale, coordinato da Regione Lombardia, con il mandato di ricostruire il quadro del settore, mappare le difformità tra le aree territoriali e quantificare l'impatto economico”. Con queste parole
il Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio
Mauro Piazza ha risposto all’interrogazione.
Tariffe trasporto sanitario
In un question time il Consigliere
Matteo Piloni (PD) ha chiesto quali iniziative la Regione intenda adottare per far fronte all'aumento dei costi dei carburanti e degli altri oneri che gravano sui soggetti convenzionati con AREU per il trasporto sanitario, al fine di garantire la sostenibilità economica, standard elevati di sicurezza, qualità ed efficienza del servizio. Il documento ha posto anche il tema degli interventi di adeguamento delle tariffe che consentano di assicurare la continuità, la qualità e l'appropriatezza delle prestazioni erogate ai cittadini, con particolare attenzione ai servizi di trasporto destinati ai pazienti sottoposti a dialisi e alle persone con disabilità.
Rispondendo all’interrogazione,
Mauro Piazza, Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio Regionale, ha assicurato l’impegno costante di Regione Lombardia sulla vicenda. “
Regione Lombardia e AREU monitorano costantemente i costi del trasporto sanitario ed emergenziale, garantendo la sostenibilità del servizio ed eventuali conguagli per spese impreviste. Per contrastare l'aumento dei costi tra cui carburante, manutenzione, inflazione), la Giunta ha già aggiornato le tariffe: +28% per i trasporti di pazienti dializzati e +19% per altri trasporti sanitari, stanziando 6,5 milioni di euro aggiuntivi a partire dal 2023. Ulteriori adeguamenti tariffari saranno valutati in base alle disponibilità del bilancio regionale per assicurare la continuità del servizio”.
Insoddisfatto della riposta il Consigliere Piloni che ha rimarcato come non vi sia da parte di Regione alcuna iniziativa concreta.
Risorse statali e regionali per l’attuazione dell’Accordo di Bacino Padano
Il Presidente della Commissione
Programmazione e bilancio,
Davide Caparini (Lega) ha chiesto all’Assessore competente di indicare l’ammontare delle risorse statali e regionali, dal 2017 a oggi, destinate alle misure dell’Accordo di Bacino Padano, distinguendo tra somme impegnate, liquidate e ancora inutilizzate per ciascun settore di intervento. Si chiede, inoltre, come la Giunta intenda garantire la copertura finanziaria delle misure dopo la riduzione del Fondo nazionale. Nel documento viene riportato che l’Accordo di Bacino Padano del 9 giugno 2017 impegna Stato e Regioni a finanziare misure su mobilità, riscaldamento e biomasse, agricoltura e combustioni. Sul Fondo nazionale per la Qualità dell’aria nella Pianura Padana (cap. 8404) alla Lombardia risultano assegnati, per il solo periodo 2020-2025, tra 165 e 175 milioni di euro e che dagli atti consiliari risulta che nel 2021-2024 sono state approvate misure per circa 129 milioni, di cui solo circa 65 milioni liquidati.
Nella sua risposta
Giorgio Maione, Assessore all'Ambiente, ha precisato che Regione Lombardia, nell'ambito degli accordi per il Bacino Padano, gestisce circa 195 milioni di euro statali per il periodo 2020-2028 destinati al miglioramento della qualità dell'aria. Di questa somma, circa 170 milioni sono già stati impegnati per interventi sul rinnovo del parco veicolare, la sostituzione degli impianti a biomassa, l'agricoltura e la mobilità urbana. Dei 25 milioni residui per gli anni 2025-2027, la Regione ha già presentato al Ministero dell'Ambiente due proposte da 22 milioni per rifinanziare gli incentivi a veicoli ed impianti. Contestualmente, di fronte alla riduzione e al posticipo dei fondi statali previsti per il triennio 2026-2028 al periodo 2029-2031, la Lombardia ha avviato un confronto con il Governo e le altre Regioni coinvolte per chiederne il ripristino immediato. “
L'obiettivo – ha dichiarato Maione -
è garantire continuità alle misure già collaudate e accelerare il raggiungimento dei target ambientali nazionali ed europei”.
Nella replica, il Consigliere Caparini ha lanciato un appello alla Giunta perché, a fronte delle richieste dell’Unione europea per il miglioramento della qualità dell’aria, non arrivi a bloccare i diesel Euro 5 ma “
cerchi soluzioni alternative che non danneggino cittadini e imprese che già da tempo si sono impegnati nel contenimento delle emissioni”.
Fiera millenaria di Gonzaga (MN)
Il Consigliere Marco Carra (PD) ha interpellato l’Assessore competente riguardo all’impegno economico di Regione Lombardia preventivato nel Piano industriale della Fiera millenaria di Gonzaga, predisposto dalla Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, chiedendo se l’Amministrazione regionale stia valutando o abbia già valutato e con quale esito di procedere al finanziamento degli 80.000 euro previsti nel Piano industriale in oggetto.
Rispondendo al question time l’Assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha precisato che Regione Lombardia non ha mai autorizzato, pattuito o formalizzato alcun finanziamento o impegno economico all'interno del piano industriale della Fiera Millenaria di Gonzaga. “Gli uffici regionali hanno inviato una PEC alla Fiera per richiedere il piano industriale ed effettuare le dovute verifiche giuridico-amministrative, ma non hanno ricevuto alcun riscontro. Eventuali finanziamenti futuri potranno essere valutati solo tramite le procedure e i bandi ordinari previsti dalla normativa regionale sulle fiere, a fronte di progetti formali”. L’Assessore Guidesi ha, quindi, chiesto di avere evidenze riguardo l’anomalia contabile segnalata. “Se nel piano industriale della Fiera risulta indicato un contributo regionale, l'anomalia non riguarda il bilancio della Regione, ma la corretta redazione del bilancio dell'ente fieristico stesso” ha concluso Guidesi.
Linea s7 “Besanino”
I Consiglieri del gruppo Lombardia Migliore, Martina Sassoli e Manfredi Palmeri (che l’ha illustrato in Aula), hanno chiesto all’Assessore quali valutazioni siano state effettuate alla luce del nuovo assetto della linea S7 e quali eventuali soluzioni siano state adottate, o siano in corso di valutazione, per migliorare l'offerta e l'efficacia dei collegamenti ferroviari e sostitutivi, a tutela delle esigenze di studenti, lavoratori e pendolari dell'intera direttrice.
Dal 7 settembre 2026, e fino al 2 settembre 2027, i lavori per la Tratta C di Pedemontana hanno comportato la suddivisione della linea S7 in due collegamenti distinti: Lecco-Triuggio e Villasanta-Monza-Milano. Il servizio è stato rimodulato con frequenze più elevate sulla tratta Lecco-Triuggio e ridotte sulla tratta Villasanta-Monza-Milano, dove i treni sono passati da una cadenza di 30 a 60 minuti, affiancati da servizi sostitutivi su gomma.
Rispondendo al question time Mauro Piazza, Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio Regionale, ha spiegato che Regione Lombardia e Trenord hanno riorganizzato i servizi sostitutivi con bus e linee ferroviarie alternative (come la S8 e la riattivata R15 via Seregno) per gestire i flussi di pendolari. “Una valutazione definitiva sull'adeguatezza del piano sarà possibile solo dopo la riapertura delle scuole e il loro funzionamento a regime, stimando i primi dati utili a partire dal 21 settembre – ha dichiarato Piazza -. Trenord sta presidiando le stazioni e monitorando l'affluenza reale per applicare eventuali correttivi. Infine, è in corso una verifica tecnico-industriale con RFI per ripristinare, dal 13 dicembre, la frequenza dei treni a 30 minuti nelle ore di punta sulla tratta Villasanta-Monza-Milano e allineare di conseguenza i bus sostitutivi”.
Già prima dell'entrata in vigore del nuovo assetto, i Comuni interessati avevano segnalato possibili criticità e proposto misure per limitare i disagi. Nei primi giorni di esercizio sono emerse proteste dei pendolari per la riduzione delle corse, l'affollamento e le difficoltà negli interscambi. A seguito di ciò, Trenord ha avviato un monitoraggio del servizio e dei flussi di utenti, valutando eventuali correttivi anche in vista della ripresa delle attività scolastiche.
Il Sottosegretario Piazza ha, inoltre, illustrato i percorsi alternativi
- Sotto-tratta nord (Triuggio e stazioni a nord): I viaggiatori sono indirizzati verso la linea S8 con interscambio ad Arcore, tramite un bus sostitutivo aggiuntivo tra Triuggio e Arcore (in coincidenza a Triuggio con i treni da/per Lecco e ad Arcore con la S8 per Milano).
- Tratta intermedia (Macherio Canonica e Biassono-Lesmo Parco): È consigliato l'utilizzo della linea R15 (Seregno-Carnate), riattivata su ferro dal 7 settembre. I viaggiatori possono accedere dalle stazioni di Macherio-Sovico o Lesmo verso Seregno, proseguendo poi verso Milano Centrale (tramite RE80) o verso Greco/Lambrate (tramite S9).
- Tratta da Villa Santa (Servizio Bus): È attivo un bus sostitutivo tra Triuggio e Villasanta in coincidenza con i treni S7 da e per Milano.
- Tratta sud (Villasanta e stazioni a sud): I pendolari usufruiscono della tratta S7 non interrotta tra Villasanta, Monza e Milano, attualmente attiva con frequenza a 60 minuti (con la richiesta di riportarla a 30 minuti nelle ore di punta dal 13 dicembre).
Beneficiari Misura Sostegno (ex B2)
Un intervento correttivo urgente sulla nuova programmazione del Piano regionale per la non autosufficienza. È questa la richiesta dell’interrogazione illustrata in Aula da Lisa Noja (Italia Viva) in riferimento alla nuova "Misura Sostegno", che ha unificato i precedenti contributi mensili noti come "Misura B1" (per le disabilità gravissime) e "Misura B2" (per le disabilità gravi).
La nuova disciplina estende indistintamente a tutti i beneficiari il divieto di cumulare il contributo economico con la frequenza di centri diurni per un tempo pari o superiore alle 18 ore settimanali. Un limite che prima si applicava solo alla misura B1.
“L'unificazione delle misure B1 e B2 ha introdotto un limite di 18 ore settimanali nei centri diurni che penalizza i nuovi richiedenti. Per le persone che rientrano nell’ex B2 si tratta di un grave passo indietro di un irrigidimento burocratico che rischia di danneggiare centinaia di famiglie lombarde con disabilità grave e di creare una palese disparità di trattamento sul territorio. In precedenza, queste persone potevano frequentare i centri diurni senza perdere il sostegno economico, che veniva revocato solo in caso di ricovero definitivo in strutture residenziali” ha spiegato Lisa Noja.
“Le criticità richiamate nell'interrogazione trovano una risposta nelle linee operative, approvate con il Decreto dirigenziale del 24 luglio scorso. In continuità con la precedente programmazione, gli Ambiti possono riconoscere le misure anche alle persone che usufruiscono di servizi semiresidenziali, sia sociali, sia sociosanitari, oppure di altri interventi finanziati con risorse pubbliche, anche quando la frequenza supera le 18 ore settimanali. Questo significa che, per la platea già misura B2, il superamento delle 18 ore non deve essere considerato come una causa automatica di esclusione dal sostegno. La valutazione deve essere fatta sulla situazione specifica della persona: spetta all'equipe di valutazione multidimensionale effettuare questa valutazione e la decisione deve essere adeguatamente motivata e riportata nel progetto personalizzato complessivo” ha affermato l’Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini.
Interventi straordinari di derattizzazione, deblattizzazione e sanificazione nel quartiere Molise Calvairate
Conoscere il dettaglio degli impegni di spesa, l'elenco degli interventi già eseguiti e la mappatura delle operazioni ancora da effettuare per la sanificazione nel quartiere Molise Calvairate oltre a monitorare l'efficacia dei fondi stanziati per contrastare il degrado. Sono queste le richieste rivolte alla Giunta e contenute nell’interrogazione presentata da Onorio Rosati (AVS).
Il quartiere Molise-Calvairate-Mazzini, storico complesso di edilizia residenziale pubblica di proprietà di ALER Milano, ospita attualmente 5.878 inquilini regolari. Si tratta di una comunità fragile, composta per il 32% da persone anziane e per il 16% da minori: fasce di popolazione particolarmente vulnerabili che richiedono la massima tutela della salute pubblica. Grazie a un lavoro sinergico in Aula che ha visto l'approvazione di emendamenti sia di maggioranza sia di minoranza, è stato deliberato un contributo straordinario di 250.000 euro a favore di ALER Milano. Queste risorse sono destinate a interventi urgenti di derattizzazione, deblattizzazione, sanificazione e bonifica degli spazi comuni, con particolare riferimento allo sgombero delle cantine invase da rifiuti e materiali abbandonati.
Nonostante i primi interventi già messi in atto da ALER Milano, la situazione segnalata dal Comitato inquilini resta critica. Per risolvere definitivamente l'emergenza, nell’interrogazione si è sottolineata la necessità di un'azione coordinata tra ALER Milano, Comune di Milano e ATS Milano Città Metropolitana.
“Nel corso del 2026 sono stati sostenuti costi complessivi per più di 250.000 euro per interventi che comprendevano sia deratizzazione, sanificazione, presidio quotidiano delle isole ecologiche, sgombero e sanificazione delle cantine, potenziamento del servizio di raccolta dei rifiuti e interventi tecnici anche su spazi comuni e spazi esterni. Parallelamente, ALER Milano ha provveduto a rafforzare il presidio delle isole ecologiche attraverso personale dedicato e a potenziare il servizio di raccolta rifiuti anche mediante interventi affidati ad Amsa. A questo importante investimento si aggiunge il piano di sicurezza e prevenzione del degrado, per il quale è stata stanziata una premialità di 200.000 euro per il 2026. In questo ambito ALER Milano ha attivato un servizio di guardiania presso gli immobili maggiormente interessati delle criticità” ha precisato l’Assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco.
Carenza di medici di medicina generale e continuità dell’assistenza primaria nel territorio lombardo
Conoscere il quadro aggiornato del fabbisogno regionale di medici di medicina generale e del numero di cittadini attualmente privi di un medico di riferimento, anche con dettaglio territoriale, e quali misure strutturali la Giunta intende adottare per garantire la copertura degli ambiti carenti, assicurare la continuità dell’assistenza primaria e ridurre il ricorso ordinario agli ambulatori medici temporanei. Sono queste le richieste rivolte alla Giunta e contenute nell’interpellanza presentata da Luca Paladini (Patto Civico).
“La carenza di medici di medicina generale in Lombardia è ormai una criticità strutturale insostenibile, con stime che parlano di un vuoto terapeutico di oltre 1.500 professionisti in tutta la regione. Il caso recente di Meda, dove circa 1.500 cittadini si sono ritrovati da un giorno all'altro senza medico di riferimento a causa di un pensionamento e di una successiva rinuncia al subentro, è solo l'ultimo sintomo di un malessere diffuso” ha detto Luca Paladini (Patto Civico) nell’illustrare l’interpellanza.
L’iniziativa fa seguito alla situazione del territorio lombardo. Nel corso del 2025, le inchieste giornalistiche registravano oltre 160.000 cittadini lombardi privi di un medico di base. La recente analisi della Fondazione GIMBE quantifica in una carenza stimata di circa 1.540 medici di medicina generale (assumendo il parametro di un medico ogni 1.200 assistiti). La Direzione Welfare a febbraio 2026 ha dichiarato una carenza ferma a 626 unità rispetto alla media nazionale e che solo in 92 Case di Comunità su tutto il territorio regionale è garantita la presenza del medico secondo gli standard previsti.
“La difficoltà nel garantire un adeguato ricambio dei medici di medicina generale rappresenta un fenomeno che non riguarda esclusivamente la Lombardia, ma interessa tutto il territorio nazionale. Le più recenti ricognizioni regionali evidenziano che gli assistiti attualmente presi in carico attraverso gli ambulatori medici temporanei sono complessivamente oltre 205.000. Regione Lombardia interviene attraverso una pluralità di strumenti, sia sul versante del reclutamento, sia su quello della continuità dell'assistenza. Qualora non sia possibile individuare tempestivamente un medico disponibile, la continuità assistenziale viene garantita attraverso l'attivazione degli ambulatori medici temporanei. L'obiettivo rimane quello di ricondurre progressivamente gli assistiti, oggi gestiti attraverso forme temporanee di continuità assistenziale, al rapporto ordinario con un medico di medicina generale titolare” ha precisato il Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio Mauro Piazza.
Stabili ALER di via Fratelli di Dio 175 a Sesto San Giovanni (MI)
Il Consigliere Onorio Rosati (AVS) ha riportato nuovamente l’attenzione sulle condizioni degli stabili ALER di via Fratelli di Dio 175 a Sesto San Giovanni (MI), da tempo oggetto di segnalazioni da parte degli inquilini e delle organizzazioni sindacali degli assegnatari, con riferimento a diffuse condizioni di degrado e a rilevanti criticità manutentive su cui si è registrato un ripetuto posticipo di interventi già programmati, aggravando ulteriormente le condizioni degli immobili con conseguente aumento dei costi futuri di ripristino e lasciando irrisolte situazioni potenzialmente pericolose per gli abitanti. Il Consigliere ha quindi interpellato il Presidente della Regione e l’Assessore competente per conoscere quali interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza, inclusivi di tempistiche, siano programmati sugli stabili Aler in questione, con particolare riferimento al rifacimento delle facciate e alla sistemazione dei balconi ammalorati.
Nella sua riposta Paolo Franco, Assessore alla Casa, ha spiegato che “l'intervento riguarda un'operazione organica di riqualificazione e messa in sicurezza degli immobili situati tra Sesto San Giovanni (via Fratelli Di Dio 175) e San Giuliano Milanese, gestiti tramite un incarico unitario. Le opere prevedono il rifacimento completo delle coperture, la lattoneria pluviale, il ripristino delle facciate e dei balconi, oltre all'installazione di linee vita. La fase di progettazione e rilievo ha subito rallentamenti a causa della complessità geometrica delle strutture, che ha reso necessario l'uso di droni previa autorizzazione al volo, e per le difficoltà di accesso ad alcune aree”. Dopo il ricevimento del progetto aggiornato ad aprile, l’Assessore ha precisato che è attualmente in corso la verifica per la validazione propedeutica all'avvio dei lavori. “Nel 2025 sono stati intanto ultimati gli interventi straordinari per l'ottenimento dei certificati di prevenzione incendi e la sostituzione delle caldaie. È stato, infine, dato mandato alla Direzione Generale per un audit sui tempi e sui costi, con l'obiettivo di programmare al meglio le risorse in bilancio e anticipare la messa in sicurezza dei balconi”, ha concluso Franco.