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Economia trentina, il fatturato in aumento fa discutere

I dati della Camera di Commercio, i sindacati: "Illusione ottica. Siamo in stagflazione"

TRENTO - Nel secondo trimestre di quest’anno, il fatturato delle imprese esaminate nell’indagine curata dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento registra un aumento del 4,3% rispetto al corrispondente trimestre del 2025, con un’accelerazione positiva rispetto al periodo immediatamente precedente, su cui incidono, in parte, anche le dinamiche inflazionistiche.

Le performance più positive riguardano il settore dei trasporti (+8,9%), del commercio all’ingrosso (+8,2%), dei servizi alle imprese (+7,1%) e delle costruzioni (+5,2%).

Anche il commercio al dettaglio (+2,4%) e il manifatturiero (+1,5%) presentano una variazione positiva, ma più contenuta.

Cresce del 2,4% il fatturato realizzato in provincia di Trento, mentre quello registrato in Italia, ma fuori provincia, segna un incremento più significativo, pari al 5,4%. La componente estera mostra una ripresa rispetto al trimestre precedente e torna a crescere dopo sei trimestri consecutivi in contrazione.

La variazione tendenziale dei ricavi delle vendite risulta moderatamente positiva per le piccole imprese (1-10 addetti), che registrano un incremento del 2,9%. La crescita è più sostenuta tra le imprese di medie dimensioni (11-50 addetti), con un aumento del 5,1%, e tra quelle di grandi dimensioni (oltre 50 addetti), che segnano una crescita del 4,6%.

Anche in questo trimestre, l’occupazione conferma un andamento leggermente positivo (+0,8%), sostanzialmente in linea con il periodo precedente. Gli incrementi più significativi si registrano nel settore delle costruzioni (+2,5%), del commercio all’ingrosso (+2,4%) e dei servizi alle imprese (+1,1%), mentre il comparto dei trasporti evidenzia una contrazione della base occupazionale pari a -1,2%. Il commercio al dettaglio (-0,2%) e il manifatturiero (+0,2%) mostrano invece una sostanziale stabilità.

L’occupazione nelle imprese di minore dimensione (fino a 10 addetti) registra anche in questo secondo trimestre una variazione negativa
(-1,7%). Si conferma invece una moderata crescita degli addetti nelle imprese di medie dimensioni (11-50 addetti) e nelle grandi imprese (oltre 50 addetti), con incrementi rispettivamente dell’1,0% e del 2,4%.

Gli ordinativi, a differenza di quanto rilevato nel trimestre precedente, registrano una variazione negativa (-3,5%). Gli andamenti sono differenziati a seconda del settore economico di riferimento.

La maggior parte degli imprenditori definisce stabile la situazione economica delle proprie aziende, giudizio che trova conferma anche nelle aspettative per i prossimi mesi.
Il 70,5% degli intervistati prevede, infatti, una sostanziale continuità della redditività aziendale.

“I risultati economici delle imprese locali sono positivi e in miglioramento per tutti i principali settori, compreso il comparto manifatturiero che, in questo secondo trimestre dell’anno, registra i primi segnali di ripresa dopo un prolungato periodo di stagnazione o contrazione -commenta Andrea De Zordo, Presidente della Camera di Commercio di Trento. Si tratta di valori incoraggianti che confermano la capacità di tenuta dell’economia trentina, su cui però incide un’inevitabile componente inflazionistica.

Anche sul fronte occupazionale si registrano segnali di crescita, seppur contenuti, all’interno di un mercato del lavoro provinciale ormai vicino alla piena occupazione e con un tasso di disoccupazione che si attesta su livelli fisiologici, inferiori al 2%”.

“L'aumento dei fatturati è un'illusione ottica. Siamo in stagflazione”

Dichiarazioni dei segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher: “I dati presentati oggi dimostrano solo una cosa: in Trentino nel secondo trimestre di quest’anno i fatturati delle imprese locali sono stati trascinati per la maggior parte dall’inflazione, in particolare dei prodotti energetici, provocata dalla scriteriata guerra di Trump contro l'Iran che dura tutt'ora. In alcuni settori, in particolare commercio al dettaglio e industria manifatturiera, la dinamica reale dei fatturati è addirittura negativa.

Per questo motivo l'aumento nominale dei fatturati non può essere interpretato come un indicatore di una reale crescita economica.

Con un andamento dell’economia così asfittico e un aumento dei prezzi ben sopra il 3% infatti, possiamo dire che lo scenario trentino è di una vera e propria stagflazione. Ricordiamo che il pil pro capite del Trentino da quattro anni cresce dello 0,1% annuo, mentre nel secondo trimestre di quest'anno la disoccupazione secondo l’Istat in Italia è continuata a calare mentre in Trentino ha rialzato la testa passando dal 2,4 al 3,2% con un calo degli occupati di circa 2mila unità.

È difficile immaginare che questo scenario possa migliorare senza interventi mirati e una strategia di sviluppo condivisa considerate le crescenti pressioni inflazionistiche, l'instabilità dei mercati finanziari, i diffusi conflitti geopolitici, la guerra commerciale dei dazi e la competitività delle produzioni cinesi.

Per affrontare con successo questi fattori esterni così preoccupanti, è necessario rafforzare e riorientare le politiche economiche provinciali per sostenere crescita, occupazione e competitività del sistema trentino. Bisogna stimolare selettivamente gli investimenti delle famiglie e delle imprese sostenendo in particolare la riduzione dei consumi energetici e quindi delle bollette e puntando sull'innovazione dei settori economici così da aumentare il valore aggiunto delle produzioni manifatturiere e dei servizi tecnologici. Tutti i dati congiunturali - pil, fatturati, occupazione - dicono che il Trentino fa tendenzialmente peggio dell’Italia. I dati evidenziano la necessità di una riflessione sulle attuali politiche economiche e dell'avvio di misure più efficaci a sostegno dello sviluppo del territorio."
Ultimo aggiornamento: 15/09/2026 19:57

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