TRENTO - È stato presentato nella Sala Belli del palazzo sede della Provincia il report per l'anno 2025 dell'Unità di missione strategica per i beni e le attività culturali PAT, alla presenza dell’assessore provinciale all'istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità
Francesca Gerosa, del dirigente generale dell'Umst per i beni e le attività culturali
Paolo Fontana, della dirigente del Servizio tecnico Soprintendenza per i beni culturali Angiola Turella e della dirigente del Servizio attività e produzione culturale
Alessandra Schiavuzzi.

"Come amministratori abbiamo una responsabilità fondamentale: la trasparenza e il rendere conto ai cittadini di come vengono impiegate le risorse pubbliche - ha sottolineato Gerosa in apertura dell'incontro -. Con la presentazione di oggi mettiamo a disposizione uno strumento in più per comprendere come la tutela e il sostegno dei beni e delle attività culturali non siano meri adempimenti amministrativi, ma un valore vivo e condiviso che appartiene a tutti e crea coesione sociale. La Giunta provinciale crede fermamente in questa visione e per questo continua a investire con convinzione in questo settore. Il 2025 è stato un anno di importanti riassetti organizzativi, di scoperte di rilievo, di rafforzamento di politiche di sostegno e di un importante percorso di ascolto, che ha permesso di approvare le nuove Linee guida per le politiche culturali della Provincia e anche di realizzare, in sinergia con tredici soggetti, la prima edizione del progetto di sistema culturale, denominato Combinazioni. Rispetto al 2024, abbiamo incrementato le risorse per il 2025 portandole a oltre 57 milioni di euro, tracciando una traiettoria di crescita virtuosa e costante che nel 2026 ci porterà a superare i 59 milioni di euro complessivi. Dietro queste cifre, non dobbiamo dimenticare che ci sono persone e progetti: amministratori, strutture provinciali e operatori. Lavoriamo tutti insieme con la consapevolezza che non siamo semplici custodi del passato, ma facilitatori di una cultura dinamica, capace di rendere le nostre comunità protagoniste attive del proprio presente e del proprio futuro".
"L'Unità di missione strategica per i beni e le attività, incaricata della tutela e della valorizzazione dei beni e attività culturali, è una struttura complessa che svolge un ruolo fondamentale per la conoscenza, la valorizzazione e la trasmissione dei valori del nostro patrimonio. Con la nuova articolazione della struttura, è stato dato ad uno specifico Servizio il ruolo e le funzioni tecniche esercitate precedentemente dalla Soprintendenza. In questo modo la Giunta ha rafforzato il coordinamento del sistema culturale, favorendo il lavoro quotidiano dei nostri uffici, che è ciò che trasforma le risorse e le scelte di programmazione in valore concreto per il territorio. Attraverso la gestione disciplinare, amministrativa e il fondamentale sostegno finanziario agli interventi, garantiamo il funzionamento di un reticolo di soggetti e azioni complesso e variegato", ha spiegato Fontana.
L'attività si traduce nell'impegno quotidiano di una squadra strutturata: l'Umst e le sue articolazioni contano su decine di professionalità tecniche e amministrative. Un gruppo che gestisce procedimenti complessi e diversificati, fondamentali per garantire la fruizione del patrimonio culturale del nostro territorio e l’offerta di un ricco palinsesto di attività culturali.
Per quanto riguarda la Soprintendenza nel corso del 2025 sono oltre 4,1 milioni di euro i contributi concessi a enti, parrocchie e privati per la salvaguardia del patrimonio storico e architettonico, a cui si aggiungono investimenti (perizie, lavori, restauri), manutenzioni, acquisti e fondi PNRR per circa 5,1 milioni nel 2025 e quasi 2.360 procedimenti di competenza. Nel complesso questo ambito ha visto una crescita degli investimenti provinciali rispetto al bilancio di previsione 2024 (circa 5,2 milioni) e ulteriori risorse disposte nel bilancio di assestamento che arrivano per il 2026 a oltre 9,2 milioni di euro complessivi.
Un insieme di azioni, dunque, che interessano le attività di tutela, conservazione e restauro, come ad esempio la supervisione per il recupero della stazione ferroviaria di Trento in occasione delle Olimpiadi invernali 2026, l’avvio di uno studio per il recupero di Villa Angerer di Arco, l'importante acquisizione della Pala d'altare di Francesco Verla del 1517 (rientrata dall'estero a fine 2025) e le ricerche archeologiche connesse all'eccezionale ritrovamento della necropoli di via S. Croce a Trento — che ha messo in luce ben 270 tombe ed è stata inserita tra le sette scoperte archeologiche più importanti dell'anno da "Il Giornale dell'Arte". Particolarmente rilevante anche la fruizione dei siti archeologici provinciali, con in testa il S.A.S.S. di Trento con 27.878 visitatori e la Villa romana di Orfeo, con 18.924 presenze.
"Accanto alla tutela rigorosa del patrimonio architettonico, artistico, archeologico, archivistico, il nostro impegno si traduce in ricerca scientifica, cantieri di restauro e scavi. Attraverso l'intervento diretto, gli studi e l'acquisizione di nuove opere, forniamo strumenti che concorrono a preservare, divulgare e far vivere ogni giorno la nostra eredità culturale. La cura quotidiana dei beni, infatti, non è una pratica statica, ma un processo dinamico che preserva e protegge l'integrità del patrimonio per trasmettere alle generazioni future l'identità stessa della nostra comunità", ha sottolineato la dirigente Angiola Turella.
Il quadro è stato completato con la presentazione del sistema delle attività culturali in Trentino: il Servizio competente ha gestito nel 2025 oltre 48,6 milioni di euro per il sostegno a musei, enti strumentali, scuole musicali, biblioteche, produzioni cinematografiche e residenze artistiche. Anche questo ambito ha visto la crescita degli investimenti rispetto al 2024 (45,4 milioni) e un ulteriore rinforzo di risorse per il 2026. Circa il 50% delle risorse (circa 23 milioni di euro) è destinato ai musei provinciali e agli enti strumentali (MUSE, Mart, METS, Museo del Buonconsiglio, Fondazione Museo Storico, Fondazione Guetti), mentre circa 6 milioni sono attribuiti al Centro Servizi Culturali Santa Chiara e altrettanti alle scuole musicali per la formazione di base. La Trentino Film Commission ha registrato assegnazioni per oltre 2,8 milioni di euro, confermando il dinamismo del settore audiovisivo e la sua fattiva presenza nella compagine delle industrie culturali creative.
Il sistema culturale trentino si conferma estremamente diffuso e capillare. Le nuove Linee guida per le politiche culturali della Provincia, approvate dalla Giunta lo scorso febbraio, individuano sei sottosistemi: museale, bibliotecario, della formazione musicale, dello spettacolo dal vivo e del cinema, degli archivi documentali e digitali, del patrimonio culturale. Ciò si traduce in un ricchissimo panorama di soggetti, sia enti di grandi dimensioni, sia piccole realtà locali distribuite su tutto il territorio provinciale. Nel 2025, in Trentino si registrano centinaia di associazioni culturali e folkloristiche, 99 compagnie filodrammatiche, 13 scuole musicali, 83 corpi bandistici, 197 cori, oltre 90 musei (pubblici e privati, grandi e piccoli), circa altrettanti musei etnografici, 9 ecomusei, 27 scuole di danza. Il Sistema bibliotecario trentino vanta 165 sedi: 84 biblioteche di pubblica lettura, 41 punti di lettura, 27 biblioteche specialistiche e 13 biblioteche scolastiche, garantendo un presidio culturale particolarmente prezioso per la capillarità e la varietà di proposte. Nel 2025, oltre a centinaia di mostre, eventi e incontri, l’attività di accesso alla pubblica lettura ha registrato un volume di 1.362.819 prestiti cui si aggiunge un altro milione di consultazioni attraverso MLOL, Media Library Online, la piattaforma di prestito digitale cui SBT aderisce e che conta 35.553 iscritti. Tra le novità di rilievo del 2025 si segnalano anche l'istituzione del Registro provinciale degli artisti e l'avvio delle tutele per la previdenza complementare del comparto artistico.
"I dati presentati danno evidenza della ricchezza di attività culturali di cui il nostro territorio è protagonista. Come Servizio attività e produzione culturale, lavoriamo per accompagnare e valorizzare questo tessuto prezioso, sia attraverso l'attività ordinaria sia rinnovando gli strumenti per andare sempre più incontro alle esigenze della comunità. Sostenere le politiche culturali, spesso significa muoversi in una "terra di mezzo", in costante ricerca di un equilibrio tra i vincoli normativi che la pubblica amministrazione deve rispettare, a garanzia di imparzialità ed efficacia, e la libertà e flessibilità che l'arte richiede. Il nostro ruolo è trasformare questo intreccio di vincoli e bisogni creativi in un'opportunità di sviluppo per il territorio. Il rapporto vuole raccontare anche questo impegno, mostrando alla comunità i retroscena amministrativi di una straordinaria produzione culturale", ha precisato Schiavuzzi nel corso della presentazione.