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Rinnovate le pareti della palestra del carcere di Trento

Grazie al progetto portato avanti da AquiLab e liceo delle arti di Trento e Rovereto

Trento - Le pareti della palestra del carcere rinnovate grazie al progetto di AquiLab e liceo delle arti.

Lo sport cambia le persone e trasforma i luoghi. Questo può essere considerato il risultato del progetto One Team, il progetto di responsabilità sociale di Eurolega che la Dolomiti Energia Trentino ha sviluppato nel 2023/24 presso la casa circondariale di Spini di Gardolo. Il progetto One Team è stato portato avanti con due attività allo stesso modo importanti: innanzitutto, un gruppo di detenuti si è allenato sotto la guida di coach Marco Crespi e del direttore AquiLab Massimo Komatz per 20 allenamenti tra novembre e maggio. Fare sport in carcere può essere un momento positivo non solo per contribuire al mantenimento di uno stato soddisfacente della salute psico-fisica, ma anche per migliorare la convivenza all’interno dell’Istituto, contribuendo ad abbassare il livello di tensioni e di conflitti.

Parallelamente a questa attività, però, c’è stata un’altra iniziativa che ha coinvolto gli studenti e le studentesse della classe prima del percorso quadriennale IDEA (Interactivity Digital Experience Art) del Liceo delle Arti di Trento e Rovereto: gli studenti, infatti, sono stati coinvolti dai loro docenti in un percorso didattico che li ha portati ad elaborare e poi a realizzare delle proposte di soluzioni grafiche per migliorare dal punto di vista estetico la palestra del carcere. La classe ha incontrato in novembre il direttore di AquiLab Massimo Komatz che ha presentato l’attività di Aquila Basket in carcere e gli obiettivi con cui viene portata avanti. Nei mesi successivi gli studenti hanno provato a ragionare sulle possibili soluzioni grafiche per le pareti della palestra del carcere, arrivando ad ipotizzare insieme ai propri docenti, una propria idea: il risultato è stato condiviso in aula con la direttrice del carcere Anna Rita Nuzzaci e per Aquila Basket con Massimo Komatz e il responsabile comunicazione Daniele Montigiani.
Una volta validato il progetto, si è passati alla stampa dell’elaborato grafico che pochi giorni fa è stato fissato sulla parete della palestra da alcuni improvvisati “attacchini” di Aquila Basket, tra cui anche il capitano Toto Forray e il team manager Simone Pierich con la supervisione del coordinatore del percorso "Idea" Niccolò Ottaviani. I pannelli adesivi sono stati attaccati in particolare sulla parete in cui da poche settimane è stato fissato un secondo tabellone da basket, di cui era sempre stata priva la palestra. Il risultato è stato apprezzato dai detenuti, che ora possono allenarsi a basket, ma anche a calcio, in un ambiente migliore e più gratificante.

GLI INTERVENTI
“Ringrazio sia Aquila Basket che il Liceo delle Arti per l'ottimo risultato conseguito, frutto di un lavoro di squadra, ma soprattutto di passione, impegno e senso civico. Lo sport unisce, accomuna porta gioio e così è stato per il progetto di Aquila Basket cui sono molto grata”, sottolinea Anna Rita Nuzzaci, direttore Casa Circondariale di Spini di Gardolo.
“Il percorso sviluppato insieme ad Aquila Basket si è caratterizzato come un’attività pluridisciplinare che ha visto le studentesse e gli studenti mettere in campo, con entusiasmo ed impegno, la loro creatività e le competenze acquisite nel percorso scolastico. Il progetto ha permesso inoltre loro di riflettere su quei valori dello sport che sono centrali anche per la scuola e per la vita: dopo ogni sconfitta ed ogni fallimento, con la determinazione e l'impegno, è sempre possibile rialzarsi e tornare a vincere”, dice Daniela Simoncelli, dirigente scolastico Liceo delle Arti Vittoria-Bonporti-Depero)

"Come classe, abbiamo pensato per il nostro progetto a temi importanti come l'emarginazione e la reclusione. Con le nostre grafiche abbiamo cercato di mostrare e raccontare che dietro ogni detenuto c'è una storia e una vita spesso complicata. Grazie alle attività di Aquila Basket abbiamo avuto la conferma che lo sport non è solo una via di fuga dalla routine del carcere, ma può offrire loro una possibilità di riscatto e di reintegrarsi nella società", afferma Benedetta, studentessa della classe I del percorso "Idea".

La collaborazione con il Liceo delle Arti e il carcere di Trento testimonia ancora una volta l’attenzione di AquiLab verso tutte le realtà della nostra comunità, cercando di essere sempre più vicino alle necessità delle persone. Credo che la realizzazione di queste grafiche, grazie alla sensibilità degli studenti e delle studentesse, possa essere un gesto che aiuta a rendere più umano un luogo complesso e difficile come il carcere”, spiega Luigi Longhi, presidente Aquila Basket Trento.
Ultimo aggiornamento: 25/06/2024 20:23:07
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