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Padri separati ed emergenza abitativa in Trentino

Le richieste dell'associazione Padri in Movimento

TRENTO - Padri separati ed emergenza abitativa in Trentino: "Servono misure strutturali, la bigenitorialità non sia un privilegio di censo". La fine di un legame familiare non può e non deve coincidere con l’ingresso repentino nella marginalità economica e sociale. In Trentino, terra di riferimento per le politiche familiari, cresce il numero di genitori nella stragrande maggioranza padri che all’indomani della separazione precipitano sotto la soglia di povertà.

Dover lasciare l’abitazione familiare mantenendo al contempo l’onere dell’assegno di mantenimento e, frequentemente, la quota del mutuo pregresso genera un corto circuito economico insostenibile. Con i canoni del mercato immobiliare locale sempre più proibitivi, trovare un alloggio dignitoso dove poter continuare a crescere i propri figli diventa per molti una barriera insormontabile.

"Non siamo di fronte a una rivendicazione corporativa, ma alla difesa di un principio fondamentale: la bigenitorialità reale», interviene Luca Valentini, coordinatore regionale per il Trentino-Alto Adige dell’associazione Padri in Movimento. «Un bambino ha il diritto inalienabile di avere due genitori presenti, stabili e sereni.
Quando un genitore scivola in soluzioni abitative precarie o di fortuna, quel diritto viene nei fatti cancellato".

L’associazione Padri in Movimento rivolge un appello chiaro alla Provincia Autonoma di Trento e ai servizi territoriali affinché si traducano in realtà quattro misure prioritarie: 1. Alloggi temporanei di transizione: Individuare soluzioni abitative a canone calmierato (tramite ITEA o accordi con le Comunità di Valle) per i primi 12–24 mesi post-separazione, evitando la caduta nella marginalità estrema. 2. Revisione dei parametri ICEF/ISEE: Ricalibrare i criteri di accesso all’edilizia pubblica e ai contributi al canone, scorporando dal reddito disponibile le quote corrisposte per il mantenimento dei figli. 3. Potenziamento della rete di supporto territoriale: Consolidare gli sportelli di primo orientamento legale, psicologico e di mediazione familiare, favorendo sinergie tra servizi sociali ed enti del Terzo Settore. 4. Tavolo di confronto istituzionale: Avviare un canale di dialogo permanente con l’Assessorato provinciale alle Politiche per la Casa e la Famiglia per monitorare il fenomeno e formulare risposte tempestive.

"Chiediamo dignità, equilibrio e buon senso - conclude Valentini -. Nessun genitore deve essere lasciato solo: garantire stabilità a chi esce di casa significa, prima di ogni altra cosa, tutelare la serenità dei nostri figli".
Ultimo aggiornamento: 30/10/2026 07:41

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