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In crescita la domanda di lavoratori somministrati nel Bresciano

Primo segno positivo dal 1° semestre 2023

BRESCIA – Nel 2° semestre del 2025 – secondo i dati forniti dalle Agenzie per il Lavoro –, la domanda di lavoratori in somministrazione ha evidenziato una crescita del 7% sull’analogo periodo del 2024. Si tratta del primo segno positivo dai primi sei mesi del 2023 e segna un’inversione di tendenza rispetto a quanto sperimentato nelle precedenti quattro rilevazioni semestrali (tutte caratterizzate da importanti variazioni negative).

A evidenziarlo è l’Osservatorio Confindustria Brescia – Agenzie per il Lavoro, elaborato dal Centro Studi di Confindustria Brescia in partnership con Assolombarda e Confindustria Bergamo, e con la collaborazione di una serie di agenzie per il lavoro del territorio.

La crescita riscontrata tra luglio e dicembre del 2025 è stata trascinata dalla dinamica degli impiegati esecutivi (la cui domanda è aumentata del 25%), dei conduttori d’impianti (+18%), degli operai specializzati (+15%) e degli addetti al commercio (+12%). Si è invece assistito a un calo per i profili del personale non qualificato (-9%) e dei tecnici (-18%).

La ripartizione per gruppo professionale delle richieste di lavoratori in somministrazione a tempo determinato effettuate dalle imprese della provincia di Brescia evidenzia la prevalenza di conduttori d’impianti (22,9%), seguiti dagli operai specializzati (20,4%), dal personale non qualificato (17,7%) e dagli addetti al commercio (14,7%).
Più contenuta è la domanda di impiegati esecutivi (13,2%) e di tecnici (11,1%).

“La crescita della domanda di lavoro in somministrazione nel secondo semestre 2025 potrebbe rappresentare un segnale di inversione della tendenza dopo una lunga fase negativa in tale ambito – commenta Fabrizio Vicari, vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Relazioni Industriali e Organizzazione –.Tuttavia, il contesto resta molto complesso: le imprese sono strette tra crisi geopolitiche, aumento dei costi energetici, volatilità dei mercati e un quadro regolatorio europeo troppo spesso disallineato rispetto alla realtà dei processi industriali, dei tempi di investimento e della competizione internazionale. La sfida, dunque, è consolidare questa ripresa e trasformarla in una dinamica più strutturale, investendo su competenze, formazione e stabilità del contesto economico, nella consapevolezza che per raggiungere l’obiettivo serviranno anche misure straordinarie, con il contributo urgente delle istituzioni.”

Più nel dettaglio, la classifica delle figure più ambite vede, al primo posto, i non qualificati in imprese industriali (8,7%), seguiti dagli addetti logistica (7,2%), dagli addetti consegna merci (5,4%), dagli addetti assemblaggio prodotti industriali (5,1%) e dai conduttori macchinari lavorazione gomma (4,4%).

Per quanto riguarda i profili caratterizzati dalle maggiori difficoltà nel reperimento, si segnalano, in particolare, alcune figure tecniche (tecnici in campo ingegneristico, i tecnici della produzione e i tecnici degli acquisti) ed altre relative agli operai specializzati (montatori, manutentori, fabbri e fonditori, saldatori.
Ultimo aggiornamento: 15/04/2026 23:38:43

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