BOLZANO - L’
Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia autonoma di Bolzano ha analizzato una parte molto specifica, ma importante, del
mercato del lavoro altoatesino. Il risultato: negli ultimi quattro anni, in media, in Alto Adige sono stati impiegati ogni anno circa
17.000 braccianti agricoli da circa
3.150 agricoltrici e agricoltori. Lavorano in media 49 giorni e vengono impiegati soprattutto nella
raccolta delle mele e, in misura minore, anche nella
vendemmia.
Aiuti dall'esterno, ma anche modelli occupazionali non burocratici per la popolazione locale
"Il
lavoro di raccolta è una parte importante del mercato del lavoro altoatesino, anche se a volte poco percepita“, sottolinea l'assessora provinciale al Lavoro
Magdalena Amhof. "Le dinamiche in tutta Europa dimostrano che la disponibilità di lavoratrici e lavoratori stagionali per la raccolta è in calo. Serve un cambio di rotta: oltre al progresso tecnologico nelle aziende, dobbiamo coinvolgere di più le risorse locali, ad esempio con
modelli di impiego semplici e sburocratizzati, che potrebbero agevolare le persone anziane in buona forma disposte a collaborare per qualche settimana".
Stabile il numero di lavoratori e lavoratrici stagionali nel settore agricolo, mentre aumentano i giorni di lavoro previsti dal contratto
Sebbene le superfici coltivate e i raccolti siano rimasti sostanzialmente invariati negli ultimi 25 anni, il numero di giorni lavorativi previsti dai contratti è in forte aumento. Dal 2015 circa, il numero dei lavoratori stagionali è rimasto sostanzialmente stabile.
L’aumento del volume di lavoro è quindi da attribuire principalmente al fatto che i singoli lavoratori prestano più giorni di lavoro per stagione.
All’inizio degli anni 2000, secondo l’analisi dell’Osservatorio del mercato del lavoro, meno del 5 per cento dei lavoratori stagionali aveva più di un contratto a stagione. Oggi, invece, più di un quinto lavora per diversi agricoltori durante la stessa stagione. Allo stesso tempo, anche la durata dei singoli contratti si è allungata: per i lavoratori stagionali che lavorano per un solo agricoltore, la durata media del contratto è passata da circa 30 a circa 43 giorni.
"L'aumento dei giorni di contratto non è più dovuto in primo luogo a un numero maggiore di lavoratori stagionali", spiega Stefan Luther, direttore della Ripartizione Servizio Mercato del lavoro. "I lavoratori stagionali lavorano più a lungo e più spesso per più agricoltori. In questo modo, questa forma di occupazione stagionale diventa più continuativa".
Esistono notevoli differenze tra le diverse zone di coltivazione. Nella Val Venosta centrale, quasi la metà degli agricoltori impiega almeno 10 persone assunte appositamente per la raccolta. Nei comuni della valle tra Merano e Salorno, questa percentuale è inferiore al 15 per cento.
La continuità lavorativa è determinante per il ritorno
Circa il 40 per cento dei lavoratori stagionali in Alto Adige non ripete questa attività l’anno successivo. Secondo “Mercato del lavoro news”, il fattore determinante per il ritorno è soprattutto la continuità lavorativa pregressa: tra coloro che hanno lavorato per la prima volta, circa il 30 per cento torna nella stagione successiva. Per le persone che hanno già lavorato senza interruzioni come braccianti agricoli nei cinque anni precedenti, il tasso di ritorno si attesta intorno all’80 per cento.