DARFO BOARO TERME (Brescia) - La conviviale di luglio del
Panathlon Club di Vallecamonica ha voluto ricordare la leggendaria tappa del
Giro d’Italia 1998 che si concludeva a Montecampione e il successo di Marco Pantani.

Il presidente
Ottavio Bonino, insieme al socio
Ezio Maffi, che ha collaborato all’organizzazione dell’evento, con un gruppo di soci ed i tre ospiti, Marco Velo,
Enrico Zaina e
Beppe Martinelli, sono saliti nel tardo pomeriggio al monumento dedicato a
Marco Pantani a 1800 metri al Plan di Montecampione per deporre un mazzo di fiori, rigorosamente rosa e gialli, in ricordo dell’epica impresa.
Soci e ospiti si sono ritrovati all'albergo San Martino di Boario Terme per la Conviviale dove, dopo la tradizionale cena, il giornalista Ciro Corradini, ha intervistato i tre ospiti sulla tappa in questione ma anche sulla figura umana e sportiva di Marco Pantani. E dopo aver rivissuto in un emozionante filmato con telecronaca di Adriano De Zan gli ultimi chilometri sui tornanti di Montecampione con l’assolo di Marco Pantani, ecco le prime domande a Beppe Martinelli, storico direttore sportivo di Marco Pantani, vincitore da direttore sportivo di 6 Giri d’Italia e di 2 Tour de France.
"La tappa di Montecampione era fondamentale per vincere il Giro d’Italia e dovevamo assolutamente guadagnare il più possibile su Pavel Tonkov più forte a cronometro nella tappa successiva. Controllammo la gara fino ai primi tornanti della salita e poi anticipando tutti, Marco scattò subito (e qui è intervenuto Marco Velo dicendo ‘meno male altrimenti ci dovevamo fare tutta la salita davanti a tirare…!!!) e con Tonkov a ruota percorse tutta la salita fino agli ultimi due km quando l’ultimo scatto fu fatale per Tonkov e Marco guadagnò quei secondi che furono decisivi per vincere il Giro".
Successivamente, dopo aver ringraziato il socio Ezio Maffi per il suo impegno nell’organizzare negli ultimi anni in Valle Camonica i Campionati Italiani di ciclismo di tutte le categorie, la parola è passata a Marco Velo, attuale Commissario Tecnico della Nazionale femminile di ciclismo, già specialista nelle cronometro a livello internazionale. "Ricordo che Marco voleva a tutti i costi vincere quel Giro e la nostra squadra era davvero unita solo per lui, eravamo davvero un bel gruppo".
Tra un aneddoto e l’altro sulla vita sportiva di Marco Pantani, Enrico Zaina, già secondo in un Giro d’Italia e quarto alla Vuelta di Spagna, ha voluto sottolineare il valore del gruppo alla “MercatoneUno”.
"Eravamo davvero uniti, ognuno con il suo compito per il nostro capitano Marco Pantani. Siamo uniti ancora oggi e ogni tanto ci troviamo".
Martinelli ha poi proseguito raccontando i primi tempi con Marco Pantani, quando lo seguiva sin da corridore dilettante, poi i primi contratti da professionista fino ad arrivare alla doppietta Giro-Tour nel 1998 dicendo che "Marco non voleva andare al Tour, l’ho dovuto inseguire in Riviera romagnola perché lui era già in vacanza; nelle prime tappe fece fatica poi piano piano riuscì a risalire fino allo scontro finale con il tedesco Ullrich e la vittoria di Marco".
La serata è poi proseguita tra tanti racconti di vita vissuta giorno per giorno con il Campione di Cesenatico, raccontando i momenti belli, gli scherzi, le abitudini di Marco Pantani ma anche arrivando agli ultimi anni della sua vita.
Marco Velo ha sottolineato come "Marco fosse una persona piacevole, dava tutto per la squadra, sapeva fare gruppo", Martinelli ha aggiunto "era anche un po’ personaggio ma un campione come lui io non l’ho mai più avuto".
Via via le domande del giornalista hanno riguardato i compiti di un direttore sportivo nel ciclismo e la differenza tra il ciclismo di allora e quello moderno. "Oggi - ha detto Martinelli – quasi non conosci tutti i tuoi corridori, sei circondato da decine di figure tecniche, organizzative, dai tattici agli psicologi; una volta conoscevi tutta la vita dei tuoi corridori, oggi fai fatica a ricordarti i nomi, è cambiato tutto".
Riguardo all’ultimo periodo di Marco Pantani, Enrico Zaina ha detto "abbiamo cercato di aiutarlo, di cercarlo, di stare con lui, ma è stato purtroppo inutile", Martinelli ha sottolineato che "dopo Madonna di Campiglio è un’altra storia, si è chiuso in se stesso, non ha più voluto un contratto", Marco Velo ha detto "io voglio ricordarlo come campione, il Marco vincente, io devo tanto a lui".
Enrico Zaina ha poi evidenziato il suo abbandono del mondo del ciclismo perché "volevo essere ricordato come ciclista e non in modo negativo dopo la vicenda di Madonna di Campiglio; il ciclismo non era più il mio mondo, è stata una parentesi della mia vita, ma la vita è anche tanto altro".
Marco Velo ha parlato del suo ruolo di Commissario Tecnico "io sono sempre rimasto nel ciclismo e gestire una squadra nazionale è più semplice, hai ancora un rapporto umano con chi selezioni, devi essere più psicologo che tecnico e oggi nel ciclismo moderno, nelle squadre Pro non è più così".
Giunti al termine della serata, dopo i ringraziamenti ai relatori ed al giornalista Ciro Corradini, per aver brillantemente condotto la serata, il presidente Ottavio Bonino ha consegnato agli ospiti il gagliardetto e la spilla del Panathlon Club di Vallecamonica, insieme al libro di Ausilio Priuli ‘Segni come parole’, dando appuntamento ai soci a settembre per una nuova conviviale.