BORMIO (Sondrio) - Trincee scavate nella roccia, villaggi militari e camminamenti sospesi oltre i 3.000 metri raccontano la memoria della Prima Guerra Mondiale lungo gli Stelvio Historical Trek. Un calendario di escursioni guidate accompagna alla scoperta di questi luoghi
C'è un modo per visitare il Parco Nazionale dello Stelvio, nel comprensorio di Bormio, che non passa dai tornanti né dalle piste da sci, ma dai passi lenti di chi si ferma a leggere un paesaggio come fosse un libro aperto. È quello degli Stelvio Historical Trek, una rete di percorsi che si inerpicano oltre i 3.000 metri, negli stessi luoghi dove più di un secolo fa la Prima Guerra Mondiale si combatté in condizioni estreme, tra neve, ghiaccio e quote che non perdonano: la Guerra Bianca.
Trincee scavate nella roccia, resti di villaggi militari, postazioni di artiglieria e camminamenti che il tempo aveva quasi cancellato tornano oggi visibili grazie al lavoro di recupero del Parco. Tre proposte, pensate per livelli di preparazione diversi, accompagnano dal camminatore occasionale all'escursionista più esperto, lungo sentieri che risvegliano, a ogni passo, questa memoria sospesa in quota.
LE BUSE, IL VILLAGGIO CHE LA MONTAGNA HA CUSTODITO
Il primo incontro con questi luoghi comincia dal tornante sopra la Seconda Cantoniera dello Stelvio, dove un sentiero facile si infila nella Valle dei Vitelli e, in circa 2 ore e 40 minuti, 5,8 chilometri e 436 metri di dislivello positivo, conduce fino al villaggio militare de "Le Buse".
Diciassette edifici disposti a semicerchio, postazioni di artiglieria scavate in galleria e una fitta rete di trincee raccontano ancora oggi la vita quotidiana dei soldati ad alta quota, in un sito che il Parco Nazionale dello Stelvio ha restaurato con cura. Attorno, pascoli si aprono in fioriture alpine dove marmotte, camosci e stambecchi si muovono indisturbati, e con un pizzico di fortuna si può scorgere anche il gipeto in volo. Un'uscita alla portata di famiglie e camminatori senza grande allenamento, dove la storia si intreccia a un paesaggio naturalistico sorprendente. Ancor più spettacolare la traversata dalle Buse ai Fortini Alti, che scende per la storica mulattiera militare e che porta poi alla Prima Cantoniera.
FILON DEI MOT E MONTE SCORLUZZO, IN CRESTA SOPRA IL FRONTE
Chi ha gambe e fiato più allenati può spingersi oltre, dal primo tornante sopra la Seconda Cantoniera fino al Filon dei Mot e alla cima del Monte Scorluzzo: 8 chilometri, 797 metri di dislivello positivo, circa 3 ore e 30 minuti per raggiungere i 3.092 metri di quota. Il cammino attraversa un antico insediamento militare e un osservatorio italiano d'epoca, sfiora reticolati ancora visibili e le postazioni di prima linea che un tempo dominavano il Passo dello Stelvio, fino a inoltrarsi tra i resti di trincee nel paesaggio quasi lunare del Passo delle Platigliole. È uno dei sei itinerari tematici nati dal progetto di valorizzazione promosso da Regione Lombardia insieme a ERSAF e al Museo della Guerra Bianca, pensato per restituire in modo diretto le vicende del fronte italo-austriaco tra il 1915 e il 1918 (foto credit Giacomo Meneghello).