TRENTO - Liste d’attesa e intramoenia: servono numeri chiari, non zone d’ombra.
Intervento di
Claudio Cia,
consigliere provinciale di
Forza Italia, che ha proposto un'interrogazione:

"Le liste d’attesa continuano a pesare sui cittadini, mentre l’attività intramoenia resta un tema sul quale servono dati certi, trasparenti e verificabili. La legge è chiara: la libera professione intramoenia non può superare l’attività istituzionale, deve essere controllata e una quota dei proventi deve contribuire alla riduzione delle liste d’attesa. Il punto, quindi, non è scrivere nuove regole, ma capire se quelle esistenti vengono davvero rispettate. Alcuni dati pubblicamente disponibili sui redditi percepiti da professionisti in posizioni apicali, in taluni casi largamente superiori al solo trattamento economico contrattuale con l’ente pubblico, impongono una verifica seria.
Se l’attività istituzionale deve restare prevalente, è legittimo chiedere quali siano i volumi effettivi dell’intramoenia e come vengano controllati. L’interrogazione chiede inoltre chiarezza su un altro punto delicato: l’utilizzo di strutture, tecnologie e personale pubblico per attività a pagamento. Se il servizio sanitario mette a disposizione spazi, apparecchiature, posti letto e personale, è necessario sapere se le quote di ristoro coprano davvero i costi reali sostenuti dall’Azienda. Il tema non è colpire la libera professione, ma evitare che il cittadino si trovi davanti a un sistema a due velocità: lento nel canale pubblico, rapido solo per chi può pagare. Per questo ho chiesto alla Giunta provinciale dati puntuali su volumi di attività, proventi, posti letto a pagamento, controlli, utilizzo delle risorse pubbliche e impatto sul personale medico, infermieristico e OSS. La sanità pubblica non può vivere di percezioni né di zone grigie. Servono numeri, trasparenza e rispetto delle regole. Il diritto alla salute deve restare un diritto, non una scorciatoia per chi può permettersela".