TIONE (Trento) - “
Un’iniziativa importante, che aiuta a far conoscere a tutta la comunità e specialmente ai giovani il mondo venatorio, che comprende un impegno costante nella cura del territorio. I cacciatori infatti, accanto al loro ruolo nella gestione di fauna e biodiversità, contribuiscono a mantenere viva e valorizzata la montagna, trasmettendo alle nuove generazioni valori profondi legati alla responsabilità e all’ambiente. Rappresentano quindi una parte integrante dell’identità trentina e dei valori dell’autonomia”. Così il presidente della Provincia autonoma di Trento
Maurizio Fugatti alla premiazione dei migliori trofei in esposizione nella
rassegna dei distretti faunistici di Chiese, Giudicarie, Ledro e Rendena, presso il bocciodromo di
Tione in località Sesena.

Anche da parte dell’assessore provinciale alla caccia
Roberto Failoni, presente alla manifestazione, è stato sottolineato il contributo del mondo venatorio come presidio della montagna e della tradizione locale.
“La Provincia - ha evidenziato Failoni - è al fianco dell’Associazione Cacciatori trentini in un lavoro condiviso fatto di responsabilità, formazione, gestione consapevole del territorio. Un percorso che favorisce, oltre alle competenze, anche la consapevolezza circa le funzioni svolte dal mondo venatorio nel contesto alpino”.
La rassegna “Trofei di caccia”, a cui hanno partecipato tra gli altri anche il sindaco di Tione Eugenio Antolini e la consigliera provinciale Vanessa Masè, è stata organizzata dalla Riserva di Tione con la collaborazione del comitato della mostra, che comprende i quattro distretti. In esposizione oltre un migliaio di trofei di caprioli, cervi, camosci e mufloni relativi alla stagione venatoria 2025, provenienti da 40 diverse riserve di caccia e rappresentativi di centinaia di associati.
Soddisfatto il rettore della riserva di Tione Giuseppe Salvaterra, tra gli artefici dell’iniziativa assieme al presidente del comitato organizzatore Fabrizio Pizzini: “È stata una manifestazione di grande successo, con un’ottima partecipazione come testimoniato dai circa 700 pasti serviti nei momenti conviviali. Un appuntamento importante per far conoscere alle nuove generazioni il mondo venatorio, che non si limita solo al prelievo ma comprende diverse attività e azioni a favore del territorio: dalla manutenzione dei sentieri fino alla pulizia dei prati. Come cacciatori viviamo la montagna e ce ne prendiamo cura, ed è proprio questo il valore che vogliamo trasmettere ai giovani”.