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La Val di Sole chiede di rimuovere gli orsi pericolosi

La battaglia di "Ora!": "ll no dell'Ispra chiama in causa la Provincia di Trento"

TRENTO - La querelle suglio orsi prosegue: la Provincia aveva chiesto all'Ispra di poter rimuovere M38 e F89, i due orsi ritenuti responsabili delle predazioni di bovini in Val di Sole, e il parere è stato "per il momento" negativo. Le motivazioni del parere non sono note. Per il gruppo "Ora!" la responsabilità è comunque della Provincia: "Se un orso va rimosso, tocca a lei dimostrare che la prevenzione c'era e non è bastata".

Quest’estate in Val di Sole sono morti 16 bovini tra Vermiglio, Peio, Rabbi e Ossana, secondo l’Unione allevatori della valle. A Fraviano di Vermiglio, la sera del 7 settembre, una manza gravida e una vitella sono morte dopo l’attacco attribuito a un orso, a poche decine di metri dalle case: secondo la Provincia gli animali erano protetti solo da un filo, senza una vera recinzione elettrificata.

Dei 21 danni da grandi carnivori ai bovini registrati in Trentino nei primi otto mesi del 2026, 8 sono in Val di Sole, secondo i dati presentati dalla Provincia al Tavolo grandi carnivori.

«Un orso che continua a predare nonostante una prevenzione fatta bene si può rimuovere: le regole lo consentono, a patto di dimostrarlo. La Provincia lavora in Alta Val di Sole da luglio e ha in mano prevenzione, catture e istruttorie: se la sua richiesta si ferma a un parere, la domanda va fatta a lei, non all'Ispra.
E di quel no non si conoscono le motivazioni: la Provincia le renda pubbliche", dichiara Simone Magnolini, coordinatore regionale di ORA!.

Le richiesta di "ORA!" alla Giunta provinciale: "Un fascicolo pubblico per ogni orso di cui si chiede la rimozione: danni, misure di prevenzione presenti e se funzionavano, interventi di dissuasione del Corpo forestale, richiesta e parere ricevuto, per quanto pubblicabili; Squadre tecniche negli alpeggi dalla monticazione 2027, partendo dall’Alta Val di Sole: oltre a box, recinzioni e supporto alla consegna già forniti, affianchino gli allevatori nel montaggio e nella manutenzione delle recinzioni e nella gestione dei cani, con la rimozione rapida delle carcasse prevista dal PACOBACE; anche affidate a imprese e cooperative di valle, pagate sui risultati; Una regola unica di valle per compostiere, pollai, arnie e orti privati, coordinata dalla Comunità di valle con il sostegno della Provincia"

Nel 2025, secondo il Rapporto grandi carnivori della Provincia, le 155 richieste di misure preventive gestite valevano circa 98.000 euro, meno della metà degli indennizzi per i danni da orso e lupo, oltre 226.000. Già a ottobre 2026, "ORA!" aveva chiesto istruttorie solide e prevenzione fin dentro i paesi.

"Il presidente dell'Unione allevatori della Val di Sole Sergio Panizza dice che recinti a cinque fili per tutti sarebbero un lavoro insostenibile per ogni azienda. Ha ragione: il peso non può restare sulle spalle dei singoli allevatori. La Provincia deve aiutarli a far funzionare la prevenzione e, quando non basta, dimostrarlo e rimuovere l’orso. Distribuire materiali non basta, servono persone che li facciano funzionare. Sicurezza vera, non slogan: prima le prove, poi la decisione", conclude Simone Magnolini.
Ultimo aggiornamento: 06/11/2026 00:06

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