TRENTO - Per la prima volta EuBiReCo, la conferenza dedicata alla ricerca sulla biodiversità dell’Euregio (Trentino, Alto Adige e Tirolo), è approdata a Trento. Ha preso il via questa mattina al MUSE – Museo delle Scienze la due giorni che riunisce circa 200 ricercatrici e ricercatori, in rappresentanza di 19 università, musei, istituzioni scientifiche e centri di ricerca, italiani e internazionali. L’edizione 2026 è organizzata dal MUSE e dalla Fondazione Edmund Mach.
Quattro keynote speaker di rilievo internazionale, contributi scientifici e occasioni di confronto mettono al centro le nuove frontiere della ricerca, la collaborazione tra territori e le strategie per conoscere e tutelare la biodiversità degli ecosistemi montani. Dallo studio degli effetti dei cambiamenti climatici, a partire dal ritiro dei ghiacciai, all'esplorazione degli habitat estremi, fino all'impiego delle nuove tecnologie per osservare e comprendere la natura: sono molti i temi al centro del programma.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Massimo Bernardi, direttore del MUSE, Elisa Bertò, rappresentante del Trentino nel Segretariato generale dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, Riccardo Velasco, direttore generale della Fondazione Edmund Mach, e David Gruber, direttore del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.
I saluti d'apertura
Nel suo benvenuto, Massimo Bernardi ha ricordato come la biodiversità sia destinata ad assumere un ruolo sempre più rilevante nel dibattito pubblico, anche alla luce delle crisi che minacciano gli ecosistemi. Un tema fondamentale per la salute del pianeta e il benessere delle persone, che richiede maggiore responsabilità e un impegno crescente nella ricerca.
Elisa Bertò ha posto l'accento sulla cooperazione tra i territori dell'Euregio e sulla necessità di rafforzare la connettività: «Siamo parte di un unico ecosistema condiviso. La natura non ha confini», ha ricordato, ringraziando gli organizzatori per l'energia e la visione messe al servizio del convegno. Un principio che richiede un confronto costante tra amministrazioni e istituzioni, la condivisione di dati, conoscenze e risultati scientifici e un approccio interdisciplinare.
Riccardo Velasco ha espresso apprezzamento per l'ampia partecipazione, in particolare per la presenza di tanti giovani, richiamando l'attenzione sulla fragilità dell'ambiente alpino di fronte ai cambiamenti climatici e alle altre minacce. Ha definito EuBiReCo una preziosa occasione per affrontare insieme queste sfide e un appuntamento costante per l'Euregio.
David Gruber ha ripercorso la storia di EuBiReCo, sottolineando il ruolo della conferenza come occasione di confronto e collaborazione scientifica transfrontaliera in cui presentare le ricerche, confrontarsi e costruire relazioni tra istituzioni e comunità scientifica.
Francesco Rovero, direttore dell'Ufficio Ricerca e Collezioni del MUSE, e Damiano Gianelle, dirigente del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach, co-referenti del Comitato scientifico della conferenza, hanno poi presentato la squadra scientifica che ha contribuito alla definizione del programma. Ne fanno parte, in rappresentanza delle diverse realtà di ricerca dell'Euregio, anche Giulia Ferrari (FEM), Mauro Gobbi (MUSE), Cäcilia Lechner Pagitz (Università di Innsbruck), Chiara Paniccia (EURAC Research), Thomas Wilhalm (Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige) e Giulia Tomasi (Fondazione Museo Civico di Rovereto).
A seguire, il primo dei quattro keynote speaker, David Coomes, professore di Ecologia forestale e conservazione all'Università di Cambridge (Regno Unito), ha presentato un caso di studio sulle potenzialità delle tecnologie di remote sensing, tra cui scansioni laser aeree e immagini satellitari, per analizzare le risposte della vegetazione alle attività umane e ai cambiamenti climatici. Gli altri tre keynote speaker saranno Francesco Ficetola, professore di Zoologia all’Università degli Studi di Milano, che parlerà degli effetti del ritiro dei ghiacciai sugli ecosistemi alpini e globali; Tanja Straka, docente alla Hochschule Weihenstephan-Triesdorf (Germania), che approfondirà il rapporto tra comunità umane, fauna selvatica e strategie di conservazione; e David Roiz, ricercatore associato all’Istituto per la ricerca sulla fauna selvatica e la caccia (IREC, CSIC–UCLM, Spagna) e all’Istituto francese per la ricerca sullo sviluppo sostenibile (IRD), che affronterà il tema delle malattie trasmesse da vettori attraverso l’approccio One Health, che integra ambiente, clima e salute.
La dimensione internazionale della conferenza è testimoniata anche dalla partecipazione di istituzioni che arrivano da oltre i confini dell’Euregio, tra cui l’Università di Konstanz (Germania), l’Università di Oviedo (Spagna) e la MIT World Peace University (India).
Programma completo e maggiori info su muse.it
Ultimo aggiornamento:
05/11/2026 16:15:29