BRESCIA - Nell’ambito delle attività di contrasto alle frodi in danno degli interessi finanziari dell’Unione europea e di tutela delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), i militari del Gruppo Brescia della Guardia di Finanza, su delega della Procura Europea – sede di Milano - hanno concluso un’articolata attività investigativa sui contributi previsti dall’iniziativa “Parco Agrisolare – 2° Bando”, Misura M2C1 – Investimento 2.2, di titolarità del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Gli accertamenti hanno riguardato cinque domande di ammissione al contributo, presentate da un unico beneficiario, relative a investimenti rendicontati per circa 1,47 milioni di euro, a fronte di un’agevolazione pubblica pari all’80% delle spese ammissibili, per un contributo richiesto complessivo di circa 1,18 milioni di euro. Le indagini hanno fatto emergere un sistema volto a gonfiare artificiosamente il costo degli investimenti.
Gli impianti fotovoltaici sarebbero stati acquistati da fornitori reali, risultati estranei alla vicenda, a un prezzo inferiore a quello poi dichiarato per ottenere i contributi. Nella documentazione presentata, però, figurava come fornitore una società ritenuta cartiera, priva di dipendenti e di una reale struttura organizzativa, che avrebbe emesso fatture per importi maggiorati.
In questo modo il beneficiario avrebbe potuto rendicontare spese superiori a quelle effettivamente sostenute e, poiché il contributo è calcolato in percentuale sui costi, ottenere somme non spettanti.
L’attività investigativa ha permesso di contestare un’indebita erogazione di 122.802 euro, riferita a uno dei cinque progetti, e, soprattutto, di bloccare tempestivamente ulteriori erogazioni per circa 1 milione di euro, impedendo che le risorse PNRR venissero indebitamente sottratte alla loro destinazione. Il risultato è stato conseguito nel quadro delle indagini coordinate dalla Procura Europea – sede di Milano, in stretta sinergia operativa con il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, con i Referenti Antifrode PNRR e con il soggetto attuatore della misura, il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A., in attuazione del Protocollo d’intesa stipulato con il Corpo. Il GSE ha inoltre avviato le procedure di sospensione e revoca dei contributi relativi alle ulteriori istanze presentate dal medesimo beneficiario.
L’operazione evidenzia la funzione preventiva dell’azione della Guardia di Finanza, che ha consentito non solo di individuare l’ipotizzata indebita percezione, ma soprattutto di interrompere il presunto meccanismo fraudolento prima che venissero erogate ulteriori risorse pubbliche. La condotta contestata è stata ricondotta all’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, prevista dall’art. 640-bis del codice penale. Si evidenzia, infine, che le contestazioni formulate nei confronti dei soggetti coinvolti attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, nei loro confronti vige la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.