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Ingegnere dell’anno, tre premiati nel Bresciano

Simbolo di competenza e impegno sociale: si tratta di Paola Arici, Carlo Piemonte e Alberto Signoroni

BRESCIA - Non solo eccellenza tecnica, ma anche capacità di lasciare un segno, trasmettere valori e diventare punto di riferimento per le nuove generazioni. È con questo mandato che la commissione Giovani dell’Ordine ingegneri di Brescia, guidata da Sara Loda, ha istituito la prima edizione del premio “Ingegnere dell’anno”.

L’obiettivo è valorizzare i percorsi professionali e umani degli iscritti, creando un ponte tra generazioni e raccontando l’ingegneria attraverso storie concrete, esperienze e visioni differenti della professione. “Non esiste un unico modo di essere ingegneri” è il motto scelto e rilanciato durante la premiazione, avvenuta nei giorni scorsi, con protagonisti tre i professionisti, uno per ciascun settore dell’albo.

Per il settore Civile e ambientale il premio è stato assegnato a Paola Arici, apprezzata per il servizio al territorio, l’esperienza maturata in Ance Brescia e il costante impegno nel sociale e nel volontariato.
Per l’ambito Industriale, il titolo di Ingegnere dell’anno è andato a Carlo Piemonte, figura di rilievo nazionale e internazionale nel campo della geotermia, docente universitario, fondatore dell’Unione geotermica italiana e membro della International geothermal association. Infine, il riconoscimento per il settore dell’Informazione è andato ad Alberto Signoroni, per l’attività di ricerca e innovazione nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata alla sanità e per l’impegno nella formazione universitaria. Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato la presidente dell’Ordine Laura Boldi e il segretario Fausto Minelli.

La selezione dell’Ingegnere dell’anno ha preso in considerazione non solo titoli e carriera, ma anche l’impatto professionale, l’impegno sociale, l’attività divulgativa e il contributo dato al territorio e alla comunità professionale. “L’iniziativa – spiega Alessandro Marangoni, coordinatore del premio - nasce come un ponte tra generazioni, con l’intento di creare una memoria storica della professione attraverso esperienze concrete e testimonianze capaci di raccontare i diversi modi di essere ingegnere oggi. Non una competizione, ma un percorso di narrazione e condivisione di valori, esperienze e visioni professionali.

Il progetto proseguirà anche nei prossimi anni; il prossimo appuntamento sarà a giugno, quando i tre premiati incontreranno, nella sede dell’Ordine in città, i colleghi per approfondire la loro storia e analizzare una tema a loro caro
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Ultimo aggiornamento: 21/05/2026 21:22

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