TRENTO - Dopo vent’anni di sperimentazione, il modello diventa realtà istituzionale. Kompatscher: "Siamo all'avanguardia a livello statale", contribuire a mettere al centro la persona nell’ambito della giustizia penale.

La Giunta regionale, guidata dal Presidente Arno Kompatscher, ha ufficialmente istituito il Centro per la Giustizia Riparativa del Distretto di Trento, recependo le novità introdotte dalla Riforma Cartabia
"L’istituzione di questo Centro – ha spiegato il Presidente della Regione – rappresenta il coronamento di un’esperienza pionieristica che il nostro territorio porta avanti da oltre due decenni. Siamo stati tra i primi in Italia a credere in una giustizia che non si limita a punire, ma che lavora per ricucire i legami sociali interrotti.
Oggi quel modello diventa un servizio strutturato, professionale e pienamente integrato nel sistema giudiziario."
Dalla "pena" alla "riparazione"
Il Centro non si occuperà di emettere sentenze, ma di gestire percorsi di mediazione e riconciliazione. L'obiettivo è ambizioso: permettere alla vittima e a chi ha commesso il reato di incontrarsi, assistiti da mediatori professionisti, per affrontare le conseguenze del conflitto e cercare una riparazione che vada oltre la semplice sanzione carceraria.
Come funzionerà il Centro
Il nuovo organismo opererà come hub territoriale per tutto il Distretto della Corte d'Appello di Trento. Ecco i punti chiave:
• Flessibilità: I programmi potranno essere attivati in qualsiasi momento, dal primo giorno del procedimento penale fino a dopo la condanna definitiva.
• Professionalità: I mediatori saranno formati secondo i rigidi standard qualitativi previsti dalla normativa statale.
• Accessibilità: Il servizio garantisce i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), rendendo la giustizia riparativa un diritto accessibile a tutti i cittadini coinvolti in procedimenti penali.