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Iseo, all’Arsenale la nuova mostra “collettiva”

giovedì, 20 gennaio 2022

Iseo – Nuova mostra alla Fondazione l’Arsenale di Iseo (Brescia) ad animare la sede di Vicolo Malinconia 2 da sabato 22 gennaio a domenica 27 febbraio 2022.

Sabato mattina l’inaugurazione della mostra a cura di Melania Raimondi e Camilla Remondina (ACME Art Lab) e con il Patrocinio di Comune di Iseo, visitabile il giovedì e il venerdì dalle ore 15:00 alle ore 18:00, sabato e domenica dalle ore 10:30 alle ore 12:30 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00.

L’ingresso è gratuito e consentito ai soli visitatori muniti di mascherina e Green Pass rafforzato.

All’Arsenale di Iseo il prossimo 22 gennaio 2022 inaugura la collettiva che riunisce tre artiste contemporanee emergenti che operano prevalentemente sul territorio bresciano, dove si sono formate: Valery Franzelli (Chiari, 1998), Serena Nicolì (Varese, 1985) e Valentina Regola (Brescia, 1995).

Sin dal titolo si evince che la mostra /biàn•co/, a cura di Melania Raimondi e Camilla Remondina, tratta i temi dell’uso e della simbologia del colore bianco e, allo stesso tempo, dell’importanza della parola come mezzo per veicolare pensieri ed emozioni. 

Come teorizzato da Isaac Newton nel XVII secolo, il bianco, associato tradizionalmente alla purezza e al candore, raccoglie in sé tutti i colori dello specchio cromatico discostandosi dalle convinzioni precedenti secondo cui il bianco rappresentava una mancanza.

Fin dall’antichità, attraversando luoghi, culture e religioni differenti, questo colore ha portato con sé vari significati contrapposti sia positivi che negativi, dal lutto alla nascita, dal vuoto all’opportunità. Nella filosofia orientale il bianco, e quindi il vuoto, è considerato uno spazio ricco di possibilità, una tela bianca pronta a mostrare l’essenza immateriale delle cose attraverso l’esperienza estetica, spirituale e sensoriale, mentre nella cultura occidentale è associato al nulla, diventando anche motivo di angoscia, un ostacolo non dissimile alla sindrome da pagina bianca.

La ricerca di Valery Franzelli, Serena Nicolì e Valentina Regola è infatti accomunata dall’uso frequente e preponderante del bianco in tutte le sue sfumature di colore e significato.

Valery Franzelli riflette sul vuoto come spazio libero da preconcetti e limiti formali, generatore di opportunità. Infatti nelle opere Grido, Ombra, Profondo e Scrigno il foglio apparentemente bianco, grazie alla luce di Wood che lo illumina, rivela un significato più profondo e complesso di quanto possa sembrare ad un primo sguardo. In Oblio la carta, comunemente usata come supporto, diventa assoluta protagonista: si tratta essenzialmente di un foglio bianco, che deve essere ancora riempito, ma allo stesso tempo carico di parole, storie e pensieri appartenenti a pagine già scritte.

Se Franzelli sperimenta il mondo del possibile Valentina Regola esplora quello dell’immaginario, nella serie degli Anticariati oggetti recuperati dal passato assumono altre sembianze cambiando la loro percezione mediante l’uso del colore. La stessa metamorfosi avviene in Quando mi ritrovai dove l’elemento dello specchio viene alterato a seconda delle emozioni provate dall’artista nel momento dell’atto creativo e permette a chi guarda di scoprire una nuova consapevolezza di sé.

Infine Serena Nicolì, la cui ricerca indaga il mondo dell’interiore e della relazione con sé stessa e con l’altro attraverso l’analisi autobiografica, utilizza il bianco per la sua peculiare caratteristica di purezza come in Amore sprecato, un candido fazzoletto di famiglia su cui l’artista ha ricamato una poesia utilizzando i propri capelli; altre volte si contrappone all’idea di mancanza propria del colore rivisitandolo in una dimensione spaziale con 120 fiori.

Un’altra tematica che lega e rende affini le tre artiste emergenti è l’uso accorto della parola, ricercata e scelta con cura come si trattasse di un vero e proprio componimento poetico, all’interno dei propri lavori, per questo motivo ogni opera in mostra è accompagnata da una breve composizione che evoca emozioni e suggerisce parzialmente una possibile interpretazione dell’opera, lasciando comunque all’osservatore la libertà di lasciarsi trasportare dai propri pensieri. Come queste suggestioni scritte anche la quasi totalità delle opere esposte è stata realizzata ad hoc per la mostra in linea con il progetto Artiste contemporanee voluto dalla Fondazione l’Arsenale di Iseo per valorizzare giovani artisti emergenti.

Fondazione l’Arsenale di Iseo

Situato nel cuore del centro storico di Iseo, l’Arsenale è uno spazio espositivo che ospita mostre ed eventi culturali che spaziano dalla produzione artistica del territorio a personali e collettive che hanno come scopo la valorizzazione dell’arte contemporanea.

Dalla sua nascita ad oggi l’ente ha prodotto mostre ed esposizioni realizzando uno straordinario cammino che non ha eguali nel percorso culturale della Provincia di Brescia.

La sua collezione permanente si compone di oltre 140 opere firmate da 110 artisti che offrono al visitatore un frammento significativo della storia artistica e culturale del territorio, dalla seconda metà del secolo scorso a oggi.

A partire da settembre 2014, la Fondazione l’Arsenale offre a visitatori, studiosi e appassionati d’arte la possibilità di consultare i volumi che fanno parte del proprio archivio: una raccolta di circa tremila pubblicazioni che includono cataloghi e libri d’arte donati negli anni da privati e dagli stessi autori.

La Fondazione, che non ha scopo di lucro, persegue, secondo gli indirizzi e le linee di politica culturale e turistica assunte dall’Ente Fondatore, le finalità di conservazione, manutenzione e valorizzazione di beni storici e culturali ricevuti o acquisiti a qualsiasi titolo, nonché della gestione e valorizzazione di organismi e attività turistiche e culturali nel rispetto dell’origine culturale dei luoghi. Nell’ambito delle sue finalità la Fondazione persegue, anche in collaborazione con terzi: la migliore fruizione da parte del pubblico dei beni culturali e delle attività turistiche; l’organizzazione di mostre, nonché di studi, ricerche, iniziative scientifiche, attività produttive didattiche o divulgative, anche in collaborazione con il sistema scolastico e universitario e con istituzioni culturali e di ricerca italiane e straniere; l’organizzazione di eventi e attività culturali, anche connessi a beni museali di interesse locale, regionale e nazionale e l’organizzazione di itinerari culturali, individuati mediante la connessione fra beni culturali e ambientali diversi, anche in collaborazione con gli enti e organi competenti per il turismo.

Tra le recenti attività si evidenziano: SILVIA INSELVINI. Érebos una mostra a cura di Melania Raimondi e Camilla Remondina (ACME Art Lab) con il supporto della Galleria IAGA Contemporary Art, Cluj-Napoca, Romania, due mostre a cura di Ilaria Bignotti in collaborazione con Camilla Remondina: ANTONIO SCACCABAROZZI. Acquorea una mostra di Archivio Antonio Scaccabarozzi, Milano con il supporto di Galleria Clivio Arte Moderna e Contemporanea, Milano-Parma; MARCELLO GRASSI. Archeologia dello Sguardo con il supporto della Galleria IAGA Contemporary Art, Cluj-Napoca, Romania e l’evento proposto ed organizzato dal Comune di Iseo con il patrocinio di Regione Lombardia GIUSEPPE CARTA. Germinazioni della Terra.

Valery Franzelli

Valery Franzelli nasce a Chiari nel 1998. Recentemente ha aperto SPAZIO15 – uno studio/spazio espositivo a Brescia – che condivide con l’artista Stefano Riboli. Attualmente frequenta il biennio di Arti visive all’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. Nel 2021 ha conseguito il diploma triennale in Pittura presso la stessa accademia. Nel 2017 ha conseguito il diploma in Arti Visive presso l’istituto di istruzione superiore Bruno Munari di Crema. 

Tra le recenti mostre si segnalano: nel 2021 l’opening di SPAZIO15 (Brescia), a cura di Valery Franzelli e Stefano Riboli, In Absentia, a cura di Paolo Sacchini, Giulia Palamidese e Natalie Zangari, Centro storico (Temù, Bs), Kenopsia- Dialoghi aperti tra sei artisti e un palazzo, a cura di Natalie Zangari, Palazzo Palazzi (Brescia), Final Critics, a cura di Paolo Sacchini, Collezione Paolo VI – arte contemporanea (Concesio, Bs); nel 2019 WOWomen Festival – la creazione è femmina, a cura di Accademia di Belle Arti SantaGiulia, Palazzo Gaifami (Brescia), HolyBrixia, a cura di Accademia di Belle Arti SantaGiulia, Duomo vecchio (Brescia).

Serena Nicolì

Serena Nicolì nasce a Varese nel 1985. Attualmente vive e lavora a Brescia. Si diploma in Arti Visive Contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, dopo gli studi e la Laurea in Relazioni Internazionali che per molti anni l’hanno portata a viaggiare e lavorare in diversi paesi del mondo (Spagna, Cina, America Latina). La dimensione dinamica della sua vita influenza profondamente la sua ricerca artistica, che si sviluppa a partire dalla rilettura delle geografie biografiche, identitarie e culturali, sia personali e vissute, che collettive ed immaginate. Lavora con diversi tipi di materia, su cui imprime un’azione fortemente manipolativa e gestuale, con una particolare predilezione per le fibre tessili prevalentemente naturali, accostando anche materiali organici e non.

Il nodo è il sistema emblematico della poetica dell’artista, che nel legame delle fibre cerca e stabilisce il senso del percorso, delle relazioni, il significato del dinamismo della vita. La trama è ambivalenza dell’intreccio della materia e a sua volta narrazione dell’esistenza. Anche la parola accompagna spesso i suoi lavori o ne è parte, correlata o integrata alla dimensione espressiva, come portale che apre verso altri mondi.

Tra le recenti mostre si segnalano: nel 2021 In Absentia, a cura di Paolo Sacchini, Giulia Palamidese, Natalie Zangari, Centro storico (Temù, Bs), GestoZero. Istantanee 2020, a cura di Ilaria Bignotti, ACME Art Lab (Alessia Belotti, Melania Raimondi e Camilla Remondina), Giorgio Fasol e Matteo Galbiati, Ex Chiesa di Santa Maria Maddalena (Bergamo); nel 2020 GestoZero. Istantanee 2020, a cura di Ilaria Bignotti, ACME Art Lab (Alessia Belotti, Melania Raimondi e Camilla Remondina), Giorgio Fasol e Matteo Galbiati, Museo di Santa Giulia (Brescia) e Museo del Violino (Cremona), Esposizione per The 1° Minimally HPB Live Symposium, congresso mondiale, Parco Scientifico-didattico Fondazione Poliambulanza (Brescia) e nel 2019 Final Critics, a cura di Ilaria Bignotti e Paolo Sacchini, Accademia di Belle Arti SantaGiulia (Brescia).

Valentina Regola

Valentina Regola nasce a Brescia nel 1995. Vive e lavora nella medesima città. Consegue il diploma triennale in Scultura e magistrale nel Biennio specialistico in Arti Visive Contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. 

L’artista indaga nuove realtà per accompagnare lo spettatore a viaggiare con l’immaginazione attraverso l’installazione, la fotografia e diverse pratiche relazionali volte al coinvolgimento del pubblico. Spesso, si esprime utilizzando materiali e mobilio di recupero, in modo da restituire una storia a ciò che è stato abbandonato. 

Mediante la realizzazione delle sue opere, le immagini, gli oggetti e l’intervento su di essi, mira ad accompagnare il fruitore all’interno della narrazione di una realtà che gli viene così mostrata nella sua esplicita ingenuità, fino a condurlo negli antri più nascosti di universi paralleli e racconti immaginari legati ad una parvenza di quotidianità terrestre.

Tra le mostre personali si evidenziano: nel 2021 Ciò che ci divide – Nunc, durante e ante, a cura di Serena Filippini, Calicanto (Brescia) e nel 2018 ON YOUR SKIN, a cura di Serena Filippini, Bunkervik (Brescia).

Tra le mostre collettive si segnalano: nel 2021 IN.PULSO, a cura di Walter Bonomi, Sabina Elena Dragomir e Natalie Zangari, Calicanto (Brescia), Caminòm, a cura di Walter Bonomi e Sabina Elena Dragomir, Calicanto (Brescia), In Absentia, a cura di Paolo Sacchini, Giulia Palamidese e Natalie Zangari, Centro storico (Temù, Bs), Oltre, a cura di Walter Bonomi e Sabina Elena Dragomir, Lumi Bar (Brescia), Kenopsia- Dialoghi aperti tra sei artisti e un palazzo, a cura di Natalie Zangari, Palazzo Palazzi (Brescia); nel 2020 GestoZero. Istantanee 2020, a cura di Ilaria Bignotti, ACME Art Lab (Alessia Belotti, Melania Raimondi e Camilla Remondina), Giorgio Fasol e Matteo Galbiati, Museo di Santa Giulia (Brescia) e Museo del Violino (Cremona), Premio d’arte Comune di Sarezzo 2020, Palazzo Avogadro, Sarezzo (Bs); nel 2019 GUIDAMI TU, LUCE GENTILE, a cura di Ilaria Bignotti e Paolo Sacchini, Museo Diocesano (Brescia), Periferiche Visioni, a cura di Paolo Sacchini e Massimo Tantardini, Palazzo Martinengo (Brescia); nel 2018 Concorso di pittura TAVOLOZZA DI COLORI, a cura di Anna Albertelli, Antica Fratta (Monticelli Brusati, Bs), Performance sonora, a cura di Celeste Lombardi, Musil – Museo del Ferro di San Bartolomeo (Brescia), Fabulares Creaturae, a cura di Adriano Rossoni, Museo di Scienze Naturali -Collezione di Anatomia Comparata (Bologna) e MERAVIGLIARTI IN CITTA’, Torre del Popolo, Palazzolo sull’Oglio (Bs).

ACME Art Lab

ACME Art Lab è un collettivo curatoriale nato con lo scopo di valorizzare e divulgare l’arte contemporanea sul territorio nazionale e internazionale mediante progetti espositivi, performance, laboratori didattici, conferenze ed altri eventi artistici, mettendo in risalto artisti prevalentemente emergenti e realizzando eventi capaci di coinvolgere un ampio pubblico tramite una proposta educativa ad hoc.

ACME Art Lab nasce nel 2018 da un’idea di Alessia Belotti, Melania Raimondi e Camilla Remondina. Tra le recenti attività si evidenziano: curatela delle mostre /biàn·co/ (gennaio – febbraio 2022) e Érebos (dicembre 2021 – gennaio 2022) per il periodo dedicato ai giovani, Fondazione l’Arsenale di Iseo; curatela della mostra collettiva AT WORK! Lavoro, Società, Comunità nell’Arte Contemporanea, MO.CA – centro per le nuove culture di Brescia (novembre 2021 – gennaio 2022) e Spazio Berlendis di Venezia (novembre 2021 – febbraio 2022); curatela del progetto The Coketown Effect (novembre 2021) vincitore del bando per curatori di The Others Art Fair di Torino; curatela della mostra virtuale [C]OSTRUZIONI (febbraio – marzo 2021) selezionata per la prima edizione di Trento Art Festival; curatela delle due mostre personali Fratture ed Herbarium (settembre – ottobre 2020) per Meccaniche della Meraviglia 14, Brescia e Puegnago del Garda; curatela della mostra itinerante GestoZero. Istantanee 2020, Museo della Città Santa Giulia di Brescia (agosto – settembre 2020), Museo del Violino di Cremona (ottobre – novembre 2020) e Ex Chiesa di Santa Maria Maddalena di Bergamo (giugno – luglio 2021); ideazione del laboratorio didattico Not ordinary night for not ordinary people (gennaio 2020) inserito nel circuito ART CITY Segnala 2020 in occasione di Arte Fiera, Ersel SIM S.p.A. di Bologna; assistenza alla curatela e didattica integrata della mostra Africa Now (novembre 2019 – gennaio 2020), MO.CA – centro per le nuove culture di Brescia; curatela di Contaminazioni, a cura di Alessia Belotti, Bunkervik di Brescia, Geminantis, a cura di Melania Raimondi, e Transient, a cura di Camilla Remondina, spazio contemporanea di Brescia inserite nel circuito di Meccaniche della Meraviglia 13 (marzo – aprile 2019).



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