SONDRIO - "
I grandi campioni ripassano sempre le basi, dieci, cento, mille volte. Sanno che basta un errore elementare per compromettere il risultato".

In montagna vale la stessa cosa: per tutti è chiaro che
non si cammina su un ghiacciaio con le ciabatte, eppure - non è un aneddoto - è accaduto. Non è solo una questione di prestazioni: se non si fa attenzione, ancora prima di partire, si rischia la pelle. Il buon senso suggerisce che, per esempio, le scarpe o le giacche estive non vanno bene in inverno; oppure che trovarsi in quota ed esporsi al freddo non è una buona idea.
Di recente ci sono stati alcuni interventi in cui le persone recuperate erano equipaggiate in modo inadeguato.
"Gli imprevisti sono sempre in agguato, dappertutto ma, a causa di errori e disattenzioni evitabili, la situazione può diventare pericolosa. Portare a valle le persone soccorse sane e salve è l’obiettivo principale e anche la più grande soddisfazione dei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico. Si preparano e si allenano tutto l’anno, si rendono reperibili di giorno e di notte, abbandonano all’istante quello stanno facendo per correre in aiuto di chi ne ha bisogno. Però mettiamoci del nostro: responsabilità, attenzione e rispetto, per sé, per la montagna e anche per chi viene a toglierci dai guai", ricorda in una nota il CNSAS Lombardo.