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Il patriarca dei castagni lega il Trentino alla Sicilia

Incontro a Palazzo Trentini con il presidente Claudio Soini

Trento - Il patriarca dei castagni lega il Trentino alla Sicilia. Il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini ha incontrato i promotori dell’iniziativa che ha salvato l’albero più antico d’Europa (nella foto da sinistra Fulvio Viesim Claudio Soini e Alfio la Spina)

Una bella storia di vita e di amore per la natura: vita e natura che si sono trasformate in un messaggio di pace. Protagonisti, un castagno millenario (dovrebbe avere 3600-4000mila anni, per capirci è nato 1500 anni prima di Aristotele) che vive a Sant’Alfio, un paese in provincia di Catania; un esperto di queste maestose piante, Fulvio Viesi, presidente dell’Associazione di tutela dei marroni di Castione; il sindaco del paese siciliano, Alfio La Spina e gli amministratori che l’hanno preceduto. Una storia legata alla vita millenaria di questa pianta - lo chiamano il castagno dei Cento Cavalli - che, come ha spiegato Viesi nell’incontro di oggi con il Presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, è partita nell’ormai lontano 2002 quando l’allora assessore del comune etneo, Agostino Musumeci, raccontò all’appassionato coltivatore di Castione dell’esistenza di questo straordinario monumento vegetale. Un essere unico (probabilmente l’albero più antico d’Europa) che aveva però bisogno di cure che solo mani esperte potevano dargli. Come ha ricordato il sindaco, l’albero era stato giustamente dichiarato patrimonio Unesco, quindi tutelato dalla legge.
Naturalmente un bene, che però ha reso più lungo l’iter per arrivare alla cura: la Sovrintendenza di Catania voleva, giustamente, essere sicura che i “medici” erano quelli giusti. E così, ha raccontato Viesi, dopo un incontro con tutti i soggetti interessati alla tutela del patriarca dei castagni europei, nel 2016 è stato firmato un protocollo che ha aperto le porte agli interventi. Per prima è stata applicata una terapia a base di insetti antagonisti (dal Trentino ne sono stati portati ben 11 mila) e poi, nell’aprile 2022, si è messa mano alla potatura e in 4 giorni di lavoro il grande vecchio è stato liberato da 250 chili di tumori vegetali e rami secchi. Un successo, ha ricordato il sindaco di Sant’Alfio: l’albero ha prodotto 500 chili di castagne, ma soprattutto ha messo su una chioma rigogliosa. Insomma, è ringiovanito di qualche centinaio d’anni. Ora, ha ricordato Viesi, il bisnonno dei castagni avrà un figlio che prenderà dimora a Sardagna, un bel luogo per questi alberi. Su un alberello di Castione è stato innestato un ramo del grande progenitore siciliano che porterà il suo patrimonio genetico qui sulle Alpi nella città del Concilio. Ma, ha raccontato ancora Viesi, il castagno dei Cento Cavalli avrà altri figli che andranno a vivere nei giardini del Vaticano, a Gerusalemme e ad Assisi. Eredi di un testimone verde di pace che con i sui 4000 anni testimonia l’importanza della tutela della vita in tutte le sue forme.

L’incontro di Palazzo Trentini è stato anche l’occasione per avere informazioni sulla realtà del catanese e di un rapido confronto tra la nostra autonomia e quella siciliana. Il sindaco di Sant’Alfio ha detto che l’agricoltura del suo comune ha grandi potenzialità e ottimi prodotti, ma per sviluppare il settore servirebbe un modello cooperativo simile a quello trentino, difficile da esportare in Sicilia anche se, passo dopo passo, le cose sembrano cambiare anche sull’isola. Soini, ringraziando per la visita, ha spiegato agli ospiti siciliani come funziona la nostra autonomia che, ha ricordato, si basa sui valori della cooperazione.
Ultimo aggiornamento: 25/06/2024 18:47:29
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