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Il Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige capitale delle Autonomie

venerdì, 14 gennaio 2022

Trento – Il Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige è stato per un giorno “capitale” delle Autonomie del nostro Paese. Clima di grande condivisione e agenda dalle tempistiche serrate hanno contrassegnato oggi a Trento la riunione plenaria del Coordinamento dei Consigli regionali a Statuto speciale e delle due Province autonome.

Nonostante le difficoltà legate al Covid non sono voluti mancare Gianfranco Miccichè (presidente Consiglio regionale Sicilia), Michele Pais (presidente Consiglio regionale Sardegna), Alberto Bertin (presidente Consiglio regionale Valle d’Aosta) con Piero Mauro Zanin (presidente Consiglio regionale Friuli Venezia e coordinatore in carica del Coordinamento) impossibilitato all’ultimo dall’esserci a causa di un contrattempo ma collegato in remoto con il Palazzo di piazza Dante. Nelle vesti di “padroni di casa”, Josef Noggler (presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige) con il vicepresidente vicario Roberto Paccher ed il vice ladino Luca Guglielmi. Per le aule legislative delle due Province al tavolo i due presidenti, il trentino Walter Kaswalder e la presidente altoatesina Rita Mattei.

Gli ospiti non hanno potuto fare a meno di notare come l’Autonomia regionale possa contare anche sulla straordinaria ricchezza delle 5 lingue parlate tra Alto Adige e Trentino, con il presidente del Consiglio regionale Noggler a portare dunque i propri saluti e ad augurare buon lavoro in tedesco e con il vicepresidente Luca Guglielmi a fargli eco nell’idioma latino.

Poi spazio all’agenda con il vicepresidente trentino dell’aula regionale, Roberto Paccher, a tirare le fila di un lavoro iniziato diversi mesi fa e che era stato messo a fuoco nella precedente riunione tenutasi in Sicilia: “Un motivo di orgoglio aver organizzato in presenza a Trento questo Coordinamento nonostante il Covid. L’aver lavorato guardando negli occhi i colleghi ha contribuito a rinsaldare un clima di totale condivisione sulle cose fare e sul modo per arrivarci. Appare chiaro a tutti come i nostri organismi legislativi autonomi debbano muoversi in sintonia con gli esecutivi e su questo il collega Zanin sta lavorando con il presidente della giunta provinciale Arno Kompatscher che riveste anche un ruolo di coordinamento nazionale per i governi locali”.

I temi sul tavolo del Coordinamento: “Lavoriamo da tempo sulle clausole di maggior favore e sulle norme di attuazione degli Statuti speciali. Occorre insistere in un confronto con il Parlamento per una modifica degli Statuti di Autonomia, mentre noi Territori facciamo la nostra parte con un tavolo di lavoro congiunto che ci permetta di arrivare ad una proposta di riforma costituzionale dei cinque Statuti il più possibile condivisa. Vogliamo superare l’aspetto del contenzioso tra il Governo ed il processo dinamico dell’Autonomia. Il secondo punto? Strumenti nuovi sembrano imprescindibili anche per muoverci ed essere rappresentati, da territori autonomi, in quell’Europa che è a sua volta chiamata a dare risposte in modi e tempi forzatamente cambiati. Vogliamo puntare ad una modifica della legge elettorale europea che nella sua attuale forma risale al 1979: il meccanismo presenta il limite della sotto rappresentanza dei territori di dimensioni più ridotte, in parte coincidenti con quelli ad autonomia speciale. La nostra intenzione è quella di riuscire ad avere, indicativamente nei prossimi mesi, una proposta di modifica della legge elettorale europea da presentare al Parlamento” ha riassunto Paccher al termine dei lavori nella Sala Rosa della Regione.

Il Coordinamento ha preso in esame infine, ma non ultimo, il tema del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr: “Crediamo – hanno argomentato a Trento i presidenti – che alle aule legislative delle Speciali non possa bastare un ruolo ancillare nei confronti del Piano. Quello che puntiamo ad avere è un ruolo di indirizzo e di monitoraggio della sua applicazione”.



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