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Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato due mozioni

La Conferenza dei capigruppo ha definito l'ordine del giorno delle sedute consiliari del 24, 25 e 26 novembre prossimi

TRENTO - Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato stamane due mozioni e ne ha respinta una terza. L'assemblea riprenderà la discussione con la mozione 440 di Roberto Stanchina, che ha riferito all’aula di avere trovato un’intesa con la Giunta su un emendamento che sostituisce il precedente dispositivo.

Mozione 461 Chiara Maule (Campobase) Contrasto alla povertà energetica in Trentino
Il testo è stato emendato d’intesa con la Giunta e approvato all’unanimità. L’impegno ora è a definire misure volte al contrasto della povertà energetica, a rafforzare la promozione delle comunità energetiche rinnovabili e delll’autoconsumo collettivo; ad accelerare la realizzazione di interventi di efficientamento energetico degli edifici scolastici di competenza provinciale, con particolare attenzione all’illuminazione, alla regolazione degli impianti e all’estensione del monitoraggio e del telecontrollo. Francesco Valduga ha espresso soddisfazione per l’intesa raggiunta su una mozione che si occupa di bisogni concreti della nostra gente. Mozione 449 Luca Guglielmi (Fassa) Un pozzo di emergenza per l’acquedotto di Sèn Jan di Fassa La mozione chiede alla Giunta di supportare l’amministrazione comunale nella verificare della fattibilità tecnica e autorizzativa di un pozzo di emergenza nel Comune di Sèn Jan di Fassa, da utilizzare esclusivamente come fonte sussidiaria nei periodi in cui le sorgenti principali risultino temporaneamente compromesse sotto il profilo qualitativo o quantitativo. Il documento richiama in particolare le criticità ricorrenti dell’acquedotto “Sojal”, che in occasione di forti temporali può registrare fenomeni di torbidità o contaminazione dell’acqua, con conseguenti ordinanze di limitazione dell’uso potabile. La mozione chiede inoltre che, nell’istruttoria, siano considerate le peculiarità geografiche, paesaggistiche, turistiche ed economiche della Val di Fassa, valutando anche la sostenibilità dell’opera rispetto ai vincoli ordinari. Si chiede infine di garantire che l’eventuale nuova concessione per il pozzo di emergenza non comporti la decadenza o la riduzione delle concessioni relative alle sorgenti storiche già utilizzate dal Comune. Assessora Giulia Zanotelli e minoranze favorevoli, voto unanime dell’aula.

Mozione 451 Paolo Zanella, Francesca Parolari, Alessio Manica, Michela Calzà, Andrea de Bertolini, Lucia Maestri e Mariachiara Franzoia (PD Trentino) No al CPR di Trento, sì a un sistema diffuso di accoglienza. Respinta La proposta di mozione – respinta dopo oltre due ore di dibattito, con 20 no e 13 sì - chiedeva alla Giunta di recedere dall’accordo con il Ministero dell’Interno per la realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri a Trento, alla luce delle pesanti criticità (fino ai suicidi) che i proponenti richiamano con forza sul piano dei diritti fondamentali della persona e dell’efficacia stessa dei CPR rispetto ai rimpatri. La mozione proponeva inoltre di rivedere il previsto dimezzamento dei posti di accoglienza per richiedenti protezione internazionale (definito con il ministro Piantedosi) e di investire maggiormente su politiche di prevenzione, inclusione e accompagnamento, per evitare situazioni di marginalità e permanenza in strada. Veniva infine chiesto di adottare il modello di amministrazione condivisa “Filiera Trentino”, ampliando i posti disponibili e distribuendo maggiormente l’accoglienza nelle comunità del territorio, con percorsi di formazione, inserimento lavorativo e inclusione sociale e abitativa, d’intesa con il Consiglio delle autonomie locali. Lucia Coppola ha condiviso l’analisi di Zanella, ricordando che la Diocesi e le organizzazioni datoriali stesse hanno espresso contrarietà ai Cpr. Ha ricordato che i Cpr non nascono per contrastare la criminalità, ma ospitano (senza processo alcuno) persone semplicemente irregolari perché prive di permesso di soggiorno, spesso per motivi burocratici o legati al venir meno del rapporto di lavoro. Sono braccianti, camerieri, manovali, badanti. Spesso i Paesi di origine sono contrari ai rimpatri e tutto si risolve nella permanenza nei Cpr con violazioni dei diritti dell’uomo. Questi centri – ha detto la consigliera verde – sono campi di prigionia in tempi di pace. Francesco Valduga ha premesso che anche il centrosinistra condanna violenza, disordine e illegalità. Ciò detto, la prima reazione dev’essere – anche cristianamente – l’accoglienza degli immigrati, che sono prima di tutto persone, come ci ricorda il vescovo Tisi. Occorre fare prevenzione e non semplice repressione. Servono politiche di accoglienza ordinata come prima risposta, i Cpr non vanno bene e non producono nemmeno solleciti rimpatri.
Il Cpr è stato tra l’altro previsto a Trento in una pessima soluzione logistica. Serve a fare propaganda a buon mercato, questo sì.

Di tutt’altro avviso Mirko Bisesti. Il consigliere di centrodestra ha opposto che fu Minniti del Pd a lavorare per primo all’idea di un Cpr per regione. Quando a Trento l’autore di reati viene fermato e inviato in un Cpr fuori regione, tutti plaudono. Poi però non si vuole il Cpr a Trento. Se il 41% dei fermati in Cpr viene espatriato, a me sembra un indice di efficienza del sistema. Noi prevediamo un centro da 25 posti, gestibile, e questo non significa abdicare alle politiche di accoglienza, che sono altra cosa (Zanella ha opposto che l’accordo Fugatti-Piantedosi ha proprio messo assieme Cpr e riduzione dell’accoglienza). Le regole vanno rispettate e il Trentino – ha concluso Bisesti - non può restare l’ultima regione d’Italia dove il provvedimento di espulsione rimane un pezzo di carta senza effetto. Anche Eleonora Angeli ha detto no alla mozione Zanella: i Cpr sono strumenti necessari, anche se ovviamente devono garantire condizioni dignitose di permanenza. Ciò detto, bene il progetto Filiera Trentino, bene l’accoglienza di chi viene con dignità per lavorare. Maria Bosin ha definito risorsa la forza lavoro che arriva dall’estero, una risorsa che va trattata bene e accolta. Poi ci sono i richiedenti asilo, che vanno aiutati a integrarsi e a superare il momento di grande difficoltà. Bisogna però verificare la loro condizione, c’è chi non ha diritto a rimanere in Italia e questo deve essere rimpatriato e non deve darsi alla macchia. I Cpr, dunque, servono per trattenere queste persone ed evitare che vadano a creare delinquenza. Servono e non devono però essere assimilati a delle carceri, ma ospitare in modo dignitoso, umano e adeguato. Christian Girardi: noi siamo per non aumentare i numeri dell’accoglienza , a fronte di un sostrato di criminalità già eccessivo per la nostra città e per il Trentino. Troppo buonismo fa danni, la situazione nel capoluogo è eloquente. La nostra terra sa accogliere chi viene regolarmente per lavorare, diversa è l’immigrazione incontrollata dal nord Africa. Il Cpr favorisce una immigrazione controllata. Filippo Degasperi: i Cpr esistono fin dalla legge Bossi Fini e non danno buoni risultati. Costano (3 milioni dei trentini per il centro da fare a Trento) e ospiteranno in buona parte, nel nostro caso, ospiti provenienti da fuori provincia. Ricordiamoci poi – e qui difendo il sindaco Ianeselli – che la pubblica sicurezza è competenza dello Stato e anche del presidente della Provincia, non dei sindaci. Dov’è Piantedosi, cosa sta facendo per garantire la sicurezza ai trentini (penso al quartiere della Portèla, per esempio)? Dove sono i risultati del governo di centrodestra? Zanella ha voluto specificare che il Pd non chiede certo di aumentare il numero di chi immigra aprendo le porte, bensì di chi viene accolto tra quanti già oggi immigrano. Altra annotazione: i decreti flussi basati sulla legge Bossi Fini sono del tutto insufficienti e inefficaci a far venire in Italia i lavoratori che il sistema economico richiede. Le regole vanno cambiate. Paola Demagri s’è schierata con la mozione Zanella, ricordando l’epoca in cui a emigrare erano i trentini. Il dispositivo del testo è di assoluto buon senso. Antonella Brunet ha osservato che si deve dare risposta al bisogno di sicurezza sentito dalla popolazione. Il Cpr è un ottimo compromesso tra integrazione e sicurezza, poi sono d’accordo sul fatto che si deve vigilare sulla qualità e dignità della struttura. Luca Guglielmi ha detto di essere in netto contrasto con le idee del centrosinistra in materia di immigrazione. Il Cpr sta nel nostro programma amministrativo, premiato dagli elettori trentini. Nel Cpr vanno gli irregolari ed è giusto così perché devono tornare a casa loro. Anche Daniele Biada ha evidenziato che chi si trova in Trentino in modo irregolare deve pur essere fermato e rimpatriato.
Andrea de Bertolini ha detto che si deve certo esercitare massimo rigore per chi commette reati, dopo di che occorre capire le ragioni sottostanti la criminalità. Il Cpr non tutela i diritti fondamentali, è un luogo dove non si rispettano i diritti della persona, l’ha detto anche la Corte Costituzionale. Le derive securitarie e repressive della destra sono alibi per consentire di giustificare politiche simboliche e che non risolvono davvero i problemi. Creano invece la cultura del nemico

La Conferenza dei capigruppo, riunita poco fa dal presidente Claudio Soini, ha deciso l'ordine del giorno delle sedute consiliari del 24, 25 e 26 novembre prossimi. Dopo il question time e il bilancio preventivo 2027 del Consiglio provinciale, il tema forte sarà dato dal ddl 92 Tonina sull'integrazine sociosanitaria. A seguire la comunicazione di Giunta all'aula richiesta da Filippo Degasperi sul tema dei lavori al bypass ferroviario di Trento.
Ultimo aggiornamento: 05/11/2026 13:55

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