BRENO (Brescia) - "Tesserino digitale per i pescatori? No, grazie". Il
Consorzio Pescatori della Valle Camonica, guidati dal
presidente Walter Corini, sta seguendo
"i lavori in Commissione Agricoltura ed in Consiglio Regionali di queste settimane, dove, fra alcune postille incomprensibili (l'obbligo di recidere parte della coda dei pesci trattenuti dai dilettanti per evitare di commercializzare il pesce, recentemente approvata in ordinamentale, praticamente una mutilazione al pesce pescato, sfiora il ridicolo) l'obbligo appena approvato in Commissione (con una maggioranza spaccata) del tesserino digitale per ogni pescatore"
"Riteniamo tale misura inutile e dannosa per tutto il comparto - proseguono i
Pescatori Valle Camonica -
. Crediamo che le priorità dei nostri ecosistemi acquatici e del mondo pesca sia ben diversa, fra gestione dei pesci altoctoni (e mancate semine di pesci considerati alloctoni ma presenti da secoli), controllo delle derivazioni idroelettriche, svasi dei bacini e controllo degli uccelli ittiofagi le priorita per Regione Lombardia dovrebbero a nostro avviso essere ben altre.
Dannosa, perché una misura di questo tipo porterebbe ad una ulteriore complicanza verso i nostri pescatori, di ogni età, senza assolutamente importare nessun beneficio verso il controllo del pescato".
Il
Consorzio Pescatori Valle Camonica ricorda
"la disastrosa esperienza della gestione quinquennale del Bacino 10, dove ben 4 delle sigle di Associazioni Riconosciute firmatarie delle richieste verso Regione non sono riusciti a dare nessun valore aggiunto alla pesca ed agli ecosistemi, creando unicamente un danno al comparto locale".
UNA BATTAGLIA PERSA
Il Consiglio regionale ha approvato ieri il tesserino digitale, con una maggioranza inedita.
"Ho fatto tutto il possibile, battendomi fino all’ultimo minuto in Aula e in Commissione, per evitare che sul mondo della pesca lombarda si abbattesse l’ennesima scure fatta di burocrazia e sanzioni spropositate.
Purtroppo, l’emendamento del gruppo di Fratelli d’Italia per eliminare il tesserino digitale segna-catture è stato bocciato, e i nostri pescatori si troveranno ora a dover gestire inutili complicazioni informatiche e stangate fino a 6.000 euro", è un fiume in piena Carlo Bravo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Agricoltura, che esprime forte amarezza e delusione al termine delle votazioni.
“Siamo di fronte a un quadro politico paradossale: il tesserino digitale segna-catture, voluto dalla Lega in Commissione Agricoltura, è stato confermato ed è passato con il voto convergente di Forza Italia e del Partito Democratico”, denuncia Bravo. “Come Fratelli d'Italia ci siamo opposti con fermezza fin dal primo momento, ma l'Aula ha scelto di proseguire su una strada del tutto sbagliata, sorda alle reali esigenze del territorio”.
A pesare ulteriormente sull'intero comparto è anche la stretta sulle sanzioni approvata dal Consiglio regionale. “Non bastava la complicazione burocratica del tesserino digitale: è passato infatti un ulteriore emendamento, sempre a prima firma Lega, che raddoppia le sanzioni sulla pesca. Per chi utilizzerà attrezzi e mezzi non consentiti la multa potrà ora raggiungere la cifra enorme di 6.000 euro. Ho provato in tutti i modi a spiegare ai colleghi di maggioranza che il settore non si tutela penalizzando o terrorizzando chi pratica la pesca con passione e responsabilità, ma purtroppo le nostre ragioni non sono state ascoltate”.
“Sono amareggiato e dispiaciuto per i tantissimi pescatori lombardi che subiranno le conseguenze dirette di queste decisioni”, aggiunge Bravo. “Noi di Fratelli d’Italia abbiamo fatto la nostra parte a testa alta e fino in fondo. Mi auguro vivamente che i pescatori si ricordino chi è stato davvero dalla loro parte e chi invece ha preferito cedere a un’impostazione punitiva”.
"Ora si aprirà un tavolo di confronto in Regione con le associazioni dei pescatori. Chiederò che siano coinvolte anche le realtà locali e gli stessi pescatori, perché esiste una grande comunità di appassionati che vive ogni giorno il mondo della pesca e che merita di essere ascoltata, anche al di fuori delle sigle regionali riconosciute", conclude il vicepresidente.
Condivido pienamente la linea del gruppo di Fratelli d'Italia - dichiara l'assessore all'Agricoltura e sovranità alimentare Alessandro Beduschi -. Dal punto di vista tecnico la proposta presentava elementi certamente condivisibili, ma su temi che incidono direttamente sull'attività di migliaia di pescatori è indispensabile costruire un percorso di confronto preventivo con le associazioni di categoria. È mancato il necessario coordinamento e, per questo, abbiamo ritenuto che non vi fossero le condizioni politiche per procedere oggi. Probabilmente, attendendo qualche mese e sviluppando un dialogo più approfondito, si sarebbe potuti arrivare a una soluzione largamente condivisa. È un'occasione persa, ma resta la volontà di proseguire il confronto per arrivare a una riforma equilibrata, partecipata e realmente utile al comparto".