TRENTO - Il dibattito sul futuro di Dolomiti Energia e sul rinnovo delle concessioni idroelettriche merita un approccio serio, tecnico e pragmatico. Troppo spesso, invece, assistiamo a prese di posizione ideologiche che riducono tutto allo slogan della “sovranità” o del “no alla quotazione”, senza affrontare il vero nodo della questione: il futuro industriale ed energetico del Trentino.
Come Giovani Autonomisti Trentini "riteniamo che l’idroelettrico rappresenti un asset strategico fondamentale per il nostro territorio. L’energia prodotta dall’acqua è una ricchezza storica del Trentino e costituisce un elemento centrale della nostra autonomia, della sicurezza energetica e dello sviluppo economico provinciale. Proprio per questo il tema va affrontato con responsabilità.
Oggi oltre il 70% degli impianti idroelettrici italiani ha più di quarant’anni di vita. Dighe, condotte, turbine, cabine elettriche e infrastrutture di rete necessitano di manutenzioni sempre più complesse e costose, oltre che di importanti investimenti tecnologici per l’efficientamento, la sicurezza e la competitività del sistema energetico trentino".
Il rinnovo delle concessioni previsto nei prossimi anni pone quindi una domanda concreta: con quali risorse finanziarie il Trentino intende sostenere questi investimenti? "Ignorare il tema del capitale necessario significa affrontare la questione in maniera incompleta. Difendere il controllo territoriale senza garantire la sostenibilità industriale del sistema rischia di indebolire proprio ciò che si vuole proteggere.
Allo stesso tempo, riteniamo legittime le preoccupazioni di chi teme una perdita di legame col territorio o una gestione esclusivamente orientata alla logica del profitto. L’energia non è un bene qualsiasi: oggi rappresenta anche una questione di sicurezza nazionale e di stabilità economica e sociale", proseguono.
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Per questo crediamo che il vero obiettivo debba essere trovare un equilibrio tra: mantenimento del controllo strategico pubblico e territoriale; capacità di attrarre capitali per investimenti e innovazione; tutela dell’interesse dei cittadini trentini; sicurezza energetica e sostenibilità del sistema.
La discussione sulla quotazione di Dolomiti Energia non può essere affrontata con approcci ideologici o tifoserie. Servono numeri, piani industriali, valutazioni economiche e una visione di lungo periodo.
Il Trentino deve evitare due errori opposti: da un lato chiudersi in una posizione conservativa che rischia di bloccare investimenti fondamentali; dall’altro svendere il proprio patrimonio strategico senza adeguate garanzie pubbliche", come Giovani Autonomisti Trentini chiediamo quindi "un confronto aperto, trasparente e competente, che coinvolga istituzioni, università, tecnici e territori. Il futuro dell’energia trentina non può essere deciso sulla base degli slogan, ma sulla base di una strategia chiara per i prossimi decenni".