CLES (Trento) - Si è svolta oggi pomeriggio, lunedì 28 settembre, nella sede municipale di Cles una riunione operativa che ha visto al tavolo la giunta comunale clesiana, guidata dalla sindaca
Stella Menapace, e le Comunità della Val di Non e della Val di Sole, rappresentate dai presidenti
Martin Slaifer Ziller e
Lorenzo Cicolini, confrontarsi sulla situazione che si è venuta a creare all’
ospedale Valli del Noce dove, come riportato dalla stampa nei giorni scorsi, il primario di ortopedia
Luigi Umberto Romano e tre medici dello stesso reparto,
Marino Boi, Luca D’Orazio e Federico Zancan, hanno rassegnato le proprie dimissioni.

Dimissioni che saranno operative a partire dal 1° gennaio 2027.
"La direzione medica dell’ospedale ci ha assicurato che la fase di transizione verrà gestita al meglio, garantendo la continuità del servizio con i pazienti che resteranno in carico anche con l’inizio del nuovo anno – fanno sapere
Menapace, Slaifer Ziller e Cicolini –.
Quando abbiamo appreso la notizia delle dimissioni dei medici ci siamo subito attivati, chiedendo all’Azienda Sanitaria che venga mantenuto questo servizio d’eccellenza sul territorio. La nostra responsabilità, in questo senso, sarà quello di continuare a presidiare l’ambito sanitario affinché quest’impegno sia rispettato".
Le amministrazioni locali, che non erano a conoscenza del fatto che i quattro professionisti avevano intenzione di lasciare l’incarico, riconoscono il valore dei professionisti che hanno lavorato nel reparto di ortopedia.
"Sono medici preparati e competenti, che hanno costruito nel tempo la propria esperienza e le proprie competenze anche all’interno dell’Ospedale di Cles. Il loro percorso professionale, infatti, rappresenta il risultato del lavoro svolto nel nostro ospedale e delle opportunità di crescita che esso ha saputo offrire. Nel tempo, questi professionisti hanno costruito con molti cittadini un rapporto di fiducia, fatto di competenza, disponibilità, continuità e conoscenza reciproca.
È una relazione che va oltre il singolo intervento o la singola prestazione sanitaria: significa sapere di poter ritrovare un professionista che conosce il proprio percorso, che ha seguito il paziente nel tempo e al quale ci si può affidare con serenità".
Anche per questo, la parte politica locale si sente di “difendere” l’ospedale del territorio. "Difendere l’Ospedale di Cles – sottolineano Menapace, Slaifer Ziller e Cicolini – significa anche difendere una sanità pubblica di prossimità, capace di garantire ai cittadini un accesso alle cure vicino al proprio territorio. Un servizio sanitario pubblico forte ha bisogno di presidi ospedalieri efficienti, di professionisti valorizzati e di condizioni che permettano al personale di lavorare con serenità e continuità. L’ospedale rappresenta un presidio fondamentale per le comunità che serve, e come territorio intendiamo continuare a sostenerlo. Per questo ci teniamo a ringraziare tutto il personale che sceglie di continuare a lavorare negli ospedali periferici".
Gli amministratori ritengono però importante sottolineare anche una questione di metodo: «Le dimissioni sono state presentate il venerdì pomeriggio e la notizia è stata resa pubblica prima ancora che il relativo protocollo fosse formalizzato. Avremmo voluto avere la possibilità di essere informati e ascoltati prima, per poter comprendere la situazione, confrontarci con i professionisti e con l’Azienda sanitaria e, per quanto nelle nostre possibilità, contribuire a trovare soluzioni. Non vogliamo alimentare contrapposizioni. Vogliamo però che, soprattutto quando si parla di servizi sanitari fondamentali per una comunità, il territorio venga coinvolto e possa essere parte del confronto prima che le decisioni siano già assunte e comunicate».
Per la giunta comunale di Cles e le Comunità della Val di Non e della Val di Sole è essenziale, soprattutto, che tutta la parte politica, in particolare quella legata all’ambito locale, si muova per il bene del territorio. "Oggi è il momento di lavorare insieme affinché venga garantita la continuità del servizio, siano tutelati i pazienti, venga dato ascolto al personale e sia salvaguardato il principio di una sanità pubblica accessibile e vicina alle persone – concludono la sindaca e i presidenti delle due Comunità di Valle –. Il nostro ospedale è un patrimonio della comunità. E la comunità c’è".