TRENTO - Caro carburante, Fnaarc Trentino: "Per gli agenti servono certezze, non solo proroghe". Muraglia: "Il carburante è un costo diretto dell’attività. Servono interventi strutturali e una fiscalità dell’auto adeguata alla realtà degli agenti".
Il caro carburante torna a pesare sull’attività degli agenti e rappresentanti di commercio, categoria per la quale l’automobile rappresenta uno strumento di lavoro indispensabile. Fnaarc a livello nazionale, ha evidenziato la necessità di interventi strutturali capaci di attenuare nel tempo la volatilità dei prezzi e consentire agli agenti di programmare con maggiore certezza i costi della propria attività. Una posizione che Fnaarc Trentino condivide e rilancia sul territorio, dove gli elevati chilometraggi e la necessità di utilizzare quotidianamente l’auto rendono particolarmente evidente l’impatto dei rincari.
"Per gli agenti di commercio il carburante non è una voce di spesa accessoria: è un costo direttamente legato alla possibilità stessa di svolgere il proprio lavoro. Gli agenti percorrono ogni giorno centinaia di chilometri per incontrare clienti e visitare aziende e non possono semplicemente ridurre gli spostamenti quando il prezzo alla pompa aumenta", sottolinea
Filippo Muraglia, presidente Fnaarc Trentino.
"Siamo tornati, per certi versi, a una situazione che ricorda quella vissuta durante il periodo del Covid, quando il costo del trasporto arrivava a incidere in maniera significativa sul valore complessivo dei prodotti. Oggi la situazione è diversa, ma il principio non cambia: per chi deve percorrere quotidianamente grandi distanze, ogni aumento del carburante si traduce direttamente in maggiori costi per lavorare".
A preoccupare è anche il livello raggiunto dai prezzi in alcuni punti vendita.
Sulla base di un’analisi del Codacons sui prezzi comunicati dai gestori al Mimit nelle giornate del 24 e 25 agosto, in alcuni distributori autostradali è stata superata la soglia dei 3 euro al litro. Il prezzo più elevato è stato rilevato sulla A22 Brennero-Modena, dove il Supreme Diesel servito ha raggiunto quota 3,159 euro al litro. Si tratta di un caso limite riferito a un carburante speciale, inserito tuttavia in un quadro di aumenti generalizzati: il prezzo medio del gasolio in modalità self sulla rete autostradale è arrivato a 2,207 euro al litro.
"Sono numeri che rendono bene l’idea della difficoltà con cui oggi gli agenti devono fare i conti. Un intervento temporaneo può certamente dare un po’ di respiro, ma non risolve il problema alla radice. Chi svolge un’attività basata sulla mobilità ha bisogno di poter programmare i propri costi".
Per Fnaarc Trentino resta quindi centrale anche il tema della fiscalità dell’automobile utilizzata per l’attività professionale. Gli agenti cambiano frequentemente il proprio veicolo a causa degli elevati chilometraggi e oggi devono inoltre confrontarsi con una transizione tecnologica che rende ancora più complessa la scelta dell’auto.
"Per questo è necessario che anche il sistema fiscale tenga conto della realtà concreta di chi utilizza il veicolo come vero e proprio strumento di lavoro. Come Fnaarc Trentino condividiamo quindi la richiesta della Federazione nazionale: servono interventi strutturali che consentano agli agenti di programmare la propria attività e i propri investimenti con maggiore certezza".
Il tema del carburante e quello della fiscalità dell’auto sono, in questo senso, due facce dello stesso problema: «rendere sostenibile il lavoro di una categoria che ogni giorno si muove sul territorio per mantenere vivo il rapporto tra imprese e mercato».
Sul fronte della scelta del veicolo e della transizione tecnologica, Fnaarc Trentino è inoltre impegnata a individuare soluzioni concrete per accompagnare gli agenti in una fase di particolare incertezza.