BRENTONICO (Trento) - Il Consiglio comunale di Brentonico ha approvato il nuovo “Regolamento comunale integrativo per la tutela della salute e dell'ambiente nell'uso dei prodotti fitosanitari in prossimità dei centri abitati e dei luoghi sensibili".

A favore si sono espressi i 12 consiglieri di maggioranza (“Progetto comune”, “Noi per Brentonico” e “Officina civica”). “Insieme si può” si è divisa con 2 astenuti e 2 contrari; divisa anche “Fare bene per Brentonico”, con Mauro Dossi che ha votato contrario e Luca Schelfi che ha votato a favore. Totale, dunque, 13 favorevoli, 2 contrari e 3 astenuti. Da annotare il voto di astensione di Giulio Gottardi che, in Commissione comunale regolamenti, aveva invece votato “sì” al testo.
Come preannunciato, davanti al municipio si sono radunati alcuni rappresentanti del Comitato biodiversità e salute. In aula consiliare, invece, si erano accomodati i contadini. Si tratta di una novità: questa voce era finora rimasta sottotraccia. Ieri in consiglio si è invece palesata numerosa e ben riconoscibile, grazie ai cappellini gialli di Coldiretti.
L’introduzione di nuove regole, più cautelative per la salute, incide direttamente sulla quotidianità di chi lavora la terra, rendendo necessario il confronto e la ricerca di soluzioni condivise: intento che è stato perseguito dal tavolo di lavoro che ha elaborato il regolamento. Tale organismo aveva infatti unito consiglieri comunali, rappresentanti del Comitato, della Cantina Mori Colli Zugna e dei produttori.
Altrettanto chiaro, ma bene specificarlo perché in questi mesi non è mancata la confusione, che il nuovo regolamento tratta solo di fitofarmaci e si applicherà a tutti: dai piccoli conferitori della Cantina ai grandi investitori. Non incide invece, in alcun modo, sull’arrivo o meno di nuovi “player” sull’Altopiano, capaci di lavorare ampie superfici. Per normare quello specifico tema, infatti, l’unica via è il Piano regolatore, con iter già in corso.
Il nuovo regolamento sarà ora inviato alla Commissione referendaria provinciale. Questa potrà stabilire se esso integra a sufficienza le istanze della richiesta di referendum. In caso positivo il referendum sarà annullato, in caso negativo dovrà essere indetto. Tutto questo dovrà avvenire entro l’11 novembre.
Da annotare anche un elemento procedurale che, evidentemente, genera molta confusione.
Perché votare il regolamento in Consiglio e solo poi chiedere il parere della Commissione provinciale? Perché, molto semplicemente, questa è la regola: la Commissione si pronuncia sul regolamento approvato, non su bozze e ipotesi non definitive. Un iter particolare, che probabilmente ha sorpreso molti. In aula, ben tre consiglieri hanno di fatto formulato questa stessa obiezione. Tra essi il già citato Gottardi, che proprio per questo motivo ha giustificato la sua astensione.
Venendo al regolamento, questo è stato elaborato dal tavolo di cui si è detto sopra ed è poi stato votato dalla Commissione comunale regolamenti con 4 favorevoli e 1 contrario. Il nuovo testo introduce misure integrative e più restrittive rispetto ai parametri provinciali stabiliti dal Decreto del presidente della provincia n. 6-59/2017.
Ampliamento netto delle distanze di rispetto: la distanza standard dai luoghi sensibili e dai centri abitati passa da 30 a 50 metri, registrando un incremento del 66%. Anche in presenza di tecnologie antideriva, la distanza minima inderogabile sale a 15 metri (il triplo rispetto ai 5 metri provinciali). Una riduzione a 10 metri è ammessa esclusivamente con la presenza simultanea di misure tecnologiche e di una barriera vegetale continua. Sotto i 10 metri resta il divieto assoluto per i prodotti non ammessi in biologico e integrata.
Obbligo generale di difesa integrata (SQNPI): viene introdotto l'obbligo generalizzato della certificazione di difesa integrata, eliminando alla radice l'uso di formulati commerciali ad alto impatto e circoscrivendo gli interventi ai protocolli pubblici provinciali più rigorosi. Restano pienamente vigenti i divieti assoluti entro 10 metri per i prodotti tossici e con particolari frasi di rischio.
Finestre orarie e parametri meteorologici stringenti: i trattamenti in prossimità delle abitazioni e dei luoghi sensibili non sono consentiti durante l’arco centrale della giornata. Le attività sono permesse unicamente nelle tre ore successive all’alba e nelle tre ore antecedenti il tramonto. I trattamenti devono essere sospesi con vento pari o superiore a 3 m/s, in presenza di pioggia o con temperature superiori ai 28° C.
Protezione capillare dell'acqua, delle api e delle colture bio: viene istituita una fascia di rispetto di almeno 4 metri estesa a corsi d’acqua, sorgenti, pozzi e abbeveratoi, che sale a 10 metri per le captazioni di acqua potabile destinata al consumo umano. È sancito il divieto assoluto di trattamenti con prodotti tossici per le api durante l'intera fioritura ed è fatto obbligo di adottare idonee misure antideriva per evitare contaminazioni accidentali verso coltivazioni biologiche.
Proporzionalità e tutela del paesaggio (fondi sotto i 2.000 mq): per le superfici inferiori a 2.000 metri quadrati destinate all'autoconsumo familiare e curate da non professionisti, rimangono valide le prescrizioni della norma provinciale. Tale deroga mirata evita l'abbandono colturale dei terrazzamenti storici e dei ciglioni montani, scongiurando rischi di dissesto idrogeologico e garantendo il presidio dell'assetto tradizionale.