BRENNERO -
Confindustria Trentino-Alto Adige esprime preoccupazione per la prevista totale chiusura dell’autostrada del Brennero il 30 maggio, a seguito della manifestazione di protesta annunciata in Tirolo. Blocchi completi del traffico lungo uno dei principali assi di collegamento europei comportano ripercussioni rilevanti per la mobilità delle persone così come per il sistema produttivo e la logistica. Lo stesso vale per il divieto di transito notturno, che non permette di sfruttare appieno le capacità esistenti lungo l’autostrada e finiscono per aggravare problemi di code e rallentamenti.

L’
Unione Europea si fonda, tra i suoi principi cardine, sulla libera circolazione di persone e merci.
“È fondamentale assicurare il corretto funzionamento delle catene di approvvigionamento e la mobilità delle persone – sottolinea il Presidente di Confindustria Alto Adige,
Alexander Rieper – perché la nostra società e la nostra economia dipendono da collegamenti efficienti e affidabili”.
La tutela dell’ambiente e della salute delle popolazioni locali rimane un obiettivo prioritario e condiviso. Proprio per questo, tali obiettivi devono essere perseguiti attraverso soluzioni strutturali e coordinate, evitando misure frammentate o emergenziali.
“Invece che puntare sui divieti, andrebbero privilegiate misure che incentivino l’innovazione tecnologica, la modernizzazione dei mezzi e il trasferimento modale” aggiunge il Presidente di Confindustria Trento,
Lorenzo Delladio. Altrettanto importante è il superamento dell’attuale divieto di transito notturno in vigore in Tirolo, che limita fortemente la capacità dell’autostrada e riduce l’efficienza complessiva del sistema dei trasporti.
Confindustria Trentino-Alto Adige ribadisce l’importanza del trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia. Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso infrastrutture adeguate e pienamente operative, che permettano alla ferrovia di essere concorrenziale con la strada.
La realizzazione del Tunnel di Base del Brennero e delle relative tratte di accesso rappresenta un elemento centrale e imprescindibile in questo contesto.
Confindustria Trentino-Alto Adige invita pertanto a evitare iniziative di protesta che comportino blocchi o chiusure del traffico, privilegiando il dialogo e il confronto istituzionale per individuare soluzioni condivise e sostenibili a livello europeo.
"ATTO IRRESPONSABILE, IL TIROLO NON PUÒ TENERE IN OSTAGGIO L’EUROPA”
"La prevista chiusura totale dell’autostrada del Brennero il 30 maggio è una scelta irresponsabile e inaccettabile. Bloccare deliberatamente uno dei principali corridoi europei non può essere considerato un ordinario strumento di protesta: è un gesto estremo che colpisce cittadini, imprese, lavoratori, turisti e mette sotto pressione un intero territorio.
Da anni denuncio i limiti e le distorsioni generate dalle politiche unilaterali imposte lungo il corridoio del Brennero: dai divieti settoriali al blocco notturno, fino a misure che, invece di risolvere i problemi, scaricano inefficienze e costi sui territori vicini. Questa chiusura totale rappresenta un ulteriore salto di qualità, gravissimo.
Non è tollerabile che il Tirolo continui a considerare il Brennero come una questione interna, quando si parla di un’infrastruttura strategica europea. Il Brennero non appartiene a una sola comunità locale: è un asse vitale per la mobilità continentale e non può essere ostaggio di iniziative dimostrative.
È ancora più grave che questo avvenga in un fine settimana ad altissima intensità di traffico, tra il ponte di Pentecoste e a ridosso del Corpus Domini, con pesanti flussi turistici attesi dal mercato tedesco e mitteleuropeo. Le ricadute sul turismo rischiano di essere pesantissime, in particolare per il Garda, ma anche per l’intero sistema ricettivo trentino e altoatesino. Qui non è in gioco solo l’autotrasporto: vengono colpite famiglie, viaggiatori, operatori turistici, lavoratori e mobilità ordinaria.
Mentre l’Europa parla di libera circolazione di persone e merci, c’è chi pensa di rispondere ai problemi chiudendo un corridoio internazionale. È una contraddizione evidente.
La tutela ambientale e della salute dei residenti è un obiettivo legittimo e condiviso, ma non può diventare il pretesto per misure punitive o simboliche che paralizzano un asse europeo. Le risposte stanno nelle infrastrutture, nell’intermodalità, nell’accelerazione sul Tunnel di Base del Brennero e sulle tratte di accesso, non in azioni dimostrative che producono solo caos.
E va detto con chiarezza che gli effetti non si fermeranno al confine. Le conseguenze si scaricheranno lungo tutto l’asse del Brennero, sul Trentino e sull’Alto Adige, con code e congestioni che rischiano di formarsi già dal veronese, come accaduto in passato. È un danno che si riversa direttamente sui nostri territori.
Serve una reazione politica forte. Governo, Regione e Province autonome non possono limitarsi a prendere atto. Occorre contrastare con fermezza una deriva fatta di chiusure, divieti e imposizioni unilaterali che da troppo tempo penalizzano il nostro territorio.
Il messaggio deve essere chiaro: il Brennero non si blocca. Non si usa un corridoio europeo come strumento di pressione politica", commenta la consigliera provinciale Vanessa Masè.