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Allarme predazioni dei lupi, interpellanza depositata in Lombardia

Bravo (FdI): "Non si può restare fermi"

SONDRIO - Gli eventi predatori riconducibili al lupo in Lombardia sono passati da 9 nel 2020 a 142 nel 2025, e solo nel 2025 ci sono stati 547 capi di bestiame predati, morti, feriti o dispersi e 71 Comuni coinvolti, dalla montagna alla pianura. Numeri che riportano al centro del confronto regionale l’urgenza di contenere la popolazione del lupo in Lombardia per la salvaguardia di allevamenti, attività agricole, attività venatorie e rurali.

Il consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Agricoltura, Carlo Bravo, ha depositato un’interpellanza con cui vuole sapere se e quando la Giunta regionale intenda approvare un Piano regionale di gestione e contenimento del lupo. Foto @Fausto Bariselli.

"Il problema è sotto gli occhi di tutti e oggi abbiamo bisogno di capire quali siano le intenzioni della Regione. Gli allevatori che subiscono predazioni sono esasperati e hanno bisogno di risposte. Il fenomeno ha assunto dimensioni sempre più rilevanti e i dati disponibili, seppur con i limiti del monitoraggio, mostrano una crescita emergenziale delle predazioni.
Con questa interpellanza chiederemo alla Giunta se e quando intenda avviare il percorso per un Piano regionale e quali siano, eventualmente, le ragioni che ne impediscono l’adozione.”

L’interpellanza prende le mosse anche dai recenti chiarimenti attribuiti a ISPRA nell’atto, secondo cui, alla luce del quadro normativo aggiornato, le Regioni possono deliberare interventi di controllo attraverso un proprio piano di contenimento, anche annuale, sottoposto alla valutazione tecnica dell’Istituto che, con il declassamento della specie, esprime parere obbligatorio ma non vincolante.

"Il punto, oggi, è sapere se la Lombardia intende utilizzare gli strumenti che il quadro vigente mette a disposizione. La nostra Regione ha già messo in campo numerose misure preventive e alternative all’abbattimento, ma la loro efficacia è insufficiente visto il numero di predazioni in aumento. Serve, quindi, il coraggio di utilizzare gli strumenti che il declassamento ha messo a disposizione, senza rimandare a domani ciò che può essere fatto oggi.

Bravo richiama, inoltre, la soglia massima di prelievo indicata nello schema di decreto previsto dalla legge "Montagna", pari per la Lombardia a due esemplari all’anno, ritenuta nell’interpellanza insufficiente rispetto alla dimensione del fenomeno, pur rappresentando un primo riferimento per l’avvio di una gestione regionale.

"I due esemplari all’anno indicati sono una presa in giro per gli allevatori, ma ad oggi rappresentano un riferimento tecnico-scientifico solido per avviare in Lombardia il piano regionale di contenimento del lupo.”
Ultimo aggiornamento: 23/09/2026 00:05

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