BRESCIA - Con oltre
100 milioni di euro arrivati sul territorio bresciano, il
Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha rappresentato una leva straordinaria per accelerare gli investimenti nel ciclo idrico (acquedotti, fognature e depurazione) sul territorio. La sfida ora è continuare a investire per tutelare una risorsa sempre più preziosa, completare il superamento delle criticità ancora presenti nella depurazione e affrontare le nuove esigenze poste dal cambiamento climatico e dalla transizione ecologica. È questo il messaggio emerso dal convegno
“Investimenti per la risorsa idrica: il PNRR nell’esperienza bresciana”, promosso dall’
Ufficio d’Ambito di Brescia insieme ai gestori del servizio idrico integrato
Acque Bresciane e
A2A Ciclo Idrico e svoltosi oggi al Brixia Forum. Un momento di confronto tra istituzioni, amministratori locali, tecnici e operatori del settore per fare il punto sull’impatto delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sul territorio e sulle prospettive future del comparto.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente dell’Ufficio d’Ambito,
Paolo Bonardi, seguito dagli interventi del Direttore
Marco Zemello, del Direttore di Acque Bresciane
Paolo Saurgnani e del Presidente e Amministratore Delegato di A2A Ciclo Idrico
Tullio Montagnoli. Sono quindi intervenuti, per gli approfondimenti tecnici,
Mauro Olivieri e
Sonia Bozza (Acque Bresciane) e
Roberto Romano e
Stefania Giacomelli (A2A Ciclo Idrico). I lavori sono stati moderati da Samir Traini, Partner REF.
Le
risorse del PNRR arrivate a Brescia si articolano in tre filoni di intervento per complessivi 103,5 milioni di euro. Il primo filone riguarda la realizzazione dell’acquedotto comprensoriale dell’
Alta e Media Valle Trompia (Misura 4.1) per un importo d
i 27,6 milioni di euro. L’intervento interessa i Comuni di Bovegno, Pezzaze, Tavernole sul Mella, Marcheno, Gardone Val Trompia, Sarezzo, Lumezzane e Villa Carcina e punta a risolvere in modo strutturale le criticità dell’approvvigionamento idrico della valle. Il secondo filone è quello dedicato alla riduzione delle perdite attraverso distrettualizzazione, telecontrollo e monitoraggio avanzato, finanziato dalla Misura 4.2 del PNRR per complessivi 36 milioni di euro, 19 milioni destinati agli interventi di Acque Bresciane e 17 milioni a quelli di A2A Ciclo Idrico. Il terzo asse riguarda il potenziamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione, finanziato dalla Misura 4.4 del PNRR per un totale di quasi 40 milioni di euro. Le risorse hanno consentito di realizzare nuovi impianti nei Comuni di
Calvisano, Visano e Pralboino (gestiti da A2A Ciclo Idrico) e di ampliare e ammodernare strutture esistenti nei Comuni di
Mairano, Calcinato, Leno e Poncarale (gestiti da Acque Bresciane). Si tratta di opere fondamentali per l’adeguamento alle normative europee e la sostenibilità ambientale.
Gli interventi finanziati dal PNRR non rappresentano un punto di arrivo, ma un’accelerazione significativa di un percorso già avviato, che punta a risolvere criticità storiche come le dispersioni idriche e le procedure di infrazione europee legate alla depurazione non ancora pienamente adeguata. Le risorse straordinarie hanno consentito di anticipare e rafforzare opere strategiche, senza pesare sulle bollette dei cittadini, all’interno di una programmazione che prevede la realizzazione tra il 2024 e il 2029 di oltre 600 milioni di euro di investimenti. Una programmazione che consentirà di superare la quasi totalità delle procedure d’infrazione ancora pendenti sul territorio bresciano.
“L’attività dell’Ufficio d’Ambito, che è Ente di regolazione del Servizio Idrico Integrato nell’ATO della provincia di Brescia, si è concentrata soprattutto sull’efficientamento dei servizi, dando priorità al recupero delle dispersioni idriche della rete acquedottistica e al superamento delle criticità sul fronte del trattamento depurativo delle reti fognarie dovuta all’assenza o al sottodimensionamento degli impianti – ha affermato il Direttore
Marco Zemello –. Il pieno raggiungimento dei target temporali e ambientali imposti dal PNRR ha dimostrato la capacità di impiegare al meglio i finanziamenti assegnati all’ATO bresciano per realizzare opere necessarie per la salvaguardia e la tutela della risorsa idrica nel tempo. Ma va altresì ricordato - ha concluso - come il progressivo superamento delle gestioni comunali ha consentito di generare economie di scala e una visione unitaria della pianificazione che hanno favorito l’esecuzione di infrastrutture ed impianti sull’intero territorio provinciale”.
“Il valore del PNRR, per Acque Bresciane, non sta solo nelle risorse economiche, ma nel metodo che ci ha sempre ispirati: tempi certi, capacità di progettazione, trasformazione digitale, integrazione tra pianificazione pubblica e gestione industriale” – ha dichiarato
Paolo Saurgnani, Direttore Generale di Acque Bresciane
- “In questi anni abbiamo dimostrato che il servizio idrico può essere uno strumento concreto di politica ambientale e di coesione territoriale, capace di tradurre le scelte strategiche in cantieri, opere e risultati misurabili.
Oggi il vero passaggio culturale è non considerare il PNRR come una parentesi eccezionale, ma come modello di sviluppo in termini di continuità degli investimenti, qualità progettuale, nuove tecnologie e attenzione all’impatto sul territorio”.
“La sfida dei prossimi anni sarà garantire continuità agli investimenti, mantenendo livelli elevati di sviluppo infrastrutturale anche oltre la conclusione delle misure straordinarie del PNRR - ha dichiarato Tullio Montagnoli, Presidente e Amministratore Delegato di A2A Ciclo Idrico -. Un’esigenza resa ancora più urgente dagli effetti dei cambiamenti climatici, che impongono una gestione sempre più efficiente e resiliente della risorsa idrica. Accanto al completamento degli interventi già programmati, siamo chiamati ad affrontare nuove sfide: dall’evoluzione della normativa europea alla transizione energetica degli impianti. In questa prospettiva, i depuratori saranno sempre più chiamati a diventare strumenti di economia circolare, capaci non solo di trattare le acque reflue e di restituirle all’ambiente in condizioni che possano essere riutilizzate, ad esempio in agricoltura, ma anche di recuperare materia ed energia, contribuendo alla sostenibilità complessiva del sistema”.
In conclusione, il convegno ha evidenziato come il sistema idrico bresciano rappresenti un modello capace di coniugare capacità industriale, pianificazione pubblica e utilizzo efficace delle risorse straordinarie.
Un modello che, per continuare a garantire benefici ambientali, economici e sociali, dovrà ora essere sostenuto da condizioni che favoriscano la continuità degli investimenti, in un contesto che presenta ancora criticità da superare ma anche importanti opportunità di sviluppo.
Acque Bresciane
Acque Bresciane S.r.l. dal 2017 si occupa della gestione del Servizio Idrico Integrato come società in house nel territorio della Provincia di Brescia, servendo 114 Comuni e oltre 685.600 abitanti. Dal 2022 la società è società benefit, a conferma di un impegno esplicito verso la sostenibilità ambientale, sociale e territoriale.
L’attività di Acque Bresciane si sviluppa lungo l’intero ciclo idrico integrato: dalla captazione e distribuzione dell’acqua potabile (acquedotto), alla raccolta e al convogliamento delle acque reflue (fognatura), fino alla loro depurazione e restituzione all’ambiente, garantendo elevati standard di qualità del servizio, sicurezza e tutela del territorio. La rete di adduzione e distribuzione acquedottistica si estende per 4.964 chilometri, mentre la rete fognaria si sviluppa per 3.403 chilometri. Nel corso degli ultimi dieci anni, Acque Bresciane ha realizzato investimenti per oltre 320 milioni di euro, confermandosi come uno dei principali attori a livello regionale e nazionale per capacità di investimento nel settore idrico. Gli interventi hanno riguardato il rinnovo e l’ammodernamento delle infrastrutture, la riduzione delle perdite idriche, il potenziamento dei sistemi di fognatura e depurazione e l’adeguamento alle normative europee in materia ambientale. Particolare attenzione è stata dedicata alla riduzione delle dispersioni, attraverso programmi di distrettualizzazione delle reti, l’introduzione di sistemi avanzati di monitoraggio e telecontrollo e il rafforzamento delle attività di manutenzione straordinaria. In collaborazione con enti e istituzioni, Acque Bresciane sta inoltre sviluppando i Piani di Sicurezza dell’Acqua, che attualmente coinvolgono circa il 38% della popolazione servita, rafforzando la protezione della risorsa lungo tutta la filiera. Il valore medio degli investimenti si attesta a 99,08 euro per abitante servito da acquedotto, un dato superiore alla media nazionale stimata in circa 68 euro per abitante, a testimonianza di una strategia industriale orientata alla qualità, alla resilienza delle infrastrutture e alla sostenibilità nel lungo periodo.
A2A Ciclo Idrico
Nel corso degli ultimi anni A2A Ciclo Idrico ha sviluppato un ampio programma di investimenti volto a migliorare l’efficienza delle infrastrutture idriche del territorio, investendo oltre 266 milioni nell’ultimo triennio.
Sul fronte acquedottistico, la società gestisce il servizio in 74 Comuni bresciani, per una popolazione di quasi 600mila abitanti, attraverso una rete di circa 3.700 chilometri. Gli interventi realizzati hanno permesso di ridurre in modo significativo le perdite idriche grazie a un’intensa attività di distrettualizzazione, digitalizzazione e monitoraggio delle reti, con l’installazione di sistemi avanzati di telecontrollo e sensoristica: la percentuale di dispersione è passata dal 42% (dati 2017) al 31% (dato 2025), “salvando” circa 12 milioni di metri cubi d’acqua (pari a 3.800 piscine olimpioniche). Risultato ancora più significativo in città, dove il tasso di dispersione è sceso al 20%.
Sul fronte della depurazione, A2A Ciclo Idrico gestisce oltre 50 impianti e tratta circa 60 milioni di metri cubi di acqua reflua all’anno, al servizio di un bacino di oltre 550mila abitanti. Negli ultimi anni sono stati investiti circa 200 milioni di euro per il superamento delle infrazioni europee, con l’entrata in esercizio di 8 nuovi impianti (Bagnolo Mella, Nuvolera, San Paolo, Gavardo, Offlaga, Alfianello, Vobarno, Calvisano). Quest’anno saranno inaugurati altri 3 depuratori: Pralboino, Visano e Ciliverghe-Mazzano.
Il piano industriale prevede ulteriori investimenti per 500 milioni di euro al 2035, con l’obiettivo di completare il superamento delle procedure di infrazione entro il 2028 e di rendere reti e impianti sempre più efficienti.