Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad


Seconde case, cambia l’interpretazione del Dpcm: verso l’ok del Governo, si attendono le FAQ

sabato, 16 gennaio 2021

Passo Tonale – Nel testo definitivo del Dpcm che entra in vigore dovrebbe cambiare l’interpretazione rispetto agli spostamenti nelle seconde case, anche fuori regione. Una deroga sarebbe stata infatti inserita dal Governo “in extremis”, nonostante il ministro Speranza avesse annunciato a più riprese che rispetto alle norme per il periodo natalizio “non ci sarebbero stati allentamenti”.

Situazione di oggi surreale, con fonti di Palazzo Chigi che danno l’ok a questo tipo di spostamenti e il numero verde di pubblica utilità attivato dal ministro Speranza che, se contattato dai cittadini, nega questa possibilità confermando la decisione di divieto nota fino alla giornata di ieri.

TESTO FINALE, CAMBIA L’INTERPRETAZIONE
Il giallo nasce dalla versione finale del testo, secondo cui “è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione” e, a dispetto del decreto sulle misure per le festività natalizie non è specificato esplicitamente il divieto degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione.

Si tratta di una deroga al Dpcm che da oggi, 16 gennaio, e fino al 15 febbraio vieta gli spostamenti – nell’ambito di Comune e Regione, in base al colore del territorio in cui si trova – tranne che per motivi di salute, lavoro e necessità. Secondo fonti di Palazzo Chigi riportate dall’agenzia Ansa, spostarsi nelle seconde case è possibile.

Per l’ok “certificato”, si attende la pubblicazione sul sito del Governo delle faq, le “frequently asked question”, cioè le domande poste più freqentemente da chi deve poi tradurre le disposizioni ministeriali in vita quotidiana. Al momento, la pagina del Governo riporta la dicitura che “la sezione faq è in aggiornamento in seguito all’entrata in vigore del nuovo decreto” e le risposte sono “relative alle disposizioni fino allo scorso 15 gennaio”.

Proprio guardando a quelle risposte, si osserva che alcune diciture e disposizioni sono rimaste ferme nelle diverse formulazioni dei decreti, con la precisazione relativa al periodo natalizio in cui le casistiche “abitazione”, “domicilio” e “residenza” (per cui è sempre stato possibile lo spostamento con rientro a casa) non includevano le seconde case. Col nuovo Dpcm l’interpretazione dovrebbe cambiare, comprendendo anche questa casistica.

NUMERO 1500 ANCHE OGGI CONFERMAVA AI CITTADINI IL DIVIETO
Il nuovo Dpcm “non consente di raggiungere le seconde case fuori della propria regione se non per emergenze”. E’ quanto viene spiegato dagli operatori del 1500, il numero di pubblica utilità attivato dal ministero della Salute per rispondere alle domande dei cittadini sul coronavirus. Se il testo della norma dice che “è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”, secondo il 1500 “sono escluse le seconde case”. “E’ questa la direttiva specifica che abbiamo ricevuto dopo la firma del Dpcm. Ci sono maggiori restrizioni rispetto a prima”, è chiarito a chi ha cercato di contattare il numero durante la giornata di oggi.

CAOS NORMATIVO, POSSIBILI MULTE DA 400 EURO
Insomma, secondo fonti del Governo riportato da agenzie di stampa e quotidiani nazionali è possibile andare nelle seconde case, secondo il numero verde del Ministero no. Le FAQ faranno luce su quest’ennesimo giallo tra norme e interpretazioni, come accaduto da mesi. C’è da chiedersi che regola applicano le Forze dell’ordine nei controlli, che potrebbero dare multe ai cittadini da 400 a mille euro, aumentabili di un terzo se si è al volante, per spostamenti non concessi dal Dpcm.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136