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Ancora code sulla Statale 42 del Tonale: camuni e turisti protestano

lunedì, 15 febbraio 2021

Edolo – Code chilometriche complici anche alcuni lavori sulla statale 42 del Tonale con traffico e rabbia degli automobilisti. Anche in assenza dell’apertura degli impianti sciistici, dopo quanto successo nella giornata di ieri non sono mancate le reazioni di residenti in Valle Camonica e turisti che hanno scritto e raccontato il “calvario” sulla strada del Tonale.

Di seguito una lettera esplicativa del sentimento diffuso, in relazione a una problematica che si ripete da anni, firmata da un padre di famiglia di Brescia che accompagna la figlia per allenamenti e gare sulle piste da sci dell’Alta Valle, fotografando ancora una volta la situazione su un deficit strutturale di un territorio che ha ambizioni turistiche da top nel panorama alpino e chiede una mossa – e non coi soliti proclami di parole al vento e false promesse – a politici, amministratori e dirigenti Anas.

Mia figlia fa sci agonistico – scrive – frequento l’alta valle ogni weekend da novembre ad aprile, da 7 anni a questa parte. E da 7 anni a questa parte, ogni domenica, il rientro a casa non è supplizio, non è calvario ma è quanto di peggio si possa immaginare. Coda, lavori, incidenti, coda, lavori, incidenti. La statale verso Pisogne è come la “Via Crucis”, ogni uscita, ogni paese equivale ad una stazione”. 

Il racconto del rientro di ieri è emblematico: “Siamo partiti alle 18.30 da Ponte di Legno, subito coda a Stadolina e per coprire i 14 chilometri fino a Edolo abbiamo impiegato un’ora e 10 minuti, alla media di 12 km orari. Praticamente mia nonna in bicicletta. Ritengo vergognoso per un Paese come l’Italia, membro del G8, Paese fondatore dell’UE, avere una strada dove la velocità media è inferiore alle piste sabbiose subsahariane. Per l’alta Valle Camonica che vive di turismo, già stremato e strozzato, è la peggiore pubblicità e a dirla tutta se non dovessi essere costretto a frequentarla, non ci verrei proprio! E mi spiace per la gente camuna che non si merita questa situazione e nemmeno per chi vive con il turismo. Ma vado più in là, perché tutta la statale, ogni domenica è un disastro. I 100 chilometri scarsi tra Ponte di Legno e Brescia li ho coperti in 3 ore e mezza, una media oraria inferiore rispetto un ciclomotore. Ho messo piede in tangenziale a Brescia alle 22. Insomma, il ristoro della montagna, della pace e della tranquillità, svanisce tutto su quella strada e quando arrivi a casa hai più rabbia in corpo del venerdì sera. Non a caso nelle gallerie partivano caroselli strombazzanti di automobilisti disperati, esasperati e inferociti. Il solo terrore dell’autovelox posizionato al termine della galleria Trentapassi, ha provocato una colonna che iniziava dallo svincolo della Sp510 con la statale 42, circa 10 chilometri”. 

E sui progetti futuri sembra non esserci… speranza: “Non sono nemmeno esasperato – conclude la lettera della famiglia di Brescia che frequenta Ponte di Legno – ma rassegnato all’idea che l’incredibile foro bypass di Edolo lo vedranno i miei nipoti dopo il 2050. Il tunnel Sonico-Forno Allione sarà realizzato dopo lo sbarco dell’uomo su Marte e una nuova statale 42 e con essa la Sp510 forse nel 2100. D’altra parte il fantastico tunnel ferroviario Edolo-Tirano se ne parla da più di trenta e il tunnel Asburgico di Edolo risale alla prima metà dell’800″. 

Questa è la sintesi di una Valle Camonica che ambisce a un ruolo da protagonista nella valli alpine, dove il turismo e l’ambiente fanno da traino all’economia. I progetti ci sono, ma passano gli anni. e non si vedono all’orizzonte cantieri, ma soltanto parole.



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