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Breno, avanza il progetto sulle varietà dei cereali in Valle Camonica

lunedì, 19 marzo 2018

Breno – Il recupero delle varietà montane, in particolare del grano saraceno e segale, sta riscuotendo interesse in Valle Camonica. Sono una quindicina i produttori che hanno aderito al progetto, che vede capofila il Distretto Valle Camonica ed è portato avanti da esperti del Parco dell’Adamello e aziende agricole.

“Stiamo cercando di avviare delle microfiliere – spiega Guido Calvi, agronomo del Parco dell’Adamello – e il progetto di recupero delle varietà di grano saraceno ha registrato un crescente interesse da parte di aziende agricole del territorio camuno”.

In Valle Camonica ci sono coltivazioni che sono andate perse nel tempo e che possono essere riattivate. Un progetto sul recupero della coltivazione dei cereali minori risponde a diverse finalità, tra cui il recupero delle aree agrarie abbandonate a bosco e ad incolto; l’aumento della biodiversità vegetale e animale; l’organizzazione di una microfiliera locale, con lo scopo che tutte le fasi della catena vengano realizzate in una zona; la produzione di materiale locale di alta qualità, che possa essere rappresentativo di un luogo; la diversificazione della produzione agro-alimentare, arricchendo il paniere dei prodotti già presenti in Valle Camonica; la salvaguardia e la promozione delle tradizioni locali, creando eventi culturali che possano testimoniare e valorizzare i prodotti locali.

Corteno - battitura segale

Il recupero delle varietà di grano saraceno arricchirebbe l’offerta agro-alimentare e l’utilizzo delle stesse nella ristorazione e nella panificazione consentirebbe di riproporre piatti tipici della tradizione camuna, che si richiamano ad essa oltre che per il metodo tradizionale impiegato, soprattutto nell’utilizzo di materie prime prodotte in loco e quindi qualitativamente superiori.

Un ritorno a queste attività produttive non può però prescindere da valutazioni tecnico-economiche e agronomiche. Ad esempio i produttori fanno fatica a trovare una mietitrebbiatrice che possa essere utilizzata in zone montane, quindi di piccole dimensioni. In quest’ottica i responsabili del progetto hanno evidenziato le necessità dei produttori e alcune attrezzature sono state adeguate. “A questo progetto teniamo in modo particolare – aggiunge l’agronomo Guido Calvi -. Oltre alla grande idealità puntiamo a una microfiliera di montagna arricchendo la produzione”. Tra gli obiettivi anche quello di produrre grano saraceno e segale per riproporre il Pane nero, come è avvenuto in recenti manifestazioni.


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