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Berzo Demo, gli ambientalisti: “Va rivisto il piano di bonifica ex Selca”

venerdì, 20 novembre 2020

Berzo Demo – Allarme rifiuti tossici all’ex Selca? Secondo le associazioni ambientaliste “il piano di bonifica è da rivedere”. “Lo stato dei rifiuti tossici nell’ex Selca di Forno Allione a Berzo Demo (Brescia) è preoccupante, la bonifica va fatta al più presto, ma il progetto del comune di Berzo Demo va rivisto. È necessario intervenire anche sulle aree ex Ucar”, a queste conclusioni sono arrivate le Associazioni Ambientaliste camune dopo mesi di “paziente lavoro di ricostruzione storica e di indagine sullo stato della discarica ex Selca“.

“Dopo anni di battaglie legali finite incredibilmente nel nulla, l’onere della bonifica del sito industriale di Forno Allione, dove sono accumulati in capannoni fatiscenti e fuori terra rifiuti tossici importati a suo tempo dall’Australia, ricade interamente sulla comunità locale. L’area ex Selca, per altro, rappresenta solo un comparto del complesso industriale ex UCAR, che a sua volta ha generato altri rifiuti, parzialmente messi in sicurezza con la discarica Graftech, ma che vanno tenuti accuratamente monitorati e che necessitano ancora, in buona parte, di essere indagati ed analizzati, sia per composizione che distribuzione”, sostengono le Associazioni Legambiente Circolo di Vallecamonica, Libera Vallecamonica, Italia Nostra – Sezione di Vallecamonica, CAI Tutela Ambiente Montano Vallecamonica Sebino, Bio-distretto Valle Camonica, Amici della Natura-Naturfreunde International sezione di Saviore dell’Adamello e sezione Arcobaleno di Lozio, Amici del torrente Grigna, Comitato Centraline idroelettriche di Valcamonica-per l’acqua che scorre, con l’adesione delle Associazioni camune anche: Legambiente Alto Sebino e Tavolo Provinciale Basta Veleni Brescia.

Il Comune di Berzo Demo sta oramai da tempo definendo un progetto di bonifica almeno per l‘area ex Selca. Su questo le Associazioni Ambientaliste camune, dopo aver chiesto ed ottenuto, grazie anche a una fattiva collaborazione del sindaco e dell’ufficio tecnico di Berzo Demo, l’accesso agli atti e aver svolto un’approfondita valutazione dei documenti (completata con un sopralluogo), portano “all’attenzione dell’opinione pubblica alcune criticità preoccupanti. Innanzitutto le indagini hanno messo in evidenza la presenza di un pennacchio inquinante, che si sta già muovendo pericolosamente nella falda freatica posta al di sotto dell’area ex industriale in direzione del Fiume Oglio e la soluzione di bonifica, così come proposta dal Comune, va assolutamente rivista. Il progetto prevederebbe, dopo l’acquisizione dell’area ex Selca dalla Curatela Fallimentare, la realizzazione di una “discarica di servizio”, posta alcune centinaia di metri più a valle, dove collocare sia i cumuli di rifiuti pericolosi fuori terra che quelli contenuti nei materiali di riporto che giacciono sepolti sotto i capannoni ed i piazzali, generati dalle attività industriali precedenti. La discarica verrebbe realizzata su un’area da acquisire da privati e verrebbe collegata al sito contaminato con una strada di nuova costruzione. Il recupero dell’area industriale verrebbe completato con la realizzazione di una piastra in cemento posta a tombatura sull’intera area. A seguito di ciò verrebbero costruiti in situ nuovi capannoni ad uso della società Lucchini, aggiudicataria del “Bando per locazione immobili dell’area “ex – Selca” del Comune di Berzo Demo”.

Gli ambientalisti camuni proseguono: “ARPA Brescia che ha partecipato alle attività di analisi, contrariamente a quanto proposto dal Comune, raccomanda nelle sue valutazioni la messa in sicurezza dei rifiuti in situ, ritenendo la soluzione della nuova “discarica di servizio” (precedentemente definita MISP) non idonea a realizzare correttamente la bonifica, sia per ragioni tecniche, che normative. La “discarica di servizio” a valle della ex Selca, tra le altre cose, prevede la base dello stoccaggio dei rifiuti pericolosi vicino alla falda freatica e gran parte del volume sarebbe ubicato fuori terra in una zona dichiarata a rischio di inondazioni (fascia C del PAI – Area di inondazione per piena catastrofica). La preoccupazione per questi eventi calamitosi è tanto maggiore considerato l’aumento vertiginoso di intensità delle precipitazioni registrate in questi ultimi anni. Anche il trasferimento dei rifiuti (perlopiù ammassi sfusi e polverulenti) porrebbe seri rischi di inquinamento da polveri pericolose”.

A questo punto, quindi, le Associazioni ambientaliste camune, dopo essersi confrontate con gli organi istituzionali direttamente coinvolti nell’iter autorizzativo del progetto di bonifica (Sindaco di Berzo Demo, ARPA Brescia e Provincia di Brescia), ritengono che: “non vada realizzata la nuova discarica estendendo ulteriormente l’area inquinata in una zona ad alto rischio; i fondi pubblici debbano essere utilizzati per realizzare una bonifica con soluzioni chiare ed efficaci che, con i tempi dovuti, considerino anche i rifiuti delle attività ex Ucar; i benefici occupazionali contenuti nella proposta della società Lucchini, il cui interesse recentemente sembrerebbe venir meno, sono del tutto insignificanti visto che si tratterebbe sostanzialmente di trasferire personale e attività oggi svolte a Castro (Bergamo); la soluzione proposta dal Comune di Berzo Demo, che per realizzarla ha chiesto di firmare con Regione Lombardia un accordo di Programma per un finanziamento di 6 milioni di euro (altri milioni dovrebbero poi essere raccolti dalle istituzioni locali: BIM, fondi ODI), presenta troppe criticità e difficilmente potrà passare il vaglio previsto nelle varie fasi di valutazione ambientale ed analisi di rischio, e tra l’altro, già nelle prime fasi comporterebbe il dispendio di ingenti risorse pubbliche ed un ritardo irresponsabile per la messa in sicurezza dei rifiuti”.

In conclusione: le Associazioni ambientaliste ritengono che “il progetto proposto dal Comune di Berzo Demo vada rivisto urgentemente e integrato da un accurato progetto di fattibilità che consideri in prima istanza lo stoccaggio in situ dei rifiuti pericolosi e ritengono, inoltre, che la bonifica ex Selca, per la sua rilevanza e criticità, riguardi l’intera comunità della Valle Camonica (e non solo) e debba prevedere il coinvolgimento attivo degli enti comprensoriali, della Provincia, della Regione e
di ARPA, in un percorso condiviso con i cittadini, che abbia come obiettivo prioritario il risanamento dell’intera area di Forno Allione”.



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