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Val di Non, riforma del turismo: sindaci, Melinda, Casse Rurali e operatori per l’autonomia dell’Apt

venerdì, 24 luglio 2020

Cles – In Val di Non nell’ottica di una riforma del turismo, sindaci, Melinda, Casse Rurali e operatori per l’autonomia dell’Apt.

Lorenzo Paoli - Apt Val di NonRiconoscere all’ambito Val di Non lo status di Azienda per il Turismo indipendente e autonoma è infatti la richiesta presentata formalmente dall’ApT Val di Non all’Assessore al Turismo della Provincia autonoma di Trento Roberto Failoni rispetto al disegno di legge di riforma del Turismo trentino.

E questa volta non si tratta di una richiesta solitaria, ma di un coro unanime dei massimi rappresentanti del territorio anaune: i sindaci della Val di Non, il consorzio Melinda, le due Casse Rurali del Territorio e gli operatori del settore ricettivo.

Troppo importante, in questo momento storico, poter continuare a lavorare in maniera autonoma sul processo di crescita del turismo della Val di Non.

In questo momento – afferma il presidente dell’ApT Val di Non Lorenzo Paoli - l’unica strada percorribile è quella di riconoscere all’ambito Val di Non lo status di Azienda per il Turismo indipendente e autonoma.

In Val di Non abbiamo un progetto chiaro di coinvolgimento dell’intero territorio sullo sviluppo del turismo con la volontà di integrazione del tessuto economico e sociale, considerando che il nostro è un ambito con delle caratteristiche e peculiarità tali da renderlo sperimentale all’interno del panorama provinciale.

In queste ultime settimane il dibattito in merito al futuro della governance turistica della Val di Non si è notevolmente intensificato e soggetti importanti del territorio ci hanno manifestato la volontà salda di mantenere l’identità e l’autonomia decisionale dell’ambito.

I sindaci della Val di Non, così come Melinda, le Casse Rurali e gli operatori del settore ricettivo, hanno riconosciuto il lavoro dell’ApT nella creazione di un prodotto turistico originale e dal potenziale ancora inespresso e, al fine di agevolare il mantenimento di una autonomia dell’ApT Val di Non, hanno confermato la disponibilità a finanziare l’attività dell’Azienda in modo importante. 

L’apporto di queste nuove risorse ci consentirebbe quindi, a partire dal 2021, di privatizzare a tutti gli effetti la nostra ApT, raggiungendo la quota del 51% di finanziamento privato richiesta dalle normative europee.

La deroga ottenuta dall’ambito di Rovereto, un territorio affine al nostro per quanto riguarda i dati del turismo, ci conferma la possibilità di richiedere anche per la Val di Non il mantenimento di un ambito indipendente e autonomo.

Voglio ringraziare a nome dell’ApT Val di Non l’assessore Failoni per l’attenzione e il tempo che ci ha sempre dedicato, confidando che questa nostra nostra richiesta ufficiale di emendamento al disegno di legge presentato, sostenuta da tutto il territorio noneso, venga accolta”.



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