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Samantha Cristoforetti star a Trento: inizia il Post Flight Tour davanti a ottocento studenti. Rossi dona l’Aquila di San Venceslao. Photogallery

lunedì, 5 ottobre 2015

Trento – Emozionante incontro fra gli studenti trentini e Samantha Cristoforetti per il primo appuntamento in mattinata al Muse per il Post Flight Tour. Un’ora e mezza è durato l’incontro tra Samatha Cristoforetti e gli studenti e l’astronauata ha risposto a una decine di domande da parte dei ragazzi delle Superiori di Trento.

Prima ha presentato immagini inedite sulla missione nello Spazio. (Nella photogallery gli scatti della giornata di Samantha Cristoforetti a Trento, dall’incontro con gli studenti, alla tappa in università, quindi la visita al centro protonterapia di Trento e la chiusura al Muse).  

 

Ottocento studenti trentini hanno incontrato questa mattina all’auditorium Santa Chiara Samantha Cristoforetti, e molti altri hanno potuto seguire l’incontro in web streaming, per questa prima data del Post Flight Tour che gli astronauti reduci dalla loro straordinaria permanenza nella stazione spaziale internazionale condurranno attraverso tutta l’Italia, per iniziativa di Esa, Asi e Aeronautica militare. Ad aprire l’incontro il governatore Ugo Rossi, che aveva precedentemente consegnato all’astronauta, di origini trentine, l’Aquila di San Venceslao, la massima onorificenza della Provincia autonoma di Trento, e che ha augurato agli studenti in platea, che stanno costruendo la loro “rampa di lancio”, di spiccare il volo e raggiungere i risultati che desiderano nella vita. Sul palco anche il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston, nonché docente all’Università di Trento, che ha lodato l’impegno del Trentino nella ricerca scientifica e nell’alta formazione, “da cui nascono imprese come questa”, ed il generale dell’aeronautica militare Claudio Salerno, che ha invitato gli studenti ad impegnarsi nello studio perché “ogni traguardo è raggiungibile, e quindi, aspetto alcuni di voi qui su questo palco fra una decina di anni”.

 IL MESSAGGIO 

Un incontro emozionante, che gli studenti trentini ricorderanno a lungo, quello di stamani con Samantha Cristoforetti, astronauta Esa, capitano pilota dell’Aeronautica Militare, che ha iniziato dal Trentino il suo tour attraverso l’Italia per illustrare la sua eccezionale esperienza, trascorrendo in orbita il periodo più lungo nella storia delle missioni spaziali, 200 giorni.

Ad introdurlo Michele Lanzinger, direttore del Muse di Trento, che questa sera ospiterà anche l’incontro aperto a tutta la cittadinanza, che ha dato a sua volta la parola al governatore Ugo Rossi, al presidente dell’Asi Claudio Battiston e al generale dell’Aeronautica Militare Claudio Salerno.

Samantha Cristoforetti giocava un po’ in casa, avendo studiato – anche – a Trento, ma con un quarto anno di superiori trascorso all’estero, negli Usa, una esperienza che ha caldamente consigliato agli studenti. Con l’aiuto di alcune spettacolari fotografie, e della sua naturale empatia, ha illustrato per circa un’ora e mezza la sua avventura nello spazio, dal viaggio nella capsula spaziale lunga 7 metri, “legati ai sedili come salami, fin quando non mi sono sciolta e ho sentito per la prima volta la sensazione di fluttuare nello spazio, convincendo pian piano il mio cervello che non stavo cadendo da nessuna parte”, fino all’arrivo alla stazione spaziale internazionale, dove si fa ricerca in assenza di peso. Qui i “nuovi venuti” sono stati accolti da altri tre astronauti che erano lassù da qualche mese. Per fare cosa? Innanzitutto circa 200-250 esperimenti, che hanno occupato un arco di circa 6 mesi, condotti per per conto delle diverse agenzie spaziali.

CRISTOFORETTI STAR 

Cristoforetti ha illustrato naturalmente il significato di alcune di queste ricerche, ma anche la vita quotidiana condotta dagli astronauti, per quanto riguarda ad esempio l’attività fisica – fondamentale un tapis roulant – o l’alimentazione. “Il bere è fondamentale – ha detto ‘Astrosamantha’ – ma l’acqua sulla stazione spaziale è poca e va continuamente riciclata”. Nello spazio vanno quindi riciclati anche i liquidi corporei, “ma siamo riusciti a farci persino il caffè”, mentre il cibo è liofilizzato e raramente lassù ci si può permettere il lusso di consumare cibo fresco come le mele, “solo quando arriva un veicolo cargo dalla terra”.

Nel corso dell’incontro, Samantha Cristoforetti è riuscita a trasmettere agli strumenti l’emozione della vista della terra dallo spazio. La terra con le sue peculiarità geologiche, che da lassù risaltano in maniera particolare, con i suoi oceani, con i suoi fenomeni naturali come i cicloni, per approdare infine alle Alpi, e al Trentino.

“C’è stato un giorno in cui ti sei svegliata senza la voglia di fare nulla se non guardare la terra dallo spazio?”, le ha chiesto fra l’altro uno studente. “Non proprio – ha risposto l’astronauta sorridendo – . Anche lì come sul nostro pianeta ci si sveglia a volte con la ‘luna storta’, ma il non fare nulla non è contemplato. Al mattino è il computer che ci ricorda cosa dobbiamo fare, per prima cosa abbiamo una riunione via radio con tutti i centri sulla terra collegati con noi e poi si inizia con il programma”.

E quando si ritorna “con i piedi per terra”? Ci vuole un po’ di tempo. “Né i muscoli né soprattutto il cervello sono ‘tarati’ per fare uno sforzo come sollevarsi in piedi, dopo 200 giorni di fluttuazioni nello spazio. Il proprio corpo, ma anche ogni oggetto con cui si viene in contatto, sembra pesantissimo”. Ma soprattutto, “al momento del rientro non mi sentivo pronta a tornare”.

GLI ALTRI INCONTRI DELLA GIORNATA

Dopo gli incontri con gli studenti, tappa in Rettorato con i rappresentanti di Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler. Un clima informale e amichevole per un incontro importante e atteso: oggi l’Università di Trento e la Fondazione Bruno Kessler hanno accolto Samantha Cristoforetti, astronauta dell’ESA, capitano pilota dell’Aeronautica militare, protagonista della missione spaziale Futura dell’ASI, a Trento in visita per l’avvio del suo Post Flight Tour. Un abbraccio ideale della ricerca trentina alla prima donna italiana nello spazio, che è stato anche momento di confronto sulle frontiere della ricerca e sulle sue possibili applicazioni in ambito spaziale.

Per l’occasione erano presenti attorno al tavolo il rettore Paolo Collini con i prorettori Flavio Deflorian e Barbara Poggio e il segretario generale della Fondazione Bruno Kessler, Andrea Simoni, con il direttore del Centro ICT di FBK, Paolo Traverso. Assieme a loro, a esprimere il sostegno alla ricerca da parte del governo provinciale è stata Sara Ferrari, assessora all’università e ricerca. Ad accompagnare Samantha Cristoforetti e i due astronauti, il russo Anton Skaplerov della Roscosmos e lo statunitense Terry Virts della Nasa, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (nonché professore dell’Università di Trento), Roberto Battiston.

Importanza dello studio, passione per la ricerca, sogni e ambizioni che, con determinazione, possono diventare progetti di vita. Ma anche problemi pratici e quotidiani nello spazio, su cui la ricerca può contribuire: di tutto questo si è parlato nel colloquio privato di oltre mezz’ora. Il rettore Collini ha presentato l’Università di Trento, citando i suoi recenti successi nel campo della ricerca scientifica (il progetto del Cibio sulla lotta all’Hiv) e nella reputazione internazionale (Trento al 198° posto al mondo nella classifica delle università del Times Higher Education). Ha illustrato poi i progetti dell’Ateneo in ambito spaziale: la missione LISA Pathfinder (con “l’ascolto” delle onde gravitazionali di Stefano Vitale), le missioni ESA e NASA con i radar del laboratorio di telerilevamento di Lorenzo Bruzzone e la missione Rosetta a cui collabora Mariolino De Cecco.

Interessata e divertita, Samantha Cristoforetti ha sfogliato il numero speciale del periodico di Ateneo “Knowtransfer. Tecnologie e saperi tra università e impresa”, che la ritrae in copertina, interamente dedicato allo spazio e realizzato con la collaborazione dell’ASI Agenzia Spaziale Italiana.

Per la Fondazione Bruno Kessler, il segretario generale Andrea Simoni ha citato i molti progetti finanziati dall’Agenzia Spaziale Europea e sviluppati da FBK. Ha poi fatto riferimento in particolare ai dispositivi realizzati per gli esperimenti nelle missioni spaziali, grazie a linee di ricerca su nuovi materiali, microsistemi e soluzioni ICT.
Progetti di ricerca e applicazioni innovative che possono essere sviluppati solo in un contesto favorevole, dal punto di vista politico, istituzionale e finanziario. Tutte condizioni di lavoro ottimali garantite dal supporto costante e attento della Provincia autonoma di Trento, che – come è stato ricordato durante l’incontro – in più occasioni ha mostrato di credere e investire nella ricerca.

SAMANTHA VISITA IL CENTRO DI PROTONTERAPIA DI TRENTO

Nello spazio gli astronauti sono esposti a radiazioni simili a quelle utilizzate dalla protonterapia per il trattamento di alcuni tipi di tumore: per questo, nell’ambito della sua visita in trentino, Samantha Cristoforetti ha visitato anche il centro di Protonterapia di Trento di via al Desert, inaugurato esattamente un anno fa, nell’ottobre 2014. “Oltre alla sua missione principale, essere una Struttura di avanguardia per la cura di alcune patologie tumorali, questa realtà rappresenta un risultato concreto dell’impegno che in Trentino viene riservato alla ricerca scientifica”, ha spiegato nel corso della visita il governatore Ugo Rossi.
A fare gli onori di casa, assieme al presidente della Provincia autonoma di Trento, il direttore dell’Unità Operativa Maurizio Amichetti e Marco Durante, presidente dell’associazione per la ricerca in campo radioattivo e direttore di Tifpa, il centro nato a Trento collegato all’Azienda provinciale per i servizi sanitari, FBK, Università di Trento e Infm nell’aprile 2015, ed inoltre i due assessori provinciali competenti, Sara Ferrari per la ricerca scientifica e Luca Zeni per la salute.

LA CONCLUSIONE AL MUSE

Con l’incontro pubblico al Muse conclusa la prima tappa del Post Flight Tour. Nel giorno in cui ha ricevuto l’Aquila di San Venceslao dal governatore Ugo Rossi, ha parlato ad oltre ottocento studenti trentini, ha visitato il Centro di Protonterapia, l’astronauta Samantha Cristoforetti ha concluso nella “sua” Trento la prima tappa del Post Flight Tour con l’abbraccio del Trentino e dei trentini accorsi nel tardo pomeriggio all’incontro pubblico al Muse. “La vostra presenza – ha detto in apertura il governatore Ugo Rossi – onora sia Samantha che il Trentino. Voglio rivolgere un grazie particolare ad Asi, Esa e Aeronautica Militare che hanno reso possibile far partire da Trento il tour che segue la missione nello spazio. Quello di oggi con le scuole e gli studenti è stato un appuntamento ricco di significati. Come trentini possiamo essere orgogliosi di Samantha. Possiamo però anche ricordare quello che sta facendo il Trentino, una terra piccola ma ricca di persone laboriose e piene di entusiasmo. Come ha fatto Samantha, anche il Trentino vuole realizzare il suo sogno rimanendo in presa diretta con il mondo. Speriamo che la sua esperienza sia di esempio e di stimolo per i giovani nelle scelte che dovranno fare nella vita”.

Tanta gente, molti, moltissimi giovani, ma non solo, entusiasmo e calore hanno fatto da cornice al Muse di Trento all’ultimo appuntamento trentino della prima tappa del Post Flight Tour di Samantha Cristoforetti e dei suoi colleghi, l’americano Terry Virts della Nasa e il russo Anton Shkaplerov della Roscosmos. L’incontro è stato introdotto dal direttore del Muse Michele Lanzinger. Sul palco, con il governatore Ugo Rossi e il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, anche il presidente del Muse Marco Andreatta. ” Grazie per questa presenza a Trento – ha detto il sindaco Andreatta rivolgendosi alla Cristoforetti -, grazie anche per la sua semplicità e la disponibilità a dialogare con tutti. Grazie per gli interrogativi e le curiosità che ha suscitato.”

Poi è stata la volta dei tre astronauti che si sono alternati nel raccontare la loro esperienza. “Oggi è stata una giornata meravigliosa”: ha esordito la Cristoforetti, che ha raccontato quella che lei stessa ha definito un’avventura. La stazione spaziale, “l’avamposto dell’umanità nello spazio”, come lo ha chiamato, è stata la sua casa per molti giorni e, fatto che l’astronauta ha voluto sottolineare, contiene molta tecnologia italiana. “La stazione spaziale – ha premesso Samantha Cristoforetti – è l’unico luogo dove si possono fare esperimenti in microgravità. E’ importante poi, anche in vista di missioni più lunghe e impegnative, vedere gli effetti dell’assenza di gravità sul corpo umano”.

Passeggiate spaziali, attività extraveicolare, lavoro nei laboratori, procedure di decompressione, preparazione delle missioni, test sul sangue e sul corpo, ma anche vita quotidiana e sensazioni personali hanno calamitato l’attenzione del pubblico. “Nello spazio ha aggiunto Samantha Cristoforetti si fa gioco di squadra ed importante arrivare preparati in tutto”.

In orbita, è stato spiegato, si dorme in un sacco a pelo ma è importante anche fare molta attività sportiva per non perdere massa muscolare e ossea. “Riusciamo – ha detto la Cristoforetti – anche a correre grazie ad un’apparecchiatura particolare”. Le risorse sono inoltre molto importanti, come l’acqua che viene quasi completamente riciclata, o i rifornimenti, che arrivano periodicamente in volo. Immagini meravigliose, e veramente uniche, hanno accompagnato un racconto che ha alternato personale e professionale, scientifico e umano; sullo sfondo un pianeta azzurro, delicato, prezioso, che, visto dallo spazio, segue un ritmo lontano dalla frenesia che conosciamo.


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