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Val di Sole sostenibile, “Il futuro della montagna? È scritto sull’acqua”

giovedì, 16 maggio 2019

Dimaro – Poche persone possono capire più di chi abita in montagna quanto sia cruciale l’acqua. È proprio nel cuore dei rilievi montuosi che la più essenziale delle risorse naturali nasce, si trasforma, dona la vita e può causare distruzione se il territorio non è attivamente gestito dall’uomo in modo virtuoso. L’esigenza di tutelarla è sempre più urgente, anche nel nostro Paese: se l’Italia è uno degli Stati in Europa con la maggiore disponibilità media per abitante (237 litri contro i 150 della Francia) è anche il primo per consumi (241 litri al giorno).

Inoltre, già oggi il 15% della popolazione italiana – pari a circa 8 milioni di abitanti –per quattro mesi all’anno (da giugno a settembre) è sotto la soglia del fabbisogno idrico minimo, fissato all’Onu a 50 litri pro capite. Ogni abitante avrebbe a disposizione 2700 metri cubi all’anno ma sprechi e inefficienze riducono tale dato a 2000 mc. E la disponibilità d’acqua diminuisce ogni anno. Tanto che l’Italia è pienamente interessata dall’allarme lanciato dalle Nazioni Unite secondo cui, entro appena 15 anni, il calo dell’acqua disponibile sarà del 40%.

Ma la tutela delle risorse idriche, per quanto necessaria, difficilmente può avvenire in modo freddo e razionale senza che ci sia una partecipazione attiva e un aumento di consapevolezza dell’opinione pubblica.

In questo senso, i territori montani, tra i più sensibili ed esposti al fenomeno, possono diventare una straordinaria palestra a cielo aperto per questo percorso virtuoso. Un esempio in tal senso arriva dalla Val di Sole, che ha avviato un percorso per affermarsi come territorio alpino che riesca a coniugare la propria enorme vocazione turistica con la tutela del proprio ecosistema e l’uso corretto delle ricchezze naturali di cui dispone.

NOMEN OMEN

Una vocazione probabilmente scritta nel nome stesso della valle. Quasi nessuno lo sa ma il suo nome non deriva dall’essere particolarmente esposta ai raggi solari quanto alla divinità celtica delle acque, Sulis, che poi i Romani avrebbero identificato con Sulis Minerva, considerata la grande madre donatrice di vita e guarigione dalle malattie. «Un’etimologia corroborata dall’esistenza ancora oggi in due valli laterali del territorio – quelle di Pejo e di Rabbi – di importanti fonti di acque termali» spiega Fabio Sacco, Direttore Generale dell’APT Val di Sole. «Queste fonti sono considerate terapeutiche per il sollievo procurato contro ogni tipo di malessere, essendo, infatti, ricche di zolfo e carbonio con effetti diuretici, ematici e linfatici». Foto @Mondini.

mtb dimaroUNA VALLE SOSTENIBILE

In Val di Sole, grazie ai suoi due centri termali (caso probabilmente unico nell’arco alpino), che richiamano migliaia di visitatori ogni estate, e al celebre fiume Noce, punto di riferimento per le attività sportive acquatiche in tutta Europa, il rapporto con l’acqua diventa un asset di sviluppo economico da gestire con cautela. Il che si traduce anche in una particolare attenzione al risparmio idrico nel settore ricettivo. «Sprecare la nostra risorsa più importante, fondamentale anche nel periodo invernale perché ci permette di utilizzare la nostra fitta ed efficiente rete di cannoni sparaneve sarebbe un suicidio» commenta Luciano Rizzi, Presidente dell’APT Val di Sole. «Nelle nostre attività quotidiane, l’intera filiera turistica e industriale è attiva nel sensibilizzare al corretto rapporto con l’acqua. Dalle guide alpine fino ai gestori delle centrali idroelettriche che organizzano visite guidate per descrivere come si possa produrre energia in modo sostenibile senza depauperare questa vitale risorsa».



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