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Covid-19: test rapidi a Dimaro e Arco, più posti nelle Terapie Intensive

lunedì, 9 novembre 2020

Dimaro - Crescono le adesioni delle farmacie e dei Comuni che effettueranno i test rapidi, tra i primi spiccano Dimaro e Arco. Intanto per far fronte all’emergenza Covid-19 sono in crescita i posti a disposizione in Terapia intensiva.

“I dati riferiti dal Ministero riguardanti le percentuali di posti letto in terapia intensiva occupati attualmente in Trentino per il Covid-19 sono relativi a 51 posti letto totali. Ma nella prima fase Covid eravamo arrivati ad avere fino a una novantina di posti occupati, su un totale di posti letto elevabile fino a 100-110. 

Fugatti 1

Questi numeri sono validi anche oggi. In questi giorni, a seguito dell’aumento dei casi, l’Apss sta riorganizzando i posti letto disponibili per i pazienti Covid, che salgono a 66; se necessario, successivamente saliranno a 90. Gli indicatori quindi descriveranno questo rapporto fra posti letto disponibili e posti letto occupati. Ciò non significa che il Trentino potrà rimanere automaticamente nella ‘zona gialla’, perché ci sono anche altri indicatori da considerare. Ma che almeno per quanto riguarda i posti letto per le terapie intensive possiamo essere ragionevolmente tranquilli”, così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti (nella foto) interviene nella lotta al coronavirus in Trentino.

“Stiamo lavorando per la rimodulazione dell’offerta assistenziale - ha detto a sua volta il direttore facente funzioni dell’Apss Pier Paolo Benetollo -. Procediamo man mano, per non dover impattare negativamente sulle altre attività assistenziali normalmente svolte negli ospedali. Oltre ad aumentare i posti per terapia intensiva operiamo inoltre per aumentare i posti per pazienti Covid in terapia non-intensiva”.“Facciamo un appello ai cittadini: - ha ripreso Fugatti - fate molta attenzione a tutte le attività che svolgete. Ogni infortunio, anche domestico, comporta comunque uno sforzo ulteriore per le strutture sanitarie, dal Pronto Soccorso alle terapie intensive fino eventualmente alle sale operatorie, che oggi giocoforza sono più impegnate sul Covid-19. Durante il primo lockdown erano calati i ricoveri per cause come gli incidenti da attività svolte nel tempo libero o quelli stradali. Attualmente siamo lontani dalla saturazione dei posti dedicati al Covid, ma dobbiamo comunque fare la massima attenzione al fine di non appesantire ulteriormente il grande lavoro svolto dal personale medico-sanitario”.

Sul versante dei test rapidi in farmacia, ci sono state alcune amministrazioni comunali che hanno manifestato la loro disponibilità a procedere, anche in spazi propri, previa formazione del personale impegnato in questa attività. E’ stato siglato quindi un accordo in tal senso fra Cal e Provincia autonoma. Oggi nel frattempo altre 4 farmacie hanno iniziato a far partire i test rapidi – a Dimaro, Roncafort, Arco e Civezzano – aggiungendosi alle 4 già operative, e altre si attiveranno entro il fine settimana. I risultati dei test rapidi non vengono al momento conteggiati dal Ministero che tiene conto invece di quelli molecolari. I dati sui positivi al test antigenico vengono però scrupolosamente utilizzati dall’Azienda per attuare le attivita di igiene pubblica, con gli isolamenti dei casi e le quarantene dei contatti. Nel momento in cui il Ministero della Salute, che pure ha trasmesso una raccomandazione alle Regioni invitandole a fare anche i test antigenici, inizierà a sommare nel computo finale coloro che sono risultati positivi ai test rapidi, anche Trentino si allineerà, così come tutte le Regioni. Attualmente più di un trentino su 5 ha effettuato un tampone; nel corso della malattia poi molti ne fanno più d’uno, portando il totale dei tamponi eseguiti ad oggi a 309.953..

Per quanto riguarda le mascherine da utilizzare a scuola da parte di alunni e studenti, per il momento il Trentino rispetterà l’orientamento nazionale e non modificherà quindi le indicazioni già date.Infine, la salute della Giunta: oggi hanno fatto il tampone tutti gli assessori provinciali che erano in quarantena in quanto contatti di un positivo. Il responso è stato negativo, per cui possono cessare la quarantena. Devono invece proseguire ancora l’isolamento il presidente Fugatti, gli assessori Gottardi e Spinelli ed i dirigenti che erano risultati positivi ai primi di novembre.



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